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Triduo Pasquale 2002
DOMENICA DI PASQUA: Veglia pasquale nella notte santa
Cattedrale Ferrara 30 marzo 2002

1. "O notte beata, tu sola hai meritato di conoscere il tempo e l’ora in cui Cristo è risorto dai morti!". Questa notte è unica nella storia dell’umanità perché è unico l’avvenimento accaduto in essa: Cristo morto e sepolto è risuscitato.

Essa, come abbiamo ascoltato dalle lettere appena fatte, era stata prefigurata ed anticipata da due altre notti. La prima ci è stata descritta così: "La terra era informe e deserta e le tenebre ricoprivano l’abisso, e lo spirito di Dio aleggiava sulle acque". E’ la notte durante la quale la creazione informe viene illuminata dalla Parola creatrice di Dio: "Dio disse: sia la luce". L’altra notte che prefigura ed anticipa questa che stiamo celebrando viene descritta così: "E il Signore durante la notte risospinse il mare con un forte vento d’oriente, rendendolo asciutto; le acque si divisero. Gli Israeliti entrarono nel mare sull’asciutto". E’ la notte durante la quale Dio colla potenza della sua Parola libera definitivamente il suo popolo dalla schiavitù egiziana. Dunque, carissimi fratelli e sorelle, avete davanti agli occhi della vostra fede i tre grandi momenti che hanno scandito la storia della nostra salvezza: la creazione, l’esodo, la risurrezione del Signore.

L’ultimo avvenimento, la risurrezione del Signore, è la meta e lo scopo finale verso cui tutto ciò che precede era orientato, poiché "per mezzo di Lui sono state create tutte le cose, quelle del cielo e quelle della terra… Tutte le cose sono state create per mezzo di Lui e in vista di Lui". [Col. 1,16]. E tutte le cose riguardanti il popolo d’Israele "accaddero a loro come esempio, e sono state scritte per ammonimento nostro, di noi per i quali è arrivata la fine dei tempi" [1Cor 10,31]. Questa notte noi siamo posti dunque "alla fine dei tempi" poiché stiamo celebrando Colui nel quale tutto è stato pensato, in vista del quale tutto è stato voluto: Cristo crocifisso risorto. Egli è la spiegazione ultima di tutta la realtà.

2. In che modo ciascuno di noi – nella concreta vicenda della sua vita, con la sua inquietudine ed incertezza, con la sua debolezza e peccaminosità, colla sua vita e colla sua morte – può avvicinarsi a Cristo risorto, appropriarsi ed assimilare con tutto se stesso tutta la realtà dell’avvenimento accaduto questa notte? In realtà questa "appropriazione" e questa "assimilazione", ci ha appena insegnato S. Paolo, è già accaduta: "per mezzo del Battesimo siamo stati sepolti insieme a Lui nella morte, perché come Cristo fu risuscitato dai morti per mezzo della gloria del Padre, così anche noi possiamo camminare in una vita nuova". E’ stato il Battesimo che ci ha fatto partecipi di quanto in questa notte è accaduto: tutto quanto in questa notte è accaduto in Cristo, per mezzo del Battesimo è accaduto già anche in noi. Noi stiamo celebrando anche la nostra risurrezione in Cristo: in questa notte noi siamo stati ri-creati. Il passaggio dal non-essere all’essere accaduto all’inizio della creazione; il passaggio dalla schiavitù alla libertà accaduto nella notte dell’esodo, è accaduto in ciascuno di noi nel Battesimo nuova creazione e nostra liberazione, poiché "se siamo morti con Cristo, crediamo che anche vivremo con Lui, sapendo che Cristo risuscitato fai morti non muore più, la morte non ha più potere su di Lui".

Usciamo da questa notte completamente rinnovati per vivere nel giorno che è il Signore risorto: "se un tempo eravate tenebra, ora siete luce nel Signore. Comportatevi perciò come figli della luce" [Ef. 5,8].