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Martedì dell’Ottava di Pasqua
Omelia al Ritiro dei Salesiani
19 aprile 2003

Carissimi fratelli, la narrazione dell’incontro del Signore risorto con Maria Maddalena è una pagina di grande profondità. Che lo Spirito Santo che ne è l’autore, ci aiuti ad averne una qualche comprensione!

1. È da notare che questa è la prima apparizione del Signore risorto. La prima persona cui il Risorto si dona a vedere è quindi una donna; e l’incontro avviene dentro ad un giardino. Non per caso tutto questo è accaduto.

È stato in un giardino che la donna è stata sviata dal Satana, introducendo nell’universo creato il peccato e la morte. È stata l’obbedienza del nuovo Adamo che venendo nel mondo disse: "ecco, io vengo per fare la tua volontà" [cfr. Eb 10,5-10], a redimerci. All’inizio è posta una donna, Maria la vergine Madre, che obbedisce. Alla fine è posta un’altra donna, Maria Maddalena, che realizza il primo incontro con nuovo Adamo. Perché proprio lei?

Non è difficile rispondere, se teniamo presente un grande insegnamento dei profeti. Colla sua morte e risurrezione Gesù ha redento l’umanità caduta nel peccato. E chi era quest’umanità rappresentata e come sintetizzata nella comunità di Israele? Era la sposa infedele: era la sposa adultera. Maria di Magdala è precisamente la "sposa infedele" che ora viene finalmente richiamata all’intimità col suo Sposo: si celebrano in questo incontro le nozze messianiche. Ed in modo tale da mettere bene in luce che la sposa è stata redenta, liberata cioè da una condizione di infedeltà. "L’apparizione a Maria Maddalena significa la redenzione avvenuta. L’umanità che essa rappresenta è un’umanità perdonata, un’umanità che il Cristo trae dal peccato e riunisce a sé. Maria Maddalena è il simbolo della sposa infedele che Dio ha ricongiunto a sé nell’amore" [D. Barsotti, Meditazione sulle apparizioni del Risorto, ed. Queriniana, Brescia 1989, pag. 30].

La liturgia bizantina afferma che Maria Maddalena è superiore agli apostoli. È vero. Chi ha la sposa è lo sposo. Gli apostoli, i pastori sono ministri e servitori; la sposa è "regina". Chi si unisce a Gesù è la sposa. Tutto il nostro ministero pastorale è un servizio fatto alla persona perché si unisca a Cristo. Tutto alla fine scomparirà: scomparirà la Scrittura; scompariranno i Sacramenti; non ci sarà più la sacra Gerarchia. Resterà Cristo e la persona umana nell’unità con Lui.

2. Ma la pagina evangelica può essere letta e meditata anche da una altro punto di vista, strettamente connesso a quello precedente. Essa descrive precisamente il cammino della sposa verso l’unione con lo Sposo.

Commentando questa pagina evangelica proprio in questa prospettiva, S. Gregorio Magno sottolinea con grande forza che il cammino è sostenuto dall’intensità del desiderio "indifferente prima [prius frigida] a motivo delle sue colpe, divenne poi piena di ardore per l’intensità dell’affetto [amando fortiter ardebat]" [Homiliae in Evangelia XXV,1; in Opere di Gregorio Magno, Città Nuova ed., Roma 1994, vol. II, pag. 311]. Notate la contrapposizione di due condizioni spirituali denotate da due termini "tecnici" nel vocabolario della spiritualità cristiana: frigidaardebat. Molti sono i segni dell’intensità del desiderio di Maria che all’inizio prende forma di ricerca; ella cerca il Signore. Desidera trovarlo. Pensiamo a tutta questa grande tematica che percorre tutta la S. Scrittura: la ricerca del Signore. Ella si china ancora sul sepolcro, pur avendo già visto che era vuoto. "Si sa che per chi ama non è sufficiente guardare soltanto una volta, perché l’intensità dell’amore rende tenace l’impegno nella ricerca [vis amoris intentionem multiplicat inquisitionis]" [ibid. pag. 313]. Maria è come la Sposa del cantico: "… ho cercato/l’amato del mio cuore/ l’ho cercato, ma non l’ho trovato./ "Mi alzerò e farò il giro della città"/" [3,1-2].

Questo desiderio ha due caratteristiche. La prima è quella di non fermarsi se non quando si è raggiunta l’unione con Cristo: Maria non si ferma nella contemplazione degli angeli. La seconda è che chi è dominato da questo desiderio, non ha presente nel suo cuore nessun altro, al punto tale che "l’intensità dell’affetto spinge l’animo a credere che nessuno ignori la persona a cui il pensiero è costantemente rivolto" [ibid. pag. 317].

Ed avviene finalmente l’incontro. Come? Ogni particolare è immensamente significativo. L’incontro è reso possibile perché il Signore chiama Maria per nome. Nella S. Scrittura chiamare per nome significa prendere possesso. Il Risorto prende possesso dell’umanità peccatrice di Maria Maddalena. "Maria!" : questa chiamata crea il Paradiso perché riammette l’umanità nell’alleanza sponsale con Cristo. Ogni singola persona è chiamata col suo nome proprio. Alla chiamata Maria risponde. Ha riconosciuto il suo Signore ["Rabbunì"] ed ormai è tutta rivolta verso di Lui ["voltatasi verso di Lui"]. Ed avviene l’abbraccio, l’unione.

Ma a questo punto avviene qualcosa di drammatico. Lo Sposo sembra rifiutare l’abbraccio: "non mi trattenere". In realtà è ad un’unione interamente vera che Cristo chiama l’anima, "Non sono ancora salito al Padre", e quindi lo Spirito Santo non è stato ancora donato. E, come insegna S. Paolo, solo chi ha lo Spirito di Cristo è uno solo con Lui.

Ma c’è anche qualcosa d’altro che per noi pastori ha un particolare significato. L’avversativa è costituita dalle seguenti parole: "ma va dei miei fratelli …". Non ci è dato ora il riposo nell’unione col Signore; a noi è chiesto di andare ad annunciare ai nostri fratelli che Gesù è il Signore e che in Lui siamo figli del Padre suo. La partecipazione al banchetto nuziale non ci è ancora data perché la storia non è finita. Siamo nel tempo della testimonianza e della missione.

La nostra missione ha la sua origine nell’incontro della fede. Come la Maddalena: "ho visto il Signore"; come Paolo che ha visto il Signore. Il contenuto della nostra missione è di dire all’uomo il messaggio che ci è stato affidato: "… e ciò che le aveva detto". La nostra non è vita di riposo nella contemplazione della Verità, ma è vita di fatica nell’esercizio della carità pastorale. Non possiamo dire allo Sposo: "mi sono lavata i piedi/ come ancora sporcarli?" [Cant 5,3]. Sporcarli lungo le strade dell’uomo, perché l’uomo è la via della Chiesa.

"Maria andò subito ad annunziare…". "La colpa del genere umano è recisa da dove aveva avuto origine. Siccome infatti nel paradiso la donna aveva propinato all’uomo la morte, dal sepolcro una donna annuncia agli uomini la vita e riferisce le parole di chi ne è l’Autore, mentre l’altra aveva ripetuto le parole del serpente da cui viene la morte" [Homiliae in Evangelium XI, 6; op. cit. pag. 321].