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Giornata della vita consacrata
Cattedrale di S. Pietro, 2 febbraio 2012


1. La celebrazione del mistero della Presentazione al tempio del Signore conclude liturgicamente il mistero del Natale, cioè il mistero dell’incarnazione del Verbo. Ne è la conclusione perché ne esplicita le conseguenze e ne rivela le finalità ultime. La parola di Dio ci insegna tutto questo.

Oggi celebriamo un mistero di offerta, la quale viene compiuta dal Verbo incarnato – offerta di Se stesso – per la mani di Maria e di Giuseppe. Mentre fino ad allora quanto era compiuto secondo la Legge di Mosè, aveva valore profetico e di prefigurazione perché era sostitutivo dell’offerta del primogenito, oggi il tempo della profezia e della sostituzione è compiuto. Il Primogenito è realmente offerto, una volta per sempre.

L’offerta del primogenito voluta da Dio mediante Mosè voleva essere la manifestazione pubblica di una convinzione profonda: il popolo di Dio deve la sua esistenza non all’umano generare, ma ad una gratuita decisione di Dio. Offrendo il primogenito, ogni generazione veniva come interrotta, e con essa la continuità del popolo, e doveva sempre di nuovo riceversi da Dio. È il più alto riconoscimento di Dio come Dio, che rendeva giusto l’uomo, lo poneva nel giusto ordine con Dio.

Che cosa allora accade veramente nella presentazione di Gesù? Riascoltiamo nel cuore la seconda lettura.

Il Verbo si inserisce nelle generazioni umane: "poiché dunque i figli hanno in comune il sangue e la carne, anch’egli ne è divenuto partecipe". Non apparentemente il Verbo si è fatto uno di noi; Egli è realmente divenuto partecipe di carne e sangue umani. E pertanto può "prendersi cura di noi".

In che modo? Diventando "un sommo sacerdote misericordioso e fedele nelle cose che riguardano Dio, allo scopo di espiare i peccati del popolo". È mediante l’offerta che fa di Se stesso fino alla morte di Croce, che il Verbo incarnato, fattosi nostro vero ed unico sacerdote, ci unisce definitivamente alla Vita.

L’offerta del primogenito fatta secondo Mosè riconosceva che solo Dio poteva essere la vera sorgente della vita; che solo Dio poteva assicurare la continuità della vita dentro al susseguirsi delle generazioni. L’offerta di Gesù sulla Croce oggi preannunciata nel tempio, ridona all’uomo la possibilità di accostare labbra riarse dalla morte alle sorgenti della Vita. L’uomo viene reso capace di rapportarsi a Dio.

Il profeta Malachia, come abbiamo sentito nella prima lettura, aveva profetizzato tutto questo. Egli infatti vede l’ingresso del Signore nel tempio come il momento in cui sarà reso possibile offrire al Signore "un’oblazione secondo giustizia". Finalmente possiamo "offrire sacrifici spirituali graditi a Dio" [cfr. 1 Pt 2, ].

2. Cari consacrati e care consacrate, quale luce questo mistero del Signore getta sulla vostra esistenza!

Esso vi riconduce all’evento fondatore della vostra esistenza, l’atto in vista del quale voi siete stati voluti e pensati nell’atto creatore di Dio: l’offerta della vostra persona a Dio, radicati e fondati nel sacrificio di Cristo.

È un’offerta che in voi ha come interrotto il generare umano, ma rende però presente la potenza vivificante di Cristo.

È un’offerta totale perché volete che nulla e nessuno sia anteposto in voi all’amore di Cristo.

È un’offerta sacrificale perché morendo ed uscendo dalle strutture di questa creazione, entrate nella vita incorruttibile del Signore risorto. La vostra castità esalta il significato sponsale del vostro corpo: la vostra povertà è per il possesso del bene che solamente vi sazia, la persona di Cristo e la comunione con Lui; la vostra obbedienza vi introduce in un’esperienza di libertà che il mondo non conosce e non può conoscere. Rimanete dunque saldamente attaccati a Cristo, e nulla vi potrà turbare.

Ma consentitemi di concludere con un pensiero. Avete sentito che nella prima lettura ci viene rivelato che l’Angelo dell’Alleanza entra nel tempio per purificare i sacerdoti, affinché possano "offrire al Signore un’oblazione secondo giustizia".

Cari consacrati, questa è la necessità fondamentale del momento. Forse andiamo verso tempi in cui la Chiesa sarà qui in Occidente spogliata di molte cose. Ma essa può farne senza. Ma non può fare senza sacerdoti santi: capaci di santificare e di offrire "sacrifici secondo giustizia". Di voi che siete profezia della nuova creazione, e di essi la Chiesa oggi ha soprattutto bisogno: il Signore che ce lo ispira, compia questo desiderio. Amen.