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Giornata per la Vita. Pellegrinaggio al Santuario di San Luca.
Basilica di San Luca, 5 febbraio 2011


1. Cari fratelli e sorelle, le parole che il Signore ci rivolge nel Santo Vangelo, riguardano la nostra presenza nel mondo. Di noi discepoli di Gesù, intendo. Gesù ci dice chi siamo per il mondo in cui viviamo; qual è la nostra responsabilità nei confronti della società.

Il Signore usa due immagini potenti: "voi siete il sale della terra", e "voi siete la luce del mondo". Fate subito bene attenzione: non dice "voi dovete essere …". Gesù semplicemente ci dice qual è la condizione, la situazione obiettiva dei suoi discepoli nel mondo:

"Voi siete il sale della terra". Nell’antichità il sale era l’unico mezzo per conservare i cibi dalla corruzione; era lo strumento per l’incorruttibilità. Da ciò noi comprendiamo che i discepoli del Signore sono nel mondo coloro che vi introducono il principio della vera vita: il sale della terra.

Ciò è dovuto al fatto che noi discepoli del Signore, siamo stati inseriti mediante il battesimo in Lui [cfr. Rom 6, 4-5], come rami che traggono dal ceppo, che è Gesù, linfa e vita [cfr. 15, 5]. È attraverso di noi che questa vita incorruttibile dimora dentro la storia dell’uomo.

"Voi siete la luce del mondo". Un Padre della Chiesa, s. Ilario, spiega questo detto di Gesù nel modo seguente. "La natura della luce è di illuminare dovunque si diffonde e, quando penetra in una casa, di dissipare le tenebre, perché vi regni la luce. Così il mondo, che si manteneva al di fuori della conoscenza di Dio, era in ombra per le tenebre dell’ignoranza. Ma, attraverso gli apostoli, viene portata ad esso la luce della sapienza, la conoscenza di Dio lo illumina" [Commento a Matteo, CN ed., Roma 1988, 66].

Ciò che il padre della Chiesa dice riguardo agli apostoli, è vero di ciascuno di noi. Il Padre infatti ci ha liberati dal potere delle tenebre e ci ha trasferiti nel Regno del suo Figlio diletto [cfr. Col 1, 13]. Perciò, noi siamo figli della luce e figli del giorno; noi non siamo della notte, né delle tenebre [cfr. 1Tess 5, 4].

Ma il Signore stesso formula già un’ipotesi terribile: il sale che diventa insipido; la sorgente della luce che viene coperta.

Il sale diventa insipido quando il discepolo perde ogni capacità, o decide di non farne uso, di richiamare il mondo alla vera vita. La luce è nascosta se si fa consapevolmente silenzio quando si deve parlare; quando ci si accoda talmente al "politicamente corretto" da divenire insignificanti ed irrilevanti; quando ci si rifugia nelle catacombe delle nostre sacrestie per una sedicente fedeltà pura alla Parola di Dio.

Ciò che sconcerta nella pagina evangelica, è che Gesù non mette l’accento sulle conseguenze nel mondo privato del sale e della luce che sono i cristiani. Ma parla dei cristiani che hanno cessato di essere tali: "a null’altro serve che ad essere gettato via e calpestato dagli uomini": meritano solo disprezzo, e non hanno più ragione d’esserci.

2. Cari amici, quanta luce getta questa pagina evangelica sul significato della Giornata della vita, che la Chiesa in Italia oggi celebra!

La cultura nella quale siamo immersi, è segnata da una drammatica lotta tra la "cultura della vita" e la "cultura della morte", nel senso che la convinzione scritta dal Creatore nella coscienza di ogni uomo, del valore assoluto ed incondizionato di ogni vita umana, va progressivamente oscurandosi. E si va camminando verso una sorta di alleanza colla morte.

Il segno più grave di questo oscuramento ed alleanza è la trasformazione del carattere di "delitto" che hanno alcuni attentati alla vita umana, in "diritti soggettivi", colla coerente esigenza che siano riconosciuti come tali dallo Stato.

Non a caso questa trasformazione riguarda attentati alla vita delle due persone umane più deboli: quella già concepita e non ancora nata; quella che si trova allo stadio terminale.

E poiché l’ultimo ossequio che l’errore rende alla verità è l’ipocrisia, tutto questo è veicolato dentro il dibattito pubblico mediante locuzioni di tipo sanitario, o di esaltazione della libera autonomia del singolo.

"Voi siete la luce del mondo" ci dice oggi il Signore. E l’apostolo Paolo ne deduce: "comportatevi come figli della luce" [Ef 5, 8].

Nell’odierno contesto sociale, segnato da quella drammatica lotta tra le due culture, siamo "luce del mondo" se in primo non ci conformiamo alla sua mentalità. Soprattutto su due punti.

Esiste un legame inscindibile fra libertà e verità. Se lo si spezza, la libertà diventa arbitrio distruttivo di ogni duraturo legame fra le persone.

Esiste un legame costitutivo fra amore coniugale, dono della vita ed esercizio della sessualità. La banalizzazione della sessualità è uno dei principali fattori del disprezzo della vita, della vita nascente in modo particolare.

Cari fratelli e sorelle, la nostra Chiesa celebra da sempre la Giornata della vita davanti alla Madre di Dio, nel suo Santuario. A lei affidiamo la causa della vita nella nostra città: in essa nessun concepito sia impedito di nascere; in essa nessun povero trovi così difficile la vita da esserne impedito di viverla con dignità; in essa nessun anziano o ammalato sia ucciso dall’indifferenza o da una falsa pietà; e nessun bambino muoia più di freddo.