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Terza Domenica di Pasqua
Vidiciatico, 6 aprile 2008


1. "Voi sapete che non a prezzo di cose corruttibili … foste liberati dalla vostra vuota condotta ereditata dai vostri padri, ma con il sangue prezioso di Cristo". Miei cari fratelli e sorelle, la parola di Dio oggi ci invita a prendere coscienza - "voi sapete che…" - del prezzo che è costata la nostra libertà.

Certamente non ci è difficile constatare che l’essere ed il comportarci da persone libere normalmente ha un costo. Vi faccio due esempi.

Noi oggi in Italia godiamo di una vera libertà politica. Sappiamo che essa è stata conquistata anche a prezzo di vite umane. Proprio su queste nostre montagne ciò è accaduto.

Un secondo esempio. È vero o non è vero che è più facile pensare, agire come pensano ed agiscono tutti, anziché scegliere ciò che in coscienza riteniamo essere giusto? È più facile portare il proprio cervello all’ammasso del conformismo, assoggettarci alla tirannia del "così fanno tutti", che essere persone libere.

Ma di che libertà parla la parola di Dio, o più precisamente di quale "liberazione"? La risposta è la seguente: "dalla vostra vuota condotta ereditata dai vostri padri". Prestate bene attenzione.

La vicenda, la storia umana si costruisce di generazione in generazione. Una generazione eredita dalla precedente un modo di vivere, di pensare e di valutare le cose. Tutto questo viene indicato con una parola: la cultura. Ognuno di noi vive di essa; si nutre di essa; è piantato e radicato in essa, come ogni pianta nel terreno.

Ebbene, la parola di Dio … non scherza! Essa ci dice che questa cultura, questo modo di vivere e di pensare, è "vuoto": è cioè vana, e non ci fa vivere una vita buona. Proviamo solo per un momento a verificare come viviamo oggi, e ci renderemo conto che la parola di Dio è vera.

Ma la stessa parola di Dio oggi ci dà una bellissima notizia: da questo modo di vivere Cristo ci ha liberati. Ci ha donato la possibilità, la capacità di "non conformarci alla mentalità di questo tempo, poiché ha trasformato e rinnovato la nostra mente" [cfr. Rom 12,2]. Ed in questo senso ci ha liberati dalla nostra vuota condotta: ci ha donato la vera libertà di pensiero da ogni conformismo.

La parola di Dio tuttavia ci invita oggi a riflettere sul prezzo che questa liberazione è costato: il sangue prezioso di Cristo. La libertà è costata la morte di Cristo sulla Croce.

Se costa un prezzo tanto alto, non dobbiamo perderla. S. Paolo ammoniva i suoi fedeli colle seguenti parole: "Cristo ci ha liberati perché restassimo liberi; state dunque saldi e non lasciatevi imporre di nuovo il giogo della schiavitù" [Gal 5,1]. E l’Apostolo Pietro: "comportatevi con timore nel tempo del vostro pellegrinaggio".

2. Cari fedeli, stiamo celebrando l’Eucaristia durante la Visita pastorale: il Vescovo è venuto a visitarvi.

Prima di tutto per dirvi la bella notizia che abbiamo ascoltato nella seconda lettura, per annunciarvi il Vangelo della libertà cristiana.

Ma se la nostra liberazione ci è stata donata dalla morte di Cristo, essa è anche una conquista quotidiana, anche perché il mondo in cui viviamo ha mezzi di persuasione molto efficaci.

Quale è la "scuola della vostra liberazione"? dove potete imparare la libertà di Cristo? nella vostra parrocchia. E mediante quei beni della salvezza che essa vi assicura: la celebrazione dell’Eucaristia, e la predicazione del Vangelo seguita da una catechesi prolungata e costante.

Avete sentito quale cambiamento avviene nel cuore dei due discepoli mentre ascoltano la catechesi che fa loro Gesù stesso? "Chi ascolta voi, ascolta me", ha detto il Signore. Il vostro cuore sarà veramente liberato se ascolterete fedelmente la catechesi che il vostro pastore vi fa in nome di Cristo; se parteciperete fedelmente all’Eucaristia festiva.