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S. Messa di Pasqua della Notte
10 aprile
Cattedrale di S. Pietro

Nella celebrazione di questa veglia, la più santa di tutte le veglie cristiane, siamo istruiti da due creature, che accompagnano il nostro vivere quotidiano: la luce e l’acqua. Esse ci introducono mediante la loro forza evocativa dentro al grande Mistero che siamo celebrando.

1. Abbiamo iniziato la nostra veglia passando dalle tenebre alla luce. Questo "passaggio" evoca un altro passaggio dalla luce alle tenebre, quello originario, quello che ha costituito l’atto creativo di Dio: "le tenebre coprivano l’abisso. Dio disse: "sia la luce!". E la luce fu … E fu sera e fu mattino: primo giorno". Così ha inizio la creazione dell’universo, che noi in questa notte santa evochiamo, colla parola di Dio che fa risplendere la luce dalle tenebre.

Ma questo avvenimento originario preludeva e prefigurava un altro avvenimento originario, un altro inizio in vista del quale tutta la creazione era stata voluta. Lo Spirito Santo ce lo ha rivelato mediante le parole di Paolo: "E Dio che disse "rifulga la luce dalle tenebre" rifulse nei nostri cuori, per far risplendere la conoscenza della gloria divina che rifulge nel volto di Cristo" [2Cor 4,6]. La creazione della luce fisica che distingue il giorno dalla notte significava l’accendersi della luce splendente nella santa umanità del Cristo Risorto che colla sua risurrezione poneva fine al "dominio delle tenebre" [cfr. Col 1,13]. Stiamo celebrando la luminosa risurrezione di Cristo.

Questa luce che pervade l’umanità del Risorto fra poco brillerà anche nelle vostre persone, carissimi catecumeni. Mediante i sacramenti che riceverete per la prima volta sarete resi capaci "di partecipare alla sorte dei santi nella luce". Così anche noi, già battezzati e purificati dalla penitenza quaresimale. Come Israele venne condotto fuori dall’Egitto, così il Padre in questa notte ci strappa "dal dominio delle tenebre".

La prima creazione della luce ha separato il giorno dalla notte. La luce di Cristo risorto divide il giorno, che siamo diventato noi, [cfr. 2Cor 3,15], dalla notte che eravamo prima di convertirci a Cristo. "Se un tempo eravate tenebre – ci avverte l’Apostolo – ora siete luce nel Signore. Comportatevi perciò come figli della luce" [Ef 5,9]; "voi tutti infatti siete figli della luce e figli del giorno: noi non siamo della notte, né delle tenebre" [1Tess 4,5].

È attraverso il dono della sua santa Legge che il Signore ci ha indicato la via della luce, come ci ha appena detto il profeta: "ritorna, Giacobbe, e accoglila, cammina nello splendore della sua luce". "I comandi del Signore sono limpidi, danno luce agli occhi".

2. L’altro elemento che ci accompagna è l’acqua. Il Signore ha giurato che non avrebbe più riversata l’acqua sulla terra per distruggervi la vita. Essa non sarebbe più stata il segno della morte che riporta la creazione nel disordine e nella notte originaria. Essa diventa segno efficace della vita, e come grembo in cui voi catecumeni sarete rigenerati: "vi aspergerò con acqua pura e sarete purificati; io vi purificherò da tutte le vostre sozzure e da tutti i vostri idoli".

L’acqua di cui parla il profeta è l’acqua che sta davanti ai vostri occhi: il santo fonte battesimale. Come infatti passando attraverso l’acqua il popolo di Israele divenne libero di servire il Signore, così da questo fonte nasce il nuovo popolo di Dio, le nuove creature libere di servire il Signore.

Per mezzo del battesimo, carissimi catecumeni, voi fra poco sarete sepolti insieme con Cristo, perché come Cristo fu resuscitato dai morti, anche voi, risuscitati in Lui, possiate camminare in una vita nuova [cfr. Rom 6,4].

Questo è il grande avvenimento che stiamo vivendo: Cristo è risorto e risorgendo fa di ciascuno di noi una nuova creatura, restituendoci alla pienezza della nostra originaria dignità.