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Veglia di Quaresima
Cattedrale di S. Pietro, 4 marzo 2006


1. "Tu sei un popolo consacrato al Signore tuo Dio; il Signore tuo Dio ti ha scelto per essere il suo popolo privilegiato". Carissimi catecumeni, è a voi che mi rivolgo in primo luogo, poiché queste parole del Signore sono dette a voi. Veramente ciascuno di voi è stato scelto; ciascuno di voi sarà consacrato al Signore suo Dio per entrare a far parte del popolo del Signore, della santa Chiesa.

Il rito che terminate le mie parole compiremo, il rito dell’elezione o dell’iscrizione del nome mediante il quale sarete ufficialmente ammessi alla preparazione immediata ai santi Sacramenti pasquali, è il segno esterno di una mirabile decisione presa dal cuore stesso del Signore. Quale decisione? Risentite come ne parla la S. Scrittura.

"Il Signore si è legato a voi e vi ha scelti, non perché siete più numerosi di tutti gli altri popoli, siete infatti il più piccolo di tutti i popoli, ma perché il Signore vi ama". La vostra decisione di scrivere il vostro nome nel libro e di accedere ai sacramenti è stata preceduta da un’altra decisione: la decisione del Signore di legarsi a voi. Egli si prenderà cura di voi. Se anche doveste camminare per una valle oscura, non dovrete temere alcun male perché "il Signore si è legato a voi" per sempre. La vostra decisione di scegliere il Signore e di camminare nelle sue vie, è stata preceduta dalla scelta che Lui ha fatto di voi.

Quale è la ragione per cui "il Signore si è legato a voi e vi ha scelti"? una sola: "perché il Signore vi ama". Avete compreso quale è la realtà primordiale della vostra esistenza; avete conosciuto la ragione ultima della vostra vita: "il Signore vi ama". La decisione che voi questa sera prendete pubblicamente di diventare cristiani, è il segno che voi avete "riconosciuto e creduto all’amore che Dio ha per voi".

Il Padre della Chiesa, S. Cirillo di Gerusalemme, vi dice una cosa molto bella: "il profumo della beatitudine ormai investe voi, o illuminati". Se voi entrate in una casa e sentite un profumo di rose, voi concludete che vi deve essere il fiore, anche se non lo vedete ancora. Carissimi catecumeni, voi cominciate a sentire "il profumo della beatitudine" ascoltando le parole che il Signore ci sta dicendo: sentendo dirvi che "il Signore si è legato a voi e vi ha scelti … perché il Signore vi ama". Seguendo il profumo di beatitudine che da queste parole emana, voi vi mettete ora in cammino per scoprire la sorgente del profumo: per incontrare veramente il Signore vivente nella sua Chiesa. "Già vi trovate nel vestibolo della reggia: chissà che il re vi introduca in essa". Avete davanti a voi quaranta giorni per prepararvi a quando nella notte di Pasqua il Signore ci introdurrà nella sua dimora, la santa Chiesa.

"Ricordati di tutto il cammino che il Signore tuo Dio ti ha fatto percorrere", ci avverte la parola di Dio. Sì, carissimi catecumeni, ammessi alla reggia del Re, non dimentichiamo mai quale era la nostra condizione naturale. Ci accompagni sempre la consapevolezza della nostra miseria perché nel nostro cuore non cessi mai l’inno di lode alla misericordia del Signore. Egli ci chiama e considera amici, ma noi non cessiamo mai di ritenerci servi indegni di vivere nella casa del Re, nella sua santa Chiesa.

2. Ed ora consentitemi di rivolgere anche a voi, carissimi fedeli già iniziati ai santi Misteri, alcune parole.

La nostra partecipazione alle veglie quaresimali è occasione propizia per prendere coscienza più chiara e profonda dei doni che abbiamo ricevuto e di cui ora possiamo godere. "Cose nelle quali" ci dice l’apostolo Pietro "gli angeli desiderano fissare lo sguardo" [1Pt 1,12].

Come già vi dissi nell’omelia delle Ceneri, ed ora ripeto, il cammino della Quaresima è un cammino dalla menzogna alla verità di se stessi. E la verità della nostra persona è detta dalla parola di Dio dettaci questa sera: siamo stati scelti; siamo amati dal Signore. Ed è alla sequela di Gesù che dobbiamo compiere questo itinerario, poiché Lui è la luce, e chi segue Lui, non cammina nelle tenebre, ma avrà la luce della vita.