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Solennità del Corpus Domini
Parrocchia Nostra Signora della Fiducia, 7 giugno 2007


1. Quando l’evangelista Luca scrive il suo Vangelo e narra il fatto della moltiplicazione dei pani e dei pesci, la comunità cristiana celebrava già da anni l’Eucarestia. A causa di questo i nostri primi fratelli di fede ascoltavano, ed anche noi questa sera ascoltiamo la pagina evangelica alla luce della celebrazione eucaristica che stiamo compiendo.

Che cosa è accaduto nel deserto? Un popolo affamato ed incapace di trovare da solo il cibo necessario, riceve da Gesù una tale abbondanza di nutrimento da non avere più fame. "Tutti mangiarono e si saziarono e delle parti loro avanzate furono portate via dodici ceste".

La Chiesa leggendo lungo i secoli questa narrazione vi ha scoperto significati profondi. La persona umana non ha solo fame del pane-cibo materiale. Essa ha fame di verità, di giustizia, di bontà. In una parola: di felicità e vita vera. Certamente l’umanità possiede "cinque pani e due pesci". Ha cioè a disposizione beni e mezzi, ma questi non sono in grado di soddisfare il nostro bisogno profondo di una beatitudine illimitata. L’uomo in realtà non basta a se stesso; l’uomo sorpassa infinitamente l’uomo. È stato un grave errore il tentativo, cui assistiamo ogni giorno, di vivere "come se Dio non ci fosse"; come se "i cinque pani ed i due pesci" che l’uomo ha a disposizione gli bastassero.

"Allora, egli prese i cinque pani e i due pesci e, levati gli occhi al cielo, li benedisse, li spezzò e li diede". Queste semplici parole narrano l’avvenimento più grande accaduto su questa terra. È Gesù che risponde in misura esaustiva al desiderio dell’uomo; è Gesù che sazia il cuore dell’uomo. Lo fa "alzando gli occhi al cielo". Il suo dono ha origine ultimamente nel cuore del Padre che ha tanto amato il mondo, da inviare il suo Figlio unigenito perché chiunque crede in Lui abbia la vita eterna. "Li spezzò e li diede": Gesù non si appartiene più; si dona ad ogni persona umana.

E "i cinque pani e i due pesci" di cui l’uomo comunque dispone? È questi che sono benedetti; non sono buttati; entrano nel miracolo del dono. Gesù prende nelle sue mani i nostri beni limitati, li eleva e li rende capaci di saziare la nostra fame.

Egli prende i cinque pani e i due pesci dell’amore fra l’uomo e la donna, e lo trasforma nel sacramento del matrimonio. Prende i cinque pani e i due pesci della mia povera persona e della persona dei nostri sacerdoti, e ci trasforma in ministri della sua salvezza. Prende il nostro umano soffrire e lo trasforma in completamento di ciò che manca alle sue sofferenze per il suo corpo che è la Chiesa. Prende la nostra morte e la trasforma nell’ingresso nella vita eterna.

Nell’incontro con Gesù l’uomo scopre tutta la misura delle sue possibilità: dà uno e riceve cento.

2. "Questo è il mio corpo che è per voi". Il pane donato, il pane che sazia il cuore dell’uomo è il Corpo del Signore, donatoci in cibo. La bevanda che spegne la nostra sete è il Sangue del Signore, donatoci come nostra bevanda.

La narrazione evangelica si realizza ogni volta che noi partecipiamo al banchetto eucaristico. Il gesto narrato nel Vangelo continua anche oggi. Ogni giorno il pane viene spezzato, poiché l’Eucarestia è la memoria del sacrificio della Croce. Ogni giorno questo pane viene donato: ogni giorno viene fatto a ciascuno di noi il dono dell’Unigenito, e così diventiamo partecipi della sua stessa Vita divina. Tutto questo accade ogni volta che riceviamo il Corpo eucaristico del Signore.

La celebrazione dell’Eucarestia è ad un tempo ed inseparabilmente la memoria del sacrificio di Cristo e il santo banchetto in cui comunichiamo al santo mistero del Corpo e Sangue del Signore. Cibandoci di Lui, sotto la specie del pane e del vino, cresce la nostra unione al Cristo. Mentre nella nutrizione materiale, è il cibo che viene trasformato nel nostro organismo, nella nutrizione eucaristica siamo noi ad essere trasformati nel cibo che mangiamo, cioè in Cristo Signore. Veramente non ci è dato su questa terra di vivere un incontro più profondo con Lui.

Al termine della celebrazione eucaristica porteremo Cristo in mezzo alle vostre case; Egli percorrerà le vostre strade.

Con questo gesto di pace noi vogliamo dire che Cristo non è un estraneo alla vita della nostra città; desideriamo dire che senza di Lui la nostra comunità non può rimanere salda.