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Solennità del Corpo e Sangue del Signore
Basilica di S. Petronio, 4 giugno 2015


Nelle tre letture appena ascoltate ricorre un gruppo, una costellazione di parole: alleanza-sacrificio-sangue. Vogliamo dunque iniziare la nostra meditazione sulla Parola di Dio dall’insieme di queste tre parole.

1. La parola ALLEANZA denota il nostro rapporto con Dio. Essa dunque suggerisce un’iniziativa presa dal Signore stesso di legarsi ad un popolo mediante promesse irrevocabili.

Ma l’alleanza non è un fatto unilaterale. Essa esige una risposta dell’uomo. Dentro il rapporto bilaterale Dio-uomo emerge sempre la figura del comandamento: «quanto il Signore ha ordinato, noi lo faremo e lo eseguiremo».

Da parte di Dio l’alleanza non sarà mai revocata, poiché la fedeltà del Signore dura in eterno. L’alleanza è stata spezzata dall’uomo: è stata spezzata da ciascuno di noi. Ciascuno di noi non nasce alleato col Signore, ma in una condizione di inimicizia. E qui è necessario, cari fratelli e sorelle, ricordare una verità centrale della nostra fede.

Il nostro essere nemici di Dio non è causato solo dai nostri peccati personali. Ma prima di ogni nostro atto libero noi siamo già nemici di Dio. Noi nasciamo in una condizione di inimicizia con Dio. E’ un’inimicizia o peccato originale. Quando ciascuno di noi è stato concepito, Dio ha detto: “tu avresti dovuto essere immagine del mio Figlio unigenito, perché in Lui io ti ho pensato e come Lui ti ho voluto; ma non vedo in te questa immagine”.

Colui che ha preso l’iniziativa di allearsi, non si rassegna a questa condizione, e muove l’uomo a convertirsi. Qui troviamo la seconda parola: SACRIFICIO. Non diamo a questa parola il significato usuale: una situazione, un gesto scelto o subito che genera in noi sofferenza. Usiamo questa parola nel senso in cui la usa la S. Scrittura. E’ un gesto compiuto per ristabilire la comunione con Dio. L’uomo – come dimostra la storia delle religioni – ha rovinato questo gesto. Ma esso esprime un desiderio autentico, un’espressione del vero senso religioso dell’uomo. E alla parola «sacrificio» è connessa la parola «sangue».

2. Cari fratelli e sorelle, aiutati dall’insieme delle tre parole, alla luce della seconda lettura, addentriamoci ora con timore e tremore nel mistero di Gesù, «mediatore della Nuova Alleanza». E’ il mistero centrale della nostra fede.

Gesù ha ricostruito l’Alleanza dell’uomo, di ciascuno di noi, con Dio. Egli ha abbattuto il muro di separazione fra Dio ed ogni persona umana [Ef 2, 14 – 18], così che nella “casa del Signore” non siamo più estranei o ospiti di passaggio, ma ci troviamo “a casa nostra”.

In che modo Gesù ha ricostruito l’Alleanza? Offrendo se stesso in sacrificio sulla Croce. E’ il dono con cui Gesù con uno spirito eterno offrì se stesso senza macchia a Dio, che “purifica le nostre coscienze dalle opere morte, per servire il Dio vivente”. Egli ci ha ottenuto una redenzione eterna.

3. La potenza redentiva racchiusa nel sacrificio di Cristo rimane per sempre: stat Crux dum volvitur mundus. Il sacrificio è stato offerto una volta per sempre; l’Alleanza è stata ricostruita, nuova ed eterna: il peccato è stato perdonato.

Ma io – io nella mia vicenda umana, vissuta qui e ora - come posso godere dei benefici del sacrificio di Cristo sulla croce? Come posso entrare nella nuova ed eterna alleanza? Mediante la fede e la partecipazione alla celebrazione dell’Eucarestia.

L’Eucarestia è la possibilità di essere presenti al Sacrificio di Cristo; di entrare nella Nuova ed eterna Alleanza. L’Eucarestia infatti è la presenza reale del Corpo di Gesù offerto in Sacrificio, e dal suo Sangue effuso per la nuova ed eterna Alleanza.

Fratelli e sorelle, noi questa sera vogliamo proclamare pubblicamente la nostra fede nell’Eucarestia. Diciamo la nostra certezza che mediante essa noi riceviamo i benefici dell’atto redentivo che Cristo ha compiuto una volta per sempre sulla croce.