home
biogr.
english
español
français
Deutsch
한 국 어
1976/95
1996
1997
1998
1999
2000
2001
2002
2003
2004
2005
2006
2007
2008
2009
2010
2011
2012
2013
2014
2015
2016
2017


ENICHEM
25 marzo 1997 [schema]

La celebrazione dell’Eucarestia nel luogo del vostro lavoro mostra che fra il culto cristiano (il nostro rapporto con Dio) ed il lavoro quotidiano non c’è opposizione, non c’è estraneità: c’è profonda unità ed integrazione. La ragione ed i contenuti di questa integrazione ci sono insegnati nella prima lettura.

1. Nella prima lettura si parla della chiamata rivolta ad un misterioso personaggio che è mandato ad incoraggiare una comunità umana cui era affidato il compito di ricostruire Gerusalemme.
 Egli ha una parola di straordinaria potenza. Egli riceve una promessa grandiosa: “Sul quale manifesterò la mia gloria”. La gloria di Dio è la realizzazione del suo disegno di salvezza. E’ una salvezza che non esclude niente e nessuno.
 Riascoltiamo ora il Vangelo: “... Dio è stato glorificato in Lui”. La prima lettura era una profezia: in Gesù Cristo si compie perfettamente, pienamente.

2. Che cosa significa questa salvezza? Nella profezia: ricostruzione di una città, di una comunità dispersa. Nel Vangelo: ricostruzione della nostra vita umana, in ogni sua dimensione. Come? Ridonando all’uomo la consapevolezza della sua dignità e del suo primato nella creazione. La conseguenza è che si deve rifiutare quel predominio della tecnica che riduce l’uomo a mero strumento di produzione: il lavoro è per l’uomo e non l’uomo per il lavoro.
 Questa ricostruzione della dignità umana è particolarmente importante di fronte al grave problema della disoccupazione, che oggi investe tante persone. Il diritto al lavoro è la pratica garanzia della dignità dell’uomo. Senza lavoro, infatti, la persona è priva delle condizioni sufficienti per lo sviluppo pieno di se stessa. La disoccupazione crea una grave situazione di emarginazione ed un penoso stato di umiliazione.