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SOLENNITA’ DELL’ANNUNCIAZIONE
Seminario Ferrara
25 marzo 2003

1. Celebriamo oggi il mistero che professiamo al centro del Simbolo della fede: "e per opera dello Spirito Santo si è incarnato nel seno della Vergine Maria e si è fatto uomo". Cercherò di balbettare qualcosa al riguardo, iniziando nella maniera più elementare: con l’analisi grammaticale del testo.

Esso ha tre soggetti: lo Spirito Santo, la cui divina Persona è contemplata nel suo agire; Maria, nel cui grembo è accaduto l’avvenimento narrato; il Verbo, che qui non è nominato e che anzi è visto come il "soggetto passivo": in realtà, chi sia Colui che "si è incarnato nel grembo della Vergine Maria" è stato detto prima: "Dio da Dio, Luce da Luce, Dio vero da Dio vero …". E così celebriamo oggi il Mistero di un avvenimento nel quale sono coinvolte tutte e tre le persone divine: il Padre, che "quando venne la pienezza del tempo ha inviato il suo Figlio, fatto da una donna" [Gal 4,4]; il Figlio, che acconsente ad essere inviato nella nostra carne mortale; lo Spirito Santo, che compie l’opera dell’incarnazione.

Ma dentro a questo avvenimento è coinvolta in maniera unica anche una persona umana: Maria. Senza di essa l’ingresso di Dio nella nostra storia non sarebbe accaduto: ciò che noi professiamo – il nostro Dio è un Dio con noi – si è avverato per mezzo di questa donna. È per questo che ella è collocata per sempre al centro della nostra fede e di questa è parte irrinunciabile.

Esiste una misteriosa sintonia fra due dialoghi di cui ci testimonia la Scrittura. Il primo, di cui ci parla la seconda lettura è avvenuto fra il Padre ed il Figlio nello Spirito Santo; il secondo di cui ci parla il Vangelo è avvenuto fra Gabriele e Maria: perché il sì del Verbo ad essere sacrificio di salvezza per l’uomo potesse avverarsi, c’è stato bisogno del sì di Maria. "Il corpo è preparato al Figlio per il fatto che Maria si consegna in tutto e per tutto alla volontà del Padre e, in questo modo, rende disponibile il suo corpo come tenda dello Spirito Santo" [J. Ratzinger, Il Dio vicino, San Paolo ed., Milano 2003, pag. 8].

2. Dopo Giustino ed Ireneo, i padri della Chiesa hanno visto una singolare connessione fra quanto oggi noi celebriamo e quanto è accaduto nel giardino originario: una connessione per contrarium. Trattasi di un’intuizione profonda. Oggi la creazione è riportata alla sua verità e giustizia originaria; oggi il mondo è creato di nuovo: oggi il tempo ha il suo vero inizio. La novità reale e la nuova realtà è costituita dal "sì" di Cristo risuonato dal "sì" di Maria. Tutto è prevedibile; niente è realmente nuovo; nessuna realtà è veramente nuova se non l’atto libero. Maria colla sua scelta libera ha finalmente generato il nuovo, il vero Adamo.

Qui, carissimi, trovate la chiave interpretativa della vostra dimora in questo luogo: educarvi alla vera libertà; ad essere veramente liberi e liberamente veri. Perché attraverso il consenso che darete, entrerà nel mondo l’unica vera novità: Cristo Signore.