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Solennità del Corpus Domini
Giovedì 10 Giugno 2004

"Noi ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo, perché colla tua santa Croce hai redento il mondo". Questa sera ti abbiamo collocato, o Cristo realmente presente nella Ss. Eucarestia, nel centro della nostra città: o Redentore di ogni uomo, di tutto l’uomo.

Posiamo il nostro sguardo su Te; ci poniamo nello spazio della tua luce, perché in te noi impariamo la verità intera di noi stessi in rapporto al Padre che è nei cieli ed all’uomo che è sulla terra.

Questi uomini e queste donne che ti stanno adorando in questa piazza disegnata fra la Chiesa del patrono ed il Municipio della città, sono il segno di quell’umanità nuova che l’Eucarestia ha rigenerato.

A te, Signore del mondo e centro della storia, in cui ogni realtà ha consistenza e senso, sia lode ed onore: ti sei fatto figlio dell’uomo perché il figlio dell’uomo divenisse figlio di Dio. La nostra divinizzazione accade mediante l’Eucarestia. Concedici di gioire sempre della tua grazia.

"Noi ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo, perché colla tua Santa Croce hai redento il mondo". Quest’atto di adorazione è risposta obbediente al primo dei comandamenti: "solo al Signore tuo Dio ti prostrerai, lui solo adorerai" [Lc 4,18]. E tu sei Luce da Luce, Dio vero da Dio vero, generato non creato, della stessa sostanza del Padre: con questa adorazione noi proclamiamo che Tu non sei "uno dei profeti", ma il Figlio del Dio vivente.

Ma in questo stesso atto di adorazione noi proclamiamo che l’uomo si inginocchia solo davanti alla Maestà divina, poiché nessuno all’infuori di te è più grande della persona umana: essa è solo tua proprietà, e di essa nessuno può disporre.

Nell’atto stesso in cui noi ti adoriamo, noi proclamiamo nel centro di questa città la suprema grandezza di ogni persona umana: della persona già concepita e non ancora nata; del bambino che ha diritto ad essere educato secondo le scelte dei suoi genitori; della persona inferma che ha diritto di essere curata sempre; della donna fatta oggetto di turpe commercio anche sulle nostre strade; dello straniero che chiede di essere accolto come persona.

Quell’elevazione che la tua Carne vivificante compie nella nostra condizione umana, ci faccia comprendere quanto sia grande la nostra dignità.

"Colla tua santa Croce hai redento il mondo!" Attraverso la celebrazione dell’Eucarestia noi possiamo partecipare al tuo atto redentivo. Mediante l’Eucarestia la tua redenzione penetra e pervade ogni persona ed ogni generazione umana: pane azzimo dentro alla nostra pasta corrotta. Dentro alle divisioni di ogni genere, Tu costruisci l’unità; dentro l’estraneità dell’uomo all’uomo tu edifichi la comunione; dentro alla coesistenza di opposti egoismi tu immetti la novità del dono.

Davanti al mistero eucaristico noi diciamo con la tua Madre santissima: "di generazione in generazione si stende la sua misericordia su quelli che lo temono".

Fra pochi istanti, io – umile pastore di questa Chiesa – ti innalzerò perché tu benedica questa città: perché si stenda su di essa la tua misericordia.

Benedici chi nei prossimi cinque anni ci amministrerà perché lo faccia sempre con sapienza e dedizione. Benedici i nostri sacerdoti perché faccia sempre piaga nel loro cuore ogni miseria umana. Benedici le nostre religiose perché la loro dedizione verginale illumini e riscaldi le nostre faticose giornate. Benedici gli sposi perché vivano nella santità il loro amore coniugale. Benedici i nostri giovani perché non abbrevino mai la misura dei loro desideri più profondi. Benedici le persone sole ed anziane, perché non sia triste la luce del loro tramonto né amara la loro solitudine.

Noi ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo perché colla tua santa Croce ci hai redenti.