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XXVIII DOMENICA PER ANNUM (C)
Borgonuovo, 10 ottobre 2010


1. L’episodio narrato da S. Luca nella pagina evangelica appena proclamata accade durante la terza ed ultima tappa del viaggio di Gesù verso Gerusalemme, dove sarà crocefisso per la nostra salvezza.

Alla luce di questo contesto la guarigione dei dieci lebbrosi è come un gesto simbolico, una sorta di profezia nei fatti che anticipa e rivela la verità della salvezza. Per comprendere dobbiamo porre molta attenzione ad alcuni particolari del racconto.

Fra i dieci lebbrosi uno era un samaritano. Dai giudei – come erano gli altri nove – i samaritani erano considerati estranei alle promesse dell’Alleanza, come i pagani.

Un secondo particolare. Tutti e dieci sono guariti, ma Gesù dice che solo il Samaritano è salvato: dieci i guariti, uno solo salvato.

Un terzo particolare. Il Vangelo dice che il Samaritano "tornò indietro, lodando Dio". Questa espressione è tecnica nel Vangelo di Luca: indica il riconoscimento di un intervento salvifico di Dio. Il Samaritano dunque riconosce che in Gesù è Dio stesso che agisce: è un vero credente.

Dobbiamo anche tenere presente per capire bene questa pagina evangelica, quanto Luca narra all’inizio del suo Vangelo [cfr. 4,22-30]. I concittadini di Gesù esigono da Gesù gesti miracolosi come un loro diritto. Gesù risponde che questo non è il modo di comportarsi di Dio. Naaman, guarito dal profeta Eliseo, era un siro; la vedova nutrita miracolosamente, non era ebrea.

Tenendo dunque conto di tutto questo, che cosa in fondo ci insegna la pagina evangelica? Nessuno può pretendere nulla di fronte a Dio. Anzi chi si ritiene in possesso come di una sorta di diritto, resta alla fine escluso. Lo straniero, l’escluso, l’emarginato dalla comunità riceve i doni di Dio.

La pagina evangelica è la rivelazione della misericordia di Dio che non esclude dal suo abbraccio se non colui che vuole essere escluso. Come dice stupendamente il Poeta: "… la bontà infinita ha sì gran braccia,/ che prende ciò che si rivolge a lei" [Purg. III, 122-123]. La Chiesa oggi ci fa rispondere alla parola di Dio col Salmo che dice: "tutti i confini della terra hanno veduto la salvezza del nostro Dio".

2. Cari amici, solo il Signore che legge nel cuore di ciascuno sa quali sono le vostre reazioni a questa Parola di Dio. Forse non vado errato pensando che, data la vostra condizione coniugale, vi siate almeno per qualche momento indentificati più col samaritano che con gli altri nove, più con Naaman il siro che con gli ebrei del suo tempo.

Non sempre la comunità cristiana è stata attenta nei vostri confronti; è accaduto perfino che vi si è anche considerati estranei ad essa, nonostante che i suoi supremi Pastori, i Sommi Pontefici, abbiano rimproverato questi atteggiamenti.

Ho voluto celebrare questa Eucaristia proprio per dirvi che la Chiesa vi è vicina; che vi ama e vi sostiene. E ringraziarvi perché ci siete: la vostra fedeltà testimonia che la grazia del Signore dura in eterno.