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XXVI SETTIMANA PER ANNUM (A)
Ariano e Ostellato
29 settembre 2002

1. "Le mie pecore ascoltano la mia voce… e mi seguono". Le parole di Gesù con cui la Chiesa oggi ci introduce nella pagina evangelica, danno della medesima l’interpretazione giusta. Chi è il vero discepolo del Signore? Colui che ascolta la sua parole e la mette in pratica: ascolto –pratica, sono le due dimensioni essenziali della vita cristiana.

Riprendiamo ora la parabola evangelica. Nella risposta e nel comportamento dei due figli abbiamo raffigurato due possibilità della nostra libertà: una persona che ascolta, ma non mette in pratica; una persona che all’inizio non ascolta, ma poi, pentitosi, ricorda la parola dettagli e la mette in pratica. La vera esistenza cristiana nasce dalla conversione che apre il cuore alla parola ascoltata, la quale diventa regola della nostra libertà.

A questa vera esistenza Gesù oggi oppone un’esistenza ipocrita; un’esistenza apparentemente attenta, ma in realtà completamente costruita nella propria autonomia.

Prendiamo ora in mano la pagina di S. Paolo che abbiamo ascoltato nella seconda lettura. L’apostolo ci ha detto: "abbiate in voi gli stessi sentimenti che furono di Cristo Gesù". Qui troviamo la radice ultima dell’insegnamento evangelico. Quale è "la Parola" che il Padre dice ai due figli, ad Israele figlio primogenito e al figlio che siamo noi pagani? E’ Gesù Cristo. Infatti, "Dio, che aveva già parlato nei tempi antichi molte volte e in diversi modi ai padri per mezzo dei profeti, ultimamente, in questi giorni, ha parlato a noi per mezzo del Figlio" [Eb 1,1-2a]. L’ascolto del discepolo significa ascoltare la voce di Cristo e fare della Sua parola la norma della propria vita. Anzi, più profondamente: è Cristo stesso, parola che il Padre ci ha donato, che deve abitare nei nostri cuori per mezzo della fede. Chi è dunque veramente il figlio [della parabola] che ascolta veramente? Colui che ha in sé stesso gli stessi sentimenti che furono in Cristo Gesù, avendo assimilato pienamente la sua parola.

Le nostre relazioni, i nostri rapporti con Cristo sono infatti tre. Noi siamo di Cristo: apparteniamo a Lui; viviamo in Cristo: noi "dentro" di Lui mediante il suo Santo Spirito; agiamo come Cristo: la sua vita diventa la norma della nostra.

2. [Ariano: inizio Visita Pastorale]. Carissimi fedeli, sono venuto in mezzo a voi, a visitare la vostra comunità. Mi fermerò durante tutta questa settimana. La parola evangelica che abbiamo meditato vi aiuta a capire il significato della presenza del Vescovo in mezzo a voi.

Egli viene in primo luogo per comunicarvi quella parola che il Padre dice ai figli, la Parola che Dio dice a voi: la Parola che è Gesù Cristo. Sono qui per testimoniare Lui.

Ma, come ci ha insegnato il Vangelo, questa Parola deve essere eseguita: "chi dice di dimorare in Cristo, deve comportarsi come Lui si è comportato" [1Gv 2,6]. Sono qui in mezzo a voi per incoraggiarvi a continuare nella vostra vita cristiana; per indicarvi quali sono le vie del Signore.

Abbiamo voluto che l’apertura della Visita Pastorale fosse allietata anche falla celebrazione del santo Battesimo. Che cosa grande! Dio genera alla sua vita divina il piccolo Francesco e la vostra comunità cresce di numero: cresca nella fede perché Cristo possa dimorare sempre nei vostri cuori.

 

 

 

2. [Ostellato: ingresso nuovo parroco]. Carissimo don Pietro, la pagina evangelica appena meditata è "lampada per i tuoi passi" di pastore in mezzo a questo popolo di Ostellato. Essa infatti ti svela la ragione ultima della tua presenza in mezzo ad esso.

Tu sei per loro, in primo luogo, colui che comunica la Parola del Padre: hai ricevuto poc’anzi dalle mie mani il santo Vangelo poiché tu lo spieghi, lo doni a questi fedeli.

Ma, come ci insegna la parabola e San Paolo, questa Parola deve diventare sempre più vita di questo popolo, norma del comportamento di questi fedeli: sei loro guida per indicare loro la via del Signore.

Tuttavia, la vita cristiana è vita in Cristo, e questa nostra dimora in Cristo e di Cristo in noi è posta in essere dai santi Sacramenti, soprattutto dall’Eucarestia: sii esemplare ministro dei misteri di Dio.

Con questo triplice servizio di maestro, di guida, di sacerdote farai si che ogni fedele possa non solo ascoltare, ma compiere la volontà del Padre.