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Immacolata Concezione di Maria
San Petronio, 8 dicembre 2014


La solennità dell’Immacolata Concezione di Maria, che oggi celebriamo, è una delle feste mariane più amate dal popolo cristiano. Essa celebra un grande evento di grazia accaduto a Maria: Ella non solo non ha commesso alcun peccato, ma è stata preservata persino da quella comune eredità del genere umano che è la colpa originale.

La parola di Dio che abbiamo or ora ascoltato, ci aiuta ad avere una qualche intelligenza di questo mistero, e lodare il Dio di ogni grazia con maggiore consapevolezza. 


1. L’evento di grazia che oggi celebriamo ha, per così dire, il so prologo in cielo ed il suo prologo in terra. Il primo ci viene narrato nella seconda lettura; il secondo nella prima.

Partiamo dunque dal prologo in cielo. E’ svelata la progettazione del Padre a riguardo della persona umana. Essa non è posta nell’esistenza senza che chi ve la pone non abbia undisegno su di essa. Questo divino progetto ha tre tempo. Esso ha il suo inizio, la sua spiegazione nell’incomprensibile decisione del Padre del Signore nostro Gesù Cristo di introdurci nella sua stessa vita divina, come figli adottivi, ad immagine e somiglianza del suo Figlio unigenito. «In lui ci ha scelti prima della creazione del mondo…predestinandoci ad essere suoi figli adottivi». 

Il secondo tempo è la concreta realizzazione di questo progetto «per opera di Gesù Cristo». E’ mediante l’assunzione della nostra natura umana che l’Unigenito diventa primogenito di molti fratelli. Egli ha preso da noi la nostra umanità e ci ha donato in cambio la sua divina figliazione. 

Il terzo e ultimo tempo è il raggiungimento dello scopo di questa opera: entrare nella vita eterna, in definitivo possesso della gioia di Dio.

Ma ora contempliamo il prologo in terra: è narrato nella prima lettura. Siamo alle origini dell’umanità, e della sua vicenda storica. L’uomo ha perso se stesso, la sua dimora: «il Signore Dio chiamò l’uomo e gli disse: dove sei?».

E’ accaduto che l’uomo si rifiuta di entrare nel progetto di Dio, ed ha voluto decidere egli stesso, in piena autonomia, quale è il suo bene ed il suo male.

Due libertà create, quella di Satana [qui simboleggiato dal serpente] e quella dell’uomo, si opporranno lungo la storia alla realizzazione del progetto divino.

Ecco, cari fratelli e sorelle, e su questo sfondo che si comprende la solennità odierna. E siamo così giunti alla pagina evangelica.


2. L’angelo saluta Maria, come abbiamo sentito, nel modo seguente: «ti saluto, o piena di grazia, il Signore è con te». “Piena di grazia”: è il nome più bello di Maria, datole da Dio stesso. Esso indica che è da sempre e per sempre l’amata, la prescelta per accogliere il dono più prezioso: Gesù, l’amore incarnato di Dio.

In Maria appare la persona umana in tutto lo splendore della sua verità; la persona umana come era stata pensata, voluta, amata nell’eternità.

Maria pertanto è in grado di cooperare pienamente alla grande opera della Redenzione. «Allora Maria disse: eccomi, sono la serva del Signore, avvenga di me quello che hai detto». A causa della pienezza della sua santità, Maria dona il suo consenso a che nel suo grembo prenda corpo l’Unigenito Verbo di Dio.

Mediante l’obbedienza della sua libertà, Maria apre nel mondo lo spazio in cui il Padre può realizzare il suo progetto di salvezza. E quindi Maria parteciperà anche al grande scontro che attraversa tutta la storia umana. «Io porrò inimicizia tra te e la donna, tra la tua stirpe e la sua stirpe».

Cari fratelli e sorelle, la solennità dell’Immacolata  Concezione cade durante l’Avvento, tempo di vigile attesa e di preghiera perché il Signore venga a visitarci. Viviamo questo tempo santo con Maria, che ci è stata data come «avvocata di grazia e modello di santità».