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S. Messa in suffragio degli studenti dell’Istituto Tecnico Commerciale "Salvemini" deceduti nel tragico incidente del 1990
Casalecchio di Reno, 6 dicembre 2005


1. "Il Padre vostro celeste non vuole che si perda neanche uno solo di questi piccoli". Carissimi fedeli, lasciamo che queste parole scendano profondamente nel nostro cuore e vi dimorino. Nessuno dei piccoli colpiti dalla tragedia di cui oggi facciamo memoria, è andato perduto: è stato accolto nella vita eterna dal Padre nostro celeste.

La parola evangelica ci illumina e ci consola. Nessuno di noi è il risultato casuale di forze impersonali, e nessuno di noi è consegnato ad un destino cieco. È affidato alla "cura" del Padre il quale "non vuole che si perda neanche uno solo di questi piccoli".

Per dirci quanto grande sia la cura che Dio si prende di ogni persona, Egli si paragona ad un pastore che avendo cento pecore, ne perde una. Ebbene, egli, lasciando le novantanove, è andato alla ricerca di quella smarrita e la salvezza di tante non ha potuto mettere in ombra il fatto che una sola si era perduta. L’evangelista Luca anzi aggiunge che trovatala, se la mette sulle spalle. La morte è essere presi sulle spalle di Cristo ed essere trasportati verso la vita eterna. Così è avvenuto dei ragazzi che quindici anni orsono hanno trovato la morte.

2. Ascoltiamo anche la parola profetica. Le circostanze tragiche in cui perirono i dodici ragazzi ci dicono quanto siano vere le parole appena ascoltate: "Ogni uomo è come l’erba e tutta la sua gloria è come un fiore del campo. Secca l’erba, il fiore appassisce, quando il soffio del Signore spira su di essa".

Qui avete visto la fragilità dell’esistenza e la sua esposizione ad ogni genere di pericoli. Ma il profeta aggiunge: "ma la parola del nostro Dio dura sempre". Gesù è la parola di Dio fattosi carne; Egli rimane e chiunque crede in Lui ha la vita eterna.

Il sacrificio di quei ragazzi non è stato vano. Da esso sono stati generati cammini di fede; di ricerca della risposta vera alle grandi domande della vita; gesti di profonda solidarietà.

Se oggi ci ritroviamo è perché il loro ricordo insegni a ciascuno di noi "a valutare con sapienza i beni della terra, nella continua ricerca dei beni del cielo".