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S. Messa nel X anniversario della morte della Beata Madre Teresa di Calcutta
"Casa S. Antonio" delle Missionarie della Carità, 4 settembre 2007


1. "Voi siete il sale della terra … Voi siete la luce del mondo". Cari fedeli, questa parola è un giudizio severo sul mondo. Se in esso deve essere accesa una luce, significa che è nelle tenebre; se esso deve essere "salato", significa che è sottoposto ad un processo di corruzione mortale.

Ma la parola di Gesù è molto forte anche per noi che siamo i suoi discepoli: le tenebre del mondo devono essere illuminate da noi; la sua corruzione deve essere sanata dalla nostra presenza. Non solo. Gesù dice qualcosa di ancora più grande. Facendo l’ipotesi che il discepolo non sia sale, "diventi insipido", il Signore non parla delle conseguenze che questo fatto avrebbe sul mondo, ma nel discepolo stesso. Egli diventerebbe talmente insignificante, da meritare solo disprezzo: "a null’altro sarà più buono, se non ad essere gettato via e calpestato dalla gente".

Miei cari fedeli, noi stiamo celebrando i divini Misteri per ringraziare il Padre di ogni dono per aver donato alla Chiesa madre Teresa di Calcutta. Ella fu colla sua vita "sale della terra" e "luce del mondo". In che modo ha illuminato le tenebre ed arrestato il processo di corruzione del mondo? Non parlando le lingue degli uomini e degli angeli; non esercitando il dono della profezia ed esibendo la conoscenza di tutti i misteri e tutta la scienza; non compiendo miracoli. Semplicemente: amando. Ha illuminato e sanato il mondo coll’amore. È l’amore la luce del mondo ed il sale della terra.

Miei cari fedeli, Gesù disse di se stesso: "io sono la luce del mondo; chi segue me non cammina nelle tenebre, ma avrà la luce della vita". Confrontando questa parola del Signore con quanto Egli oggi ci sta dicendo, concludiamo che noi siamo luce del mondo nel Signore.

È Gesù, e solo Lui, la luce perfettissima, limpidissima, verissima: Lui che è lo splendore della gloria del Padre. Ma avviene come un grande miracolo nel discepolo di Gesù. Questo seguendo il Signore, non solo viene illuminato lui, ma si trasforma in luce anche per gli altri. In Gesù, il discepolo diventa "luce del mondo".

È in questo che scopriamo forse il segreto più profondo di M. Teresa: se la luce del mondo è l’amore; se il discepolo diventa luce solo dimorando in Gesù-Luce, allora M. Teresa è stata luce del mondo perché ha dimorato nell’amore di Cristo, nel suo dono eucaristicamente sempre presente. Il discepolo diventa luce se viene illuminato dal Sole; ed il sole è l’Eucarestia. Poche donne nell’annuario della santità cristiana furono donne eucaristiche come lo fu M. Teresa.

Miei cari fedeli, questo è il culmine della nostra fede cristiana. L’Amore non è un dono di Dio; è Dio stesso donato all’uomo. E quanto più la persona umana riceve questo Dono, tanto più è Dio stesso che ama in essa e mediante essa. In M. Teresa era Cristo che amava l’uomo attraverso di lei. "L’anima per se stessa niente opera e solo l’Amore opera nell’anima" [S. Veronica Giuliani]. Tutto questo è reso possibile perché c’è l’Eucarestia.

2. Miei care sorelle, figlie di M. Teresa: che grande dono vi ha fatto il Signore! Siete chiamate ad essere donne il cui amore è il sacramento dell’Amore: nel vostro amore è veramente presente ed operante l’Amore di Cristo. Come allora deve essere puro, verginale, il vostro cuore! Come deve essere casta la vostra femminilità: un cristallo che illuminato illumina.

Miei cari fedeli: come è grande la nostra vocazione cristiana! Lasciare che l’Amore che è Dio dimori nella nostra persona.