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SECONDA DOMENICA PER ANNUM (A)
Conclusione Visita pastorale Addolorata
20 gennaio 2002

1. "Ecco l’agnello di Dio, ecco colui che toglie il peccato del mondo". Carissimi fratelli e sorelle, domenica scorsa celebrando il Battesimo del Signore abbiamo contemplato in esso la sintesi e in un certo senso il riassumo di tutta l’opera della nostra redenzione. Oggi la Chiesa ci fa meditare ancora sulla persona e sull’opera del nostro Redentore, chiedendoci di ascoltare molto attentamente quanto di Lui disse Giovanni Battista. Questi afferma che Gesù è l’Agnello di Dio, colui che toglie il peccato del mondo. E fa anche un’aggiunta assai importante: "Egli è colui del quale io dissi: dopo di me viene un uomo che mi è passato avanti, perché era prima di me".

Ogni volta che noi celebriamo l’Eucarestia, noi preghiamo il Signore usando precisamente le parole del Battista: "Agnello di Dio, che togli i peccato del mondo …". Quando il sacerdote vi mostra il pane eucaristico, usa ancora per presentarvelo le stesse parole: "Ecco l’Agnello di Dio …". Vedete dunque come è importante capire che cosa Giovanni voleva dirci.

Come voi sapete, nella celebrazione pasquale gli Ebrei mangiavano un agnello al quale però non doveva essere rotto nessun osso. Quando l’evangelista Giovanni conclude la descrizione della morte di Gesù sulla croce, dice che i soldati "non gli spezzarono le gambe" [Gv 19,33], come solitamente si faceva ai crocefissi. E l’evangelista aggiunge: "Questo infatti avvenne perché si adempisse la Scrittura: non gli sarà spezzato alcun osso" [36]. Dunque, chiamare Gesù "Agnello di Dio" significa ricordare che "Cristo, nostra pasqua, è stato immolato" [1Cor 5,7b]. Immolato "per togliere il peccato del mondo". Togliere il peccato del mondo è esattamente la missione propria dell’Agnello pasquale che è Cristo: è la funzione che definisce l’Agnello.

Quale è "il peccato del mondo"? è la condizione in cui si trova la società umana e le sue istituzioni [il mondo appunto] caratterizzata da due dimensioni: l’ignoranza totale di Dio manifestata e resa cosciente da Gesù; il rifiuto responsabile della luce donataci dalla parola di Gesù che è la Verità. Nel giorno di Natale abbiamo letto: "Egli era nel mondo, e il mondo fu fatto per mezzo di Lui, eppure il mondo non lo riconobbe" [Gv 1,10]. Gesù è Colui che colla sua morte e resurrezione, colla sua parola toglie via dal mondo questo peccato: brilla come luce nelle nostre tenebre perché siano illuminate. Egli è sempre in azione, la sua redenzione è sempre in atto perché l’uomo sia trasferito dal potere delle tenebre nella sua Verità e nella sua Vita divina. E’ Colui che toglie il peccato del mondo, trasformando così il mondo stesso, tutto il nostro modo di essere.

Vedete che in Gesù si compie perfettamente l’antica profezia che abbiamo ascoltato nella prima lettura: "Io ti renderò luce delle nazioni perché porti la mia salvezza fino all’estremità della terra".

2. Carissimi fratelli e sorelle, ogni domenica celebrando l’Eucarestia ci viene donato l’Agnello che toglie il peccato del mondo. Ciò che la parola di Dio ci ha detto, accade realmente in noi.

Noi oggi concludiamo la Visita pastorale: non poteva essere conclusione migliore. Siamo invitati a guardare con fede l’Agnello di Dio: che cosa abbiamo cercato di fare durante questa settimana se non fissare con particolare intensità i nostri sguardi su di Lui?

Ora ripartite: divenuti luce in Cristo, siate veramente luce del mondo e sale della terra.