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IV DOMENICA DI PASQUA
S. Cresima a Serravalle
14 maggio 2000

1. "Vedete quale grande amore ci ha dato il Padre per essere chiamati figli di Dio, e lo siamo realmente." Carissimi fratelli e sorelle, carissimi cresimandi, la parola di Dio, come avete sentito, ci invita oggi a "guardare", cioè a concentrare tutta la nostra persona [occhi, intelligenza, cuore] su una realtà: l’amore che ci ha dato il Padre. Anzi, più precisamente: la qualità del Suo amore e la sua grandezza ["vedete quale grande"]. Invitati a guardare al centro.

Donde possiamo desumere la grandezza dell’amore del Padre verso di noi? Dal fatto che siamo realmente suoi figli. Il figlio è colui che viene generato dal padre nella stessa natura del padre stesso. Facciamo qualche esempio: chi nasce da un uomo e una donna è un uomo, un individuo cioè partecipe della natura umana; chi nasce da un maschio e da una femmina animali è un animale, un individuo cioè partecipe di quella specie animale. E così via. Se noi "siamo realmente" figli di Dio, che cosa ne dobbiamo concludere? che siamo stati generati da Dio stesso. Non nel senso comune per cui nel credo noi diciamo: "credo in Dio Padre, creatore del cielo e della terra, di tutte le cose visibili ed invisibili". In forza di questa origine noi non siamo "figli": siamo semplicemente "creature". Ma il Padre non ha voluto essere per noi solo il nostro Creatore: ha deciso di essere nostro Padre. Di renderci cioè partecipi della sua stessa natura divina: siamo non solo creati, ma divinizzati, "vedete quale grande amore ci ha dato il Padre…".

Ma se fedeli a questo invito, noi vogliamo penetrare più intimamente dentro a questo incredibile avvenimento, e ci chiediamo in quale modo noi diventiamo figli del Padre, il nostro stupore e la nostra gratitudine si accrescono ulteriormente. Per rispondere, non dobbiamo mai dimenticare che Gesù è il Figlio unigenito del Padre. Avete sentito come nel Vangelo di oggi Egli ne parla. Noi diventiamo figli del Padre perché siamo resi simili [conformi] a Gesù: ciascuno di noi è amato come figlio dal Padre, perché siamo uniti a Gesù. Siamo "figli nel Figlio".

Quando siamo stati generati dal Padre? Al momento del nostro battesimo. Guardate allora come è stato importante quel momento! Ciascuno di noi è stato come generato due volte. Una prima volta dai nostri genitori a questa vita, alla vita che è propria di ogni persona umana; una seconda volta nel battesimo siamo stati ri-generati alla vita divina, alla vita che è propria dei figli di Dio. S. Paolo scrivendo al suo discepolo Tito dice: "quando … si sono manifestati la bontà di Dio, salvatore nostro, e il suo amore per gli uomini, Egli ci ha salvati non in virtù di opere di giustizia da voi compiute, ma per sua misericordia mediante un lavacro di ri-generazione e di rinnovamento nello Spirito Santo effuso su di noi abbondantemente" [3,4-5]. Vedete che il battesimo viene chiamato "ri-generazione". Ed ancora, Gesù a Nicodemo dice: "se uno non nasce dall’acqua e dallo Spirito Santo, non può entrare nel regno di Dio" [Gv 3,5]. Il battesimo è una "nascita".

Fermiamoci un momento. Carissimi fratelli e sorelle, carissimi cresimandi, vedete quale grande dignità possiede ogni persona umana! Ciascuno di noi è chiamato alla vita eterna; ciascuno di noi è "qualcosa di sacro e di inviolabile": è il figlio di Dio! E’ divinizzato! Veramente, la parola di Dio oggi nello stesso momento in cui rivela l’amore del Padre all’uomo, rivela all’uomo l’intera verità dell’uomo.

2. E’ in questo contesto che possiamo capire il significato del sacramento della Cresima. Carissimi Cresimandi, voi siete già stati rigenerati dal Battesimo e siete già stati resi figli del Padre dall’acqua e dallo Spirito Santo.

La vostra nascita però come figli del Padre non è ancora perfetta, la vostra somiglianza a Gesù non è ancora completata. E’ necessario che lo Spirito Santo porti a termine in voi quell’opera che ha iniziato nel S. Battesimo, e vi renda pienamente conformi a Cristo. Attraverso il sacramento della Cresima voi diventerete perfettamente figli del Padre, in Cristo Gesù, per mezzo dello Spirito Santo che vi è dato in dono.

Egli ti è dato come "sigillo": sei reso conforme a Cristo, poiché su di te il Padre porrà il suo sigillo. Ti è dato sotto forma di "unzione", poiché da oggi siete deputati al servizio del Signore.

Vedete in quali grandi misteri la vostra persona viene ora introdotta! Non siate più superficiali e sconclusionati nella vostra esistenza: siete stati fatti troppo grandi per dilapidare la vostra dignità in una vita di sciocchezze. Vivete dentro alla vita della comunità parrocchiale.

"Celebrate il Signore perché è buono; perché eterna è la sua misericordia".