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S. Messa vigiliare della Solennità della B.V. di San Luca
4 Maggio 2005
Cattedrale di S. Pietro


1. "Alzati, rivestiti di luce, perché viene la tua luce, la gloria del Signore brilla su di te". Carissimi fratelli e sorelle, abbiamo posto ancora una volta la nostra città sotto la protezione della Beata vergine di S. Luca. Si è realizzata su di essa la profezia appena ascoltata nella prima lettura: una luce si è levata sulla nostra città, perché è stata benedetta da Maria. È questo legame colla persona della Madre di Dio la sorgente e la forza della nostra speranza.

Ma è altresì carico di significato il luogo dove è stata benedetta da Maria la nostra città: la sua piazza Maggiore. La luce è stata accesa nel suo cuore, in un certo senso, là dove coesistono la basilica di S. Petronio e il Palazzo Municipale. Un grande maestro del pensiero cristiano ha scritto che fra tutti i bisogni che l’uomo ha, due sono soprattutto quelli che lo caratterizzano: conoscere la verità su Dio e vivere in società. La conoscenza vera di Dio e la vita vera nella società sono i due beni umani più preziosi.

La benedizione che Maria ha donato alla nostra città, la luce che Ella ha acceso sopra di essa siano la guida verso il possesso di quei due beni umani supremi.

Attraverso Maria noi giungiamo alla conoscenza vera di Dio, poiché Ella ci mostra che il Mistero inattingibile dall’uomo si è fatto vicino, è divenuto compagnia dell’uomo. In Lei il Verbo-Dio si è fatto carne ed è venuto ad abitare in mezzo a noi. Attraverso la sua maternità abbiamo potuto contemplare la gloria di Dio poiché Dio ha rivestito la nostra carne umana. A causa della sua maternità le tenebre non ricoprono più la terra poiché la Luce vera, quella che desidera illuminare ogni uomo, è venuta a brillare nella nostra notte e l’ha rischiarata.

Attraverso Maria noi impariamo a vivere in società. Carissimi fratelli e sorelle, ricordiamo brevemente come la S. Scrittura descrive la creazione della donna, di Eva. Essa è introdotta da queste parole: "non è bene che l’uomo sia solo: gli voglio fare un aiuto che gli sia simile" [Gen 2,18]. La donna, Eva, è creata perché sia resa possibile la vera comunione fra le persone; perché escano dalla loro solitudine.

I Padri della Chiesa amavano fare il confronto fra Eva e Maria: Maria colla sua obbedienza al Signore rese possibile ciò che la disobbedienza di Eva aveva rovinato. "Nel ventre tuo si raccese l’amore", dirà il poeta a Maria. L’amore vero ci è stato donato in Maria, così che fra gli uomini nasca una vera comunità.

2. La pagina evangelica ci narra la ricerca, il cammino di alcuni uomini verso la Luce. La loro ricerca ed il loro cammino si conclude coll’incontro: "entrati nella casa, videro il bambino con Maria sua madre, e prostratisi lo adorarono".

La benedizione di Maria è stata posta nel centro della nostra città; essa non deve sottrarsi. La ricerca, il cammino verso Cristo per incontrarlo è necessario per essere da Lui rigenerata.

Il nostro male più grande è l’indifferenza, porci in una impossibile neutralità di fronte a Cristo: Egli si lascia trovare da chi lo cerca, apre a chi bussa, risponde a chi domanda.

"Entrati nella casa …": entriamo nella casa di Dio per vedere il Figlio di Maria. È Lui la nostra vita.