home
biogr.
english
español
français
Deutsch
한 국 어
1976/95
1996
1997
1998
1999
2000
2001
2002
2003
2004
2005
2006
2007
2008
2009
2010
2011
2012
2013
2014
2015
2016
2017


Domenica in albis
Poggio Renatico, 11 aprile 2015


Cari fedeli, la pagina evangelica appena proclamata racconta due episodi distinti: l’incontro di Gesù risorto con i discepoli la sera di Pasqua; l’incontro di Gesù Risorto con Tommaso. Noi ci limiteremo a riflettere sul primo.

1. E’ la narrazione di un incontro durante il quale Gesù dà ai suoi discepoli tre doni: il dono della pace; il dono dello Spirito Santo; il dono fatto alla Chiesa di rimettere i peccati.

Due particolari assai importanti introducono il racconto. Gesù «mostrò loro le mani e il costato», cioè le piaghe della crocifissione. Perché compie questo gesto? Per convincere i discepoli, e noi, che il Risorto è lo stesso che il Crocefisso. C’è l’identità di persona fra colui che pochi giorni prima i discepoli avevano visto sulla croce e colui che ora vedevano risorto. E’ Gesù crocifisso il Signore risorto.

Un secondo particolare: «e i discepoli gioirono al vedere il Signore». Cari fratelli e sorelle, la fonte della vera gioia è l’incontro col Signore: è “vedere” il Signore, cioè credere in Lui. Vederlo, cioè credere in Lui come presenza viva, e non ridurlo mai ad un semplice ricordo.

Nell’incontro con Gesù, il Crocefisso risorto, i discepoli ricevono tre doni. Il primo è il dono della pace. Gesù pensa al loro futuro, quando la sua presenza visibile sarà terminata. Egli aveva già preannunciato questo dono prima della sua passione; lo concede però effettivamente dopo la sua Risurrezione. E’ un bene interiore, un dono spirituale di cui i discepoli del Signore godono anche in mezzo alle più grandi tribolazioni. Un bene non può non irradiarsi anche all’esterno. E’ la pace con Dio, con se stessi, con gli altri.

Il secondo dono è il più grande: il dono dello Spirito Santo. Gesù fa questo dono “alitando sui discepoli”. Il segno dell’alitare significa nella S. Scrittura la trasmissione della vita: è l’alito che fa vivere. Significa dunque che Gesù Risorto partecipa la sua stessa vita a coloro che credono in Lui. E la vita del Risorto è lo Spirito Santo, il quale viene donato alla Chiesa.

Legato al dono dello Spirito è il terzo dono: la Chiesa ha il potere di rimettere i peccati. Cari fedeli, lasciamoci profondamente commuovere da questa donazione fattaci dal Risorto! Da Lui, dalla sua umanità glorificata, dal suo costato che rimane aperto per tutta l’eternità sgorga un torrente di misericordia che lava tutti i peccati. E Gesù dona alla sua Chiesa questo potere, un potere a cui la Chiesa attribuisce un’importanza primaria, poiché essa esiste in forza del perdono ricevuto.

Oggi è la Domenica della Misericordia. S. Faustina K., la testimone della Misericordia di Dio, annota nel suo Diario: «Agli uomini scoraggiati dal male che c’è dentro di loro e nel mondo [Dio] dice: tutto passerà ma la sua Misericordia è senza limiti e senza fine. Sebbene la malvagità arrivi a colmare la sua misura, la Misericordia di Dio è senza misura».

I doni di Dio non sono mai ritirati. Gesù ha deposto nella Chiesa questo potere: esso resterà per sempre.

2. Gesù Risorto, dunque, incontra i suoi primi discepoli. Ma egli continua ad incontrare anche noi, oggi, ogni volta che ci riuniamo per ascoltare la sua Parola e celebrare l’Eucarestia. Anche a noi fa i doni di cui parla il racconto evangelico: il dono della pace; il dono dello Spirito Santo; il dono della remissione dei peccati. La proclamazione del Vangelo fatta nella Liturgia non è solo “informativa” di fatti accaduti, ma narra ciò che sta accadendo ora fra noi.

Possiamo dire con tutta verità ciò che abbiamo cantato dopo la prima lettura: «abbiamo contemplato, o Dio, le meraviglie del tuo amore».