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SOLENNITA’ DEL CORPUS DOMINI
Comacchio-Concattedrale: 22 giugno 2003

1. "Egli è mediatore di una nuova Alleanza, perché … coloro che sono stati chiamati ricevano l’eredità eterna che è stata promessa". Posiamo il nostro sguardo su Cristo, carissimi fedeli, e lo contempliamo come "mediatore di una nuova Alleanza" che Egli costituisce fra l’uomo e Dio. È nuova, questa Alleanza, poiché ogni tentativo che l’uomo aveva fatto per porsi in rapporto col Mistero, era fallito: ogni religione umana è insidiata dalla idolatria. È nuova questa Alleanza anche nei confronti dell’Alleanza costituita da Dio col popolo d’Israele, di cui abbiamo sentito la narrazione nella prima lettura. Questa infatti era solo una prefigurazione profetica.

In che cosa consiste la novità dell’Alleanza di cui Cristo è Mediatore? La novità in primo luogo consiste nel fatto che l’Alleanza di cui parliamo, è stata costituita dalla morte di Cristo. Come avete sentito nella prima lettura, Mosè fungeva solo da arbitro o da messaggero del patto di Dio col suo popolo. La Nuova Alleanza è costituita invece dalla morte di Cristo: qui il Mediatore muore e l’Alleanza è nella sua morte.

Il sacrificio poi di Cristo ha due conseguenze, che strettamente unite fra loro costituiscono la novità in senso pieno. La prima è che all’uomo sono perdonati i peccati; la seconda è che l’uomo può ora ricevere finalmente quella "eredità eterna" in vista della quale era stato creato. Purificato dai suoi peccati, l’uomo può entrare finalmente nel possesso della vera vita, della vita divina.

2. Noi oggi celebriamo in modo del tutto unico il Ss. Sacramento dell’Eucarestia. Se avete ascoltato attentamente la lettura evangelica, avete notato che quando Gesù la istituisce nel cenacolo, si riferisce esplicitamente alle parole dette da Mosè. Questi aveva detto: "Ecco il sangue dell’alleanza, che il Signore ha concluso con voi": e Gesù: "Questo è il mio sangue, il sangue dell’alleanza, versato per molti". Dunque istituendo l’Eucarestia Gesù ha inteso istituire il sacramento della nuova ed eterna Alleanza. In che senso e in che modo? Come abbiamo appena detto, è la morte di Cristo sulla Croce che costituisce l’alleanza fra Dio e l’uomo: l’Eucarestia e precisamente il sacrifico della Croce che si perpetua nei secoli. Di esso l’Eucarestia non è solo evocazione: ne è la ri-presentazione sacramentale. Attraverso la celebrazione e la comunione eucaristica quindi è dato all’uomo di prendere parte al sacrificio della Alleanza, di divenirne partecipe: di diventare alleato di Dio mediante Cristo. L’Eucarestia offre ad ogni uomo di ogni tempo la possibilità di venire in possesso della "eredità eterna che è stata promessa", entrando in Alleanza col Dio vivo ed eterno. Il sacrificio di Cristo infatti ed il sacrificio dell’Eucarestia sono un unico sacrificio; lo stesso e numericamente identico sacrificio, poiché l’Eucarestia non si aggiunge al sacrifico della Croce né lo moltiplica.

3. Ma la celebrazione che oggi la Chiesa fa dell’Eucarestia si esprime in un gesto proprio di questa solennità: la processione. Non è per caso. In un certo senso la processione è parte della celebrazione eucaristica; è una dimensione dell’avvenimento eucaristico.

Entrato nell’Alleanza il popolo disse: "quanto il Signore ha ordinato, noi lo faremo e lo eseguiremo". Nell’Alleanza il Signore Iddio indica all’uomo la via da percorrere: la via della vita. Anche nella celebrazione eucaristica, all’uomo è donata la via da percorrere: Cristo stesso parola e pane di vita. L’uomo, questo pellegrino e mendicante di felicità, trova la strada che lo introduce nella sua vera patria procedendo nel mondo con Cristo, guidato da Cristo. La processione del Corpus Domini diventa la grande metafora della vita umana: un vagare vero la terra promessa della vera beatitudine, che può trovare il suo orientamento giusto solo se procede con Colui che si è fatto nostro compagno di pellegrinaggio – come pane e vino.