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SOLENNITA’ DI N.S. GESU’ CRISTO RE DELL’UNIVERSO (C)
Chiusura V.P. Sacra Famiglia
25 novembre 2001

1. "Egli è prima di tutte le cose e tutte sussistono in Lui … per ottenere il primato su tutte le cose". Carissimi fedeli, la Chiesa conclude il suo anno liturgico celebrando oggi la regalità del Nostro Signore Gesù Cristo. Le parole dell’Apostolo sentite nella seconda lettura svelano pienamente il significato di questa regalità. Nel Vangelo vediamo questa stessa regalità in azione.

Il senso della regalità di Cristo. "Egli è prima di tutte le cose e tutte in lui sussistono" ci ha detto l’Apostolo. Cioè: tutte le cose sono state create, pensate e volute in Lui, come centro supremo della loro unità, della loro armonia, della loro coesione: Cristo è il centro che dà al mondo il suo senso, il suo valore e perciò la sua consistenza. Noi oggi celebrando la divina Liturgia, vogliamo professare questo primato assoluto di Cristo.

Come si esprime, come si esercita la regalità di Cristo, il suo primato su tutte le cose? Risponde la pagina del Vangelo appena ascoltata: Cristo è colui che con la sua morte ricostituisce l’uomo, e nell’uomo ogni realtà, nella dignità perduta a causa del peccato. Il racconto evangelico è emblematico. Ciò che esso narra continua a riaccadere ogni giorno, là dove l’uomo, consapevole della sua miseria morale si rivolge a Cristo dicendogli semplicemente: "Gesù, ricordati di me quando entrerai nel tuo regno". L’"oggi" di cui parla Gesù è precisamente il nostro tempo, è l’ora che stiamo vivendo. In essa la regalità di Cristo che ci salva, continua ad operare.

Ma il testo dell’apostolo Paolo fa un’altra affermazione troppo importante per essere tralasciata. Sempre parlando del primato di Cristo, di Lui dice: "egli è anche il capo del corpo cioè la Chiesa". Lo spazio nel quale Cristo esercita la sua regalità, il suo primato che ci salva, è la Chiesa. La Chiesa infatti è così strettamente unita a Lui da essere il suo corpo. Cristo e la Chiesa sono inseparabili; e la Chiesa è il mezzo attraverso il quale Cristo realizza la salvezza del mondo.

2. Con questa celebrazione noi terminiamo la Sacra Visita Pastorale. Durante questa settimana trascorsa, che senso avevano tutto gli incontri che abbiamo vissuto assieme? Esclusivamente quello di far regnare Cristo in mezzo a noi: nelle nostre famiglie, nei luoghi dell’educazione dei nostri bambini e dei nostri giovani, dentro all’esperienza delle nostre sofferenze. Lasciandovi, vi esprimo l’augurio che mi sta più a cuore e che è come il riassunto di tutta la Visita pastorale, con le parole con cui dopo la comunione pregheremo il Padre: "fa che obbediamo con gioia a Cristo, Re dell’Universo, per vivere senza fine con Lui nel suo Regno glorioso". L’obbedienza a Cristo è la nostra vita senza fine.