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Apertura dell’Anno Accademico dell’Istituto Veritatis Splendor
3 novembre 2006


1. La parola dell’Apostolo che abbiamo ascoltato nella prima lettura è luce che guida il cammino dell’IVS e ne indica chiaramente l’ispirazione originaria.

Posso fare mio il ringraziamento di Paolo: "ringrazio il mio Dio ogni volta che io mi ricordo, pregando sempre con gioia per voi in ogni mia preghiera, a motivo della vostra cooperazione alla diffusione del Vangelo". L’IVS esiste nella nostra Chiesa per cooperare con l’Apostolo, il Vescovo, "alla diffusione del Vangelo". Oggi più che mai la diffusione del Vangelo esige un grande sforzo di pensiero, poiché essa deve penetrare dentro a tutte le fondamentali esperienze dell’uomo. Si propone come risposta vera alla domanda di senso inscritta nel cuore di ogni uomo. L’IVS aiuta così "a non perdere di vista nella nostra azione pastorale il collegamento tra la fede e la vita quotidiana, tra la proposta del Vangelo e quelle preoccupazioni e aspirazioni che stanno più a cuore alla gente" [Benedetto XVI, Discorso al IV Convegno ecclesiale di Verona].

L’apostolo specifica chiaramente il contenuto di questa "cooperazione alla diffusione del Vangelo", anzi della vostra "partecipazione della grazia che mi è stata concessa": difesa e consolidamento del Vangelo.

In primo luogo è una cooperazione alla difesa del Vangelo. È una difesa – oggi ne siamo più convinti di ieri – che consiste nell’annunciare il Vangelo non solo perché siamo convinti della sua verità, ma perché siamo in grado di mostrarne ad ogni uomo l’intima ragionevolezza. In questo la difesa del Vangelo coincide colla difesa dell’uomo, della sua ragione e quindi della sua libertà, dall’insidia mortale di quell’automutilazione della ragione che tenta di spegnere l’attesa di senso che abita nel cuore dell’uomo.

È una partecipazione, quella dell’IVS, alla grazia che mi è stata concessa di consolidare il Vangelo nel cuore delle persone cui è stato annunciato. Che cosa significa "consolidare il Vangelo"? è una domanda simile a questa quella che Tommaso si pone quando si chiede: in che cosa consiste la crescita in noi della carità? Egli risponde: "perfectius similitudo Sancti Spiritus partecipatur in anima". L’uomo, il suo cuore, è più intimamente configurato a Cristo: l’uomo concreto, in se stesso e nelle sue relazioni sociali. Il Vangelo si consolida quando l’uomo vive non in se stesso ma in Cristo. È la risposta alla "questione antropologica" – vero nodo centrale nel dramma che stiamo vivendo – che l’IVS è chiamato ad elaborare, consolidando così il Vangelo.

2. Da queste riflessioni deriva una conseguenza: "E perciò prego che la vostra carità si arricchisca sempre più in conoscenza … perché possiate distinguere sempre il meglio". È un’opera di pensiero, è uno sforzo di discernimento quello a cui è chiamato l’IVS. E questo testo paolino descrive chiaramente il dinamismo preciso che deve ispirare e muovere questo sforzo. È un’opera di "discernimento" nel quale si dice sì a tutto ciò che è vero, giusto, nobile; e si rifiuta ciò che oscura o nega la verità propria dell’uomo. Il movimento interno di questo discernimento nasce da una carità crescente e dalla volontà di Dio sull’uomo. Esso aiuta la nostra attività pastorale a tenersi alla larga sia da astratte programmazioni sia da improvvide improvvisazioni; sia dall’obbedienza cieca ad una sedicente tradizione sia dall’adorazione delle mode socialmente vincenti.

"Dio mi è testimonio del profondo affetto che ho per tutti voi nell’amore di Gesù Cristo".