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SOLENNITÀ DELLA SS. TRINITÀ
6 giugno 2004

1. La solennità di oggi è singolare e rappresenta un "unicum" nel calendario cristiano. Mentre tutte le altre feste liturgiche celebrano un avvenimento preciso della storia della nostra salvezza, questa non ricorda alcun avvenimento: è un giorno di pura contemplazione e di pura lode del Mistero di Dio che è Trinità di persone nell’unità della divina natura. Mai come oggi possiamo dire con tanta verità: "ti rendiamo grazie per la tua immensa gloria".

È anche un giorno in cui l’uomo, ciascuno di noi è educato ad un’attitudine fondamentale di cui oggi siamo quasi del tutto incapaci: la risposta disinteressata a ciò che la realtà è. Siamo portati a porci in rapporto colla realtà, cose e/o persone, in ragione del piacere o dell’utilità che essa può procurarmi. Tutto rischia di essere strumentalizzato. Oggi la Chiesa ci educa a ringraziare e a lodare Dio non solo per quanto noi abbiamo ricevuto da Lui, ma piuttosto per quanto Egli mi ha permesso di conoscere del suo essere più intimo e della sua magnificenza. Vedete a quale grandezza oggi la Chiesa ci eleva! La fragile creatura che è ciascuno di noi è oggi capace, se si lascia trasportare dalla preghiera della Chiesa, di trascendere se stessa fino al punto di dimenticarsi delle sue necessità e dei suoi bisogni. Davvero la liturgia cristiana è la grande scuola nella quale l’uomo è educato a liberarsi da quell’utilitarismo che sta devastando i nostri rapporti, che sta desertificando ogni esperienza umana.

2. Ma in questa splendida esperienza di pura lode e gratitudine noi facciamo due scoperte di enorme rilevanza per la nostra vita.

Oggi ci è concesso si entrare nel mistero della vita stessa di Dio, di ricevere in dono la risposta alla domanda. Chi è Dio? Egli non è un "individuo solitario". È una comunione di Tre persone. Gesù nel Vangelo ce lo insegna chiaramente, parlando del Padre, di Se stesso, e dello Spirito Santo. Ed allo stesso modo S. Paolo nella seconda lettura ci assicura che noi siamo "in pace con Dio per mezzo del Signore nostro Gesù Cristo", e che ci è stato donato lo Spirito Santo.

Noi oggi sappiamo che Dio è questa comunione del Padre col Figlio nello Spirito Santo. E poiché Dio è il fondamento di tutto, oggi noi sappiamo che questo fondamento è una unità di Tre persone.

Ma nello stesso tempo noi veniamo a conoscere una profonda novità su noi stessi. Fra la vita di Dio, la vita di comunione delle Tre persone divine, e la vita dell’uomo c’è un abisso insuperabile. Ma una delle tre divine Persone, il Figlio, si è fatto uomo perché ciascuno di noi divenisse partecipe della sua stessa divina figliazione. Per grazia siamo collocati dentro alla stessa Trinità poiché l’Unigenito è diventato primogenito di molti fratelli. Perciò il Padre invia nei nostri cuori lo Spirito del suo Figlio, che ci consente di rivolgerci a Lui come figli e di essere da Lui considerati non come servi ma come figli.

Che cosa dunque è accaduto ed accade nell’umanità? Che in Cristo per opera dello Spirito Santo si costituisce fra gli uomini che credono una comunione che ha una certa similitudine colla comunione delle tre Persone divine. Gesù ha pregato per questo, perché "tutti siano uno, come anche noi siamo uno" [Gv 17,21-22]. Ecco chi è l’uomo! È la creatura chiamata a realizzarsi secondo la forma stessa della SS. Trinità: nella comunione interpersonale.

Il nostro destino, ciò a cui siamo destinati non è la prigionia dentro alla nostra solitudine, estranei insuperabilmente gli uni degli altri. È la piena comunione con gli altri nell’appartenenza allo stesso Padre in Cristo. "Accettando il mio essere destinato a questa comunione io ho scelto contemporaneamente, nel Padre la comunione con tutti quelli ai quali Egli ha desiderato più che mai, di dare un volto umano, tale da essere unico fra tutti gli altri" [T. Styczen].

La rivelazione del mistero di Dio ci dona la rivelazione del mistero dell’uomo: oggi la Chiesa ci dice di lodare semplicemente Dio per la sua gloria; oggi impariamo di fronte ad ogni uomo semplicemente ad amare.