home
biogr.
english
español
français
한 국 어
1976/95
1996
1997
1998
1999
2000
2001
2002
2003
2004
2005
2006
2007
2008
2009
2010
2011
2012
2013
2014
2015
2016
2017


Battesimo del Signore
Reggio Emilia, 10 gennaio 2015


Cari fratelli e sorelle, celebriamo la memoria di un sacerdote figlio di questa Chiesa di Dio in Reggio, nella luce del mistero del Battesimo del Signore.

La predicazione apostolica ha depositato una volta per sempre nella memoria della Chiesa il fatto che «Gesù dalla Galilea andò al Giordano da Giovanni per farsi battezzare da lui». Qual è dunque il significato salvifico di questo battesimo, per noi oggi?


1. A leggere attentamente il breve racconto evangelico, si nota che l’evangelista rivolge la sua attenzione più che all’atto con cui Giovanni battezza Gesù, a ciò che accompagna questo gesto. 

I cieli si aprono; lo Spirito Santo scende sull’umanità di Gesù; viene udita una voce dal cielo. Questi tre eventi accadono appena «Gesù uscì dall’acqua».

Egli ha compiuto un gesto di umiliazione. Si è reso uguale e solidale con chi come Lui compiva quel gesto di penitenza. Una solidarietà che raggiungerà la sua perfezione nella sua passione e morte, chiamata da Gesù il suo vero battesimo: «potete voi essere battezzati con il battesimo con cui io sono battezzato?» [Mc 10, 38]. Si riferiva alla sua morte.

Col battesimo al Giordano Gesù prende umanamente piena consapevolezza della sua missione salvifica, mentre la parola del Padre conferma che essa è compiuta da chi è in una profonda ed unica unione con Dio. La missione nasce dalla sua identità, dalla sua relazione al Padre, nell’obbedienza: «conviene che così adempiamo ogni giustizia».

Ecco, fratelli e sorelle, il significato salvifico del mistero che stiamo celebrando. E’ l’investitura di Gesù: verrebbe da dire: la sua ordinazione sacerdotale e profetica. Essa viene operata dall’unzione dello Spirito Santo. Come proclameremo fra poco nel Prefazio: «con lo Spirito che si posava su di Lui come colomba hai consacrato il suo servo con unzione sacerdotale, profetica e regale». Nel principio è già presente tutta l’opera redentiva di Gesù.


2. Cari amici, noi celebriamo il mistero del battesimo del Signore accompagnandolo al  ricordo di un sacerdote, don Pietro Magrini, a voi molto caro.

La competenza esclusiva della Chiesa a dare un giudizio sulla santità canonica della sua vita, non ci impedisce di fare alcune considerazioni. Cristo infatti rivive i suoi misteri in ogni battezzato ed in ogni sacerdote. Dunque anche il mistero del Battesimo al Giordano.

La verità più profonda di ogni sacerdote è di collocarsi nel punto in cui si intersecano due linee: una verticale, ed una orizzontale. Gli occhi al cielo; i piedi per terra. Una delle metafore più belle per indicare la missione sacerdotale, molto presente nella tradizione cristiana, è quella del ponte. Il ponte poggia su due rive; il sacerdote è radicato sulla riva del tempo e sulla riva dell’eternità. Il ponte ha la funzione di rendere possibile il passaggio da una riva all’altra; la missione del sacerdote è portare l’uomo dalle ombre alla verità, e di riportarlo ad essere “luce del mondo”.

Ricordando ciò che ho appreso di don Pietro; ciò che mi dicono i suoi figli spirituali, ho cercato di andare al suo “battesimo al Giordano”, al suo Principio e Fondamento. Di averne uno “sguardo semplice”.

“La mia regola è il cielo”, avete scritto; ma nello stesso tempo egli comprese profeticamente come questa regola dovesse farsi carne e sangue umani in ciò che è la colonna portante della creazione: la famiglia. Ed in questi giorni comprendiamo quanto fosse stato profetico il suo sguardo.

Cari amici, custodite con fedeltà,nella comunione profonda col Vescovo, questa eredità che don Pietro vi ha lasciato: portare la luce e l’amore del Vangelo nel cuore della società mediante la famiglia. E’ attorno ad essa che si sta svolgendo la battaglia ultima e decisiva fra l’Unzione che è in noi e il principe di questo mondo.