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Festa del Battesimo del Signore
Cattedrale, 9 gennaio 2011


1. "Gesù dalla Galilea andò al Giordano per farsi battezzare da lui". Cari fratelli e sorelle, in questa Santa Liturgia celebriamo l’inizio dell’opera salvifica di Gesù, che coincide col suo battesimo nel Giordano. Quanto Egli vive nel Giordano, lo attuerà durante tutta la sua vita pubblica fino alla sua risurrezione. Realtà che noi celebreremo durante l’intero Anno della divina Grazia che è l’Anno liturgico.

L’inizio è sconvolgente: Gesù si sottopone al battesimo di Giovanni, immergendosi nell’acqua e compiendo un gesto di penitenza. Fin dal principio della sua missione il Signore rivela la ragione della sua presenza in mezzo a noi: condividere la nostra condizione. Una profonda intuizione dei Padri della Chiesa ci insegna che Dio volle vincere il peccato ed il diavolo proprio in quell’umanità che avevano devastato. Il Verbo si fa carne e diventa quindi solidale coi peccatori. Il segno di questa solidarietà è il battesimo di penitenza nel Giordano.

"Giovanni però voleva impedirglielo": il profeta impedisce a Gesù di avvicinarsi a lui nella forma della suprema umiliazione. Anche l’apostolo Pietro volle impedire al Signore di umiliarsi fino al punto di lavargli i piedi: "non mi laverai mai i piedi" [Gv 13,8]. Cari fratelli e sorelle, impariamo da Giovanni e da Pietro a commuoverci, a lasciarci sconvolgere dall’umiliazione cui Dio si sottomette per la nostra salvezza. Non perdiamo mai la capacità di stupirci di fronte ad un fatto che ha dell’incredibile. "Io ho bisogno di essere battezzato da te" dice Giovanni al Signore "e tu vieni da me?"; e Pietro: "Signore, tu lavi i piedi a me?".

All’umiltà e all’angoscia di Giovanni però Gesù risponde in modo reciso, che non ammette replica: "lascia fare per ora, poiché conviene che così adempiamo ogni giustizia". Quasi lo stesso oppone a Pietro che rifiuta di farsi lavare i piedi: "quello che io faccio, tu ora non lo capisci". Ma, come avete sentito, a Giovanni il Signore dà la spiegazione: è la giustizia divina, cioè le divine promesse di salvezza che ora finalmente devono essere adempiute; è l’opera della redenzione umana che ormai deve compiersi. Come? nel modo indicato dal gesto che Gesù chiede a Giovanni di compiere su di lui: mediante la morte espiatrice dei nostri peccati.

Ed infatti quando "Gesù uscì dall’acqua" - quando Egli esce risorto dal suo sepolcro – "si aprirono i cieli": il Padre esce dal suo spazio inviolabile ed inaccessibile. Il suo Spirito viene effuso su Gesù perché Egli lo doni ai suoi discepoli, che pertanto nel Figlio prediletto diventano figli di adozione.

Cari fratelli e sorelle, è nel battesimo del Signore che si ha la manifestazione del Mistero divino, della Santa Trinità, Mistero che oggi ci è donato di celebrare contemplandolo in azione: in azione "per noi uomini e la nostra salvezza".

Nel battesimo al Giordano sono protagoniste le tre divine persone. Gesù, il Verbo fattosi carne, manifesta la sua docilità al disegno del Padre. Lo Spirito Santo è inviato e procede dal Padre per riposare sul Signore Gesù. Il Padre totalmente invisibile che si esprime paternamente.

2. Cari fratelli e sorelle, come vi dicevo, tutto quanto possiamo oggi contemplare e celebrare nel Battesimo del Signore come in seme, lo vivremo e celebreremo gradualmente nello scorrere dell’Anno liturgico. Esso è la grazia del Padre, il quale in Cristo mediante lo Spirito accompagna il nostro cammino fino a quando il Signore ci chiamerà a vivere nella sua beatitudine.

Esistenzialmente questo cammino è iniziato per ciascuno di noi nel nostro battesimo, di cui il battesimo di Gesù al Giordano è la sorgente. E pertanto oggi noi rendiamo grazie per essere stati lavati e purificati nel lavacro della rigenerazione.

E siamo vicini a questi nostri fratelli che oggi iniziano ufficialmente il loro cammino verso il diaconato permanente: sia in ciascuno di essi lo Spirito di umiltà e servizio che fu in Gesù quando "andò al Giordano a farsi battezzare da lui".

In tutti ed in ciascuno di noi si compia quanto chiederemo come frutto di questa celebrazione: "ascoltare come discepoli Cristo, per chiamarci ed essere realmente figli di Dio".