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Secondi Vespri III Domenica del Tempo di Pasqua
Monte San Giovanni, 4 maggio 2014


Cari fratelli e sorelle, il mirabile testo della Lettera agli Ebrei letto è la porta d’ingresso del vostro Vicariato nell’Anno della Famiglia.

 

1. Il testo ci dona la verità centrale della nostra fede: Cristo è il nostro unico Salvatore; Cristo ci ha salvati con un solo irripetibile atto dell’offerta di Se stesso sulla croce.

Questa verità, al centro di tutti il Nuovo Testamento, ha in questo testo un’originale espressione. Esso presenta l’atto di Cristo come "perfezione" della persona umana: "ha reso perfetti". Che cosa significa? Che il nostro Redentore mediante l’offerta di Sé ha radicalmente trasformato il "cuore" della persona umana.

I due grandi profeti, Geremia e Ezechiele, avevano già profetizzato che la Nuova Alleanza si sarebbe caratterizzata per un’azione di dio nel cuore umano, cioè nell’essere stesso dell’uomo in ciò che ha di più profondo.

L’atto redentivo di Cristo realizza questa promessa, fonda la Nuova ed Eterna Alleanza, all’interno della quale "sono stati resi perfetti" coloro "che vengono santificati".

Notate bene: "ha reso perfetti" - "coloro che vengono santificati". L’opera della nostra redenzione ha come un aspetto oggettivo; la nostra redenzione è un fatto compiuto, una volta per sempre. La persona umana non è più oggettivamente nella stessa condizione.

Ma questo fatto deve essere fatto nostro: resi perfetti dobbiamo venire santificati. E’ la dimensione soggettiva del mistero della Redenzione: la nostra adesione a Cristo, la nostra appropriazione dell’atto redentivo di Cristo; il nostro ingresso, con tutta la nostra miseria, nel cuore di Gesù. E tutto questo accade mediante la fede e i sacramenti.

 

2. Cari fratelli e sorelle, il logo del vostro Anno della Famiglia è molto bello: "diventare famiglia … si può". Voi dite con queste parole una grande verità: è possibile diventare famiglia; cioè: l’uomo e la donna hanno la capacità di diventare famiglia. Donde deriva questa capacità?

Dal fatto che durante questo Anno voi sposi vi sforzerete di più per diventare famiglia? No, cari amici.

Avete sentito la Parola di Dio: "ha reso perfetti". La vostra capacità deriva dalla sacramentalità del matrimonio, sul quale si fonda il diventare famiglia.

La sacramentalità del matrimonio consiste nel fatto che dentro alla vostra reciproca appartenenza, al vostro vincolo coniugale dimora il Mistero di Cristo che costituisce la sua famiglia, la Chiesa. Di questo Mistero gli sposi cristiani sono il segno reale; di Esso è impregnato il loro vincolo coniugale, che ne è come un rampollo. "Cristo vi ha resi perfetti". Cari sposi, non perdete mai coscienza della sacramentalità del vostro matrimonio.

Esso poi raggiunge il suo vertice perché produce nei vostri cuori la carità coniugale.

"Diventare famiglia … si può" perché avete già ricevuto in dono la capacità di esserlo. "Coloro che ha reso perfetti, vengono santificati".

Entrate dunque in questo Anno della Famiglia con questa consapevolezza. Fate un vero cammino di riscoperta della sacramentalità del vostro matrimonio. Cresca lo stupore di fronte al "grande mistero": "coloro che ha reso perfetti vengono santificati". Così sia.