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Mercoledì delle Ceneri
Cattedrale di San Pietro, 9 marzo 2011


1. La Chiesa fa iniziare il nostro cammino verso la Pasqua con un rito molto austero. Viene imposto sul nostro capo un po’ di cenere, e ci viene ricordato il nostro "essere polvere", la nostra fragilità ed inconsistenza.

Cari fratelli e sorelle, è un atto di sincerità verso noi stessi l’inizio del nostro cammino quaresimale; un atto di conversione alla verità del nostro essere creaturale. Venuti dal niente portiamo dentro di noi l’incapacità di rimanere nell’essere.

Una delle preghiere più belle della S. Scrittura recita: "Vedi [o Dio], se sono su una via di menzogna e guidami nella via eterna" [Salmo 139 (138), 24]. Il rito delle ceneri ci aiuta a compiere questo esame di coscienza, questa verifica: se stiamo camminando su una via di menzogna o se siamo nella via eterna della verità.

È una verifica difficile perché ci sono tre potenze che ci impediscono di farla. La potenza del Satana, che fin dall’inizio ha indotto l’uomo "su una via di menzogna": "diventereste come dei, conoscendo il bene ed il male" [Gen 3, 5]. La quaresima sarà un cammino di lotta contro questa tentazione satanica; un cammino che inizia questa sera coll’umile confessione di chi si lascia imporre le ceneri: "no, non diventerò mai come Dio, perché sono cenere ed in cenere ritornerò".

L’altra grande potenza che ci impedisce di uscire dalla menzogna è il mondo inteso come il contenuto di una cultura e di una civiltà, che escludono radicalmente la presenza e l’azione di Dio dalla vita dell’uomo.

Ma la resistenza, la difficoltà ad uscire dalla "via di menzogna" è anche dentro di noi; ha la sua origine anche dentro di noi. La quaresima è dunque una lotta anche contro se stessi, come ci ricorda l’apostolo Paolo: "la carne ha desideri contrari allo spirito, e lo spirito ha desideri contrari alla carne; queste cose si oppongono a vicenda" [Gal 5, 16].

Ecco, noi entriamo nella Quaresima e la Chiesa ci ricorda subito una verità che oggi siamo continuamente tentati di dimenticare: per camminare nella verità bisogna combattere. È un combattimento duro, senza esclusioni di colpi, poiché il Satana vuole impedirci di uscire dalla via di menzogna.

2. Le ceneri ci dicono la verità circa noi stessi: l’intera verità? basta il riconoscimento del nostro essere polvere per uscire dalla via di menzogna e camminare nella via della verità? No, cari fratelli e sorelle. Non basta; né le ceneri ci dicono la verità intera di noi stessi. Del resto alla "verità delle ceneri" era giunto anche quel pagano che sulla sua tomba aveva scritto: "in nihil ab nihilo quam cito recidimus [quanto presto dal nulla ricadiamo nel nulla]" [cit. da Spe salvi 2]. È la parola di Gesù nel Vangelo che ci introduce "nella via eterna".

Questa parola ci dice che l’uomo è chiamato a vivere, ad agire "davanti a Dio": è questa la posizione che impedisce all’uomo di ricadere in quel nulla da cui è stato tratto. Gesù ci dice quale è il punto in cui le due vie, la via della menzogna e la via della verità, divergono: è quel momento della sua vita in cui l’uomo decide se vivere e agire "davanti agli uomini" o "davanti a Dio".

Che cosa significa vivere "davanti agli uomini"? rinchiudere il senso e l’orientamento della propria esistenza dentro l’orizzonte del tempo e delle vicende umane: "per essere lodati dagli uomini", dice il Signore. Vivere davanti agli uomini significa restringere quel desiderio immenso di felicità che dimora in ciascuno di noi, alla scelta dei beni mondani: carriera, scienza, piaceri, ricchezze.

Che cosa significa vivere "davanti a Dio"? mettersi in rapporto con Dio [e questo è il dono della Grazia], e vivere per Lui. In Cristo, Egli ha avuto una tale misericordia per ciascuno di noi da consentirci di entrare in un rapporto diretto, immediato con Lui. "E il Padre tuo che vede nel segreto", dice Gesù. Che meraviglia cari fratelli! Dio ha voluto aver a che fare con ciascuno di noi, e ci dona la possibilità di entrare in una relazione immediata con Lui.

Ora possiamo comprendere come la "verità delle ceneri", cioè la nostra inconsistenza, viene superata ponendoci in rapporto col "Padre nostro che è nei cieli".

Cari fratelli e sorelle, la Quaresima inizia da questo orientamento basilare della nostra vita: sei polvere, ma poni te stesso "davanti a Dio", ed avrai la vita eterna.