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Solennità di Pentecoste
Panzano, 10 maggio 2008


(Ez 37,1-14)


1. Cari fratelli e sorelle, la Chiesa celebra oggi il compimento della risurrezione del Signore. Questi risuscita per fare dono dello Spirito Santo a chi crede in Lui: è la festa del Dono; è la festa dello Spirito Santo donato ai credenti. Ascoltiamo dunque attentamente il Vangelo.

"Nell’ultimo giorno, il grande giorno della festa, Gesù levatosi in piedi esclamò ad alta voce: chi ha sete, venga a me e beva, chi crede in me".

La grande festa di cui parla il Vangelo è la festa delle Capanne. Il rito principale consisteva nell’attingere acqua dalla sorgente di Siloe per portarla come offerta al tempio. La celebrazione era preghiera per ottenere sempre il dono dell’acqua, di cui una terra continuamente minacciata dalla siccità aveva assoluto bisogno.

Ma la celebrazione era soprattutto ricordo storico-salvifico dell’acqua che Dio aveva fatto sgorgare per gli ebrei dalla roccia durante il cammino del popolo nel deserto [cfr. Num 20,1-13].

Gesù si inserisce in questo contesto liturgico e fa una grande rivelazione di Se stesso: lui è la vera roccia da cui scaturisce la vera acqua; e la condizione per bere a questa sorgente è duplice: avere sete e credere in Lui.

Cari fedeli, voi capite benissimo che sulla bocca di Gesù parole come "acqua", "sete", "bere" hanno ormai un significato diverso da quello letterale.

Un grande Padre della Chiesa, S. Agostino, definisce l’uomo: "un filo d’erba assetato". Chi non si riconosce in queste parole? C’è nell’uomo la sete profonda di verità, di bontà, di amore, di bellezza: di vita vera, in una parola. Gesù oggi si rivela come colui che è capace di estinguere questa sete, di rispondere adeguatamente ai nostri bisogni più profondi.

Egli risponde anche alla domanda: come si beve quest’acqua della vita? come si accostano le labbra del nostro cuore a questa sorgente? "e beva, chi crede in me". La via che ci conduce alla sorgente che è Gesù , è la fede. Chi crede beve l’acqua della vita umana vera. Si beve credendo in Lui; riconoscendo in Lui il Figlio unigenito inviato dal Padre per la nostra salvezza; ascoltando docilmente la sua Parola, predicata nella Chiesa.

Ma a questo punto Gesù dice qualcosa di straordinario: "Come dice la Scrittura, fiumi di acqua viva sgorgheranno dal suo seno". Chi ha sete e beve alla sorgente che sgorga da Cristo, diviene a sua volta una sorgente di acqua viva. Prima, Gesù parlava di Se stesso; ora, Egli parla del suo discepolo. Anche questi, bevendo da Gesù – cioè credendo in Lui – diventa acqua che fa rifiorire la terra. Chi mediante la fede si unisce a Gesù, partecipa della stessa sua fecondità.

È la più alta descrizione della missione della Chiesa e del cristiano. Questa dipende esclusivamente dalla nostra unione e dalla nostra fede in Gesù. Se manca questo legame intimo, non cambieremo nulla. Il deserto può fiorire solo se vi giunge l’acqua. Il mondo, la società può essere mutato solo se i discepoli del Signore, ricevendo da Lui lo Spirito Santo, lo vivificheranno. La storia lo dimostra. I santi sono come le oasi nel deserto del mondo: intorno fiorisce la carità e la vita.

2. Cari fratelli e sorelle, noi celebriamo il primo centenario della costruzione della vostra Chiesa. Le parole di Gesù, la solennità della Pentecoste, ci fanno comprendere il vero significato di questo anniversario.

Il tempio materiale e la sua costruzione è il simbolo della comunità cristiana che siete voi, e della vostra edificazione in Cristo. L’apostolo Paolo paragona la costruzione di una comunità cristiana ad un’opera di semina cui segue l’acqua che fa crescere [cfr. 1Cor 3,6]. Così è accaduto fra voi, proprio come dice Gesù nel Vangelo. Sacerdoti e fedeli uniti a Cristo mediante la fede, hanno ricevuto da Lui l’acqua che è lo Spirito Santo. A loro volta, in Cristo, sono divenuti sorgenti di vita cristiana: hanno edificato questo tempio, e soprattutto la comunità cristiana.

Ora voi dovete continuare questa stupenda storia di vita cristiana, abbeverandovi alla sorgente che è Cristo: ascoltando docilmente la sua parola predicatavi dal sacerdote; celebrando con fede i santi Sacramenti; vivendo in vera comunione fra voi.

Sarete così in questo luogo come un’oasi in cui fiorisce la vita umana vera.