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SOLENNE VEGLIA PASQUALE
Cattedrale 19 aprile 2003

1. Carissimi fedeli, questa notte è veramente unica nella nostra vicenda terrena. In essa ascoltiamo la narrazione dell’intera storia della nostra salvezza; in essa celebriamo il memoriale della risurrezione del Signore; in essa siamo condotti alla rigenerazione della nostre persone mediante il sacramento eucaristico; e in essa rinnoviamo il patto dell’Alleanza colle promesse battesimali.

Noi siamo stati creati per essere partecipi della stessa vita divina: creati "ad immagine e somiglianza di Dio". Avendo abbandonato la legge del Signore, siamo stati condannati alla morte. Infatti la legge del Signore "sussiste in eterno: quanti si attengono ad essa avranno la vita, quanti l’abbandoneranno moriranno".

"Avevamo bisogno che Dio si incarnasse e morisse, per poter noi stessi vivere; siamo morti insieme a Lui per purificarci; insieme siamo risuscitati, perché eravamo morti; insieme siamo stati glorificati, perché insieme siamo risuscitati" [S. Gregorio Naz. Orazione 45,28].

Questo mirabile avvenimento di cui questa notte facciamo memoria, era stato preparato e come prefigurato da molto tempo e in molti modi. L’inizio è stata la promessa fatta ad Abramo: "saranno benedette per la tua discendenza tutte le nazioni della terra, perché tu hai obbedito alla mia voce". S. Paolo ci aiuta a capire: "Non dice la Scrittura: "e ai tuoi discendenti", come se si trattasse di molti, ma alla tua discendenza, come a uno solo, cioè a Cristo" [Gal 3,16]. Abramo che offre il suo figlio è la ripresentazione umana del Padre che ha amato tanto il mondo da donare il suo Figlio unigenito.

Quanto noi celebriamo questa notte è stato prefigurato da quanto accaduto nella notte in cui il popolo ebreo è stato liberato dall’Egitto: "Israele vide la mano potente con la quale il Signore aveva agito …". Questa notte possiamo "vedere" la mano potente colla quale il Signore ha agito risuscitando Cristo dai morti, ed agisce con noi rigenerandoci nella nostra vera umanità.

Molti dunque furono i fatti che Dio ha compiuto: la creazione dell’universo, la promessa fatta ad Abramo, la liberazione di Israele dell’Egitto. Ma tutto era ordinato al fatto della nostra salvezza: facendo passare Cristo dalla corruzione del sepolcro al possesso della vita eterna, con Lui ed in Lui ciascuno di noi è stato rinnovato. Questa notte tutto il mondo è stato riplasmato; la promessa è stata adempiuta; la liberazione è stata realizzata e tutti gli uomini sono stati ricondotti ad unità e coesione.

2. "Così dice il Signore: o voi tutti assetati, venite all’acqua; chi non ha denaro venga ugualmente". È posta davanti a noi l’acqua: essa ci ricorda che è stato per mezzo del battesimo che "siamo stati sepolti insieme con lui nella morte, perché come Cristo fu risuscitato dai morti per mezzo della gloria del Padre, così anche noi possiamo camminare in una vita nuova".

Il profeta continua: "perché spendete denaro per ciò che non è pane, il vostro patrimonio per ciò che non sazia? Su, ascoltatemi e mangiate cose buone e gusterete cibi succulenti". Quali sono le "cose buone" che il Signore ci dona di gustare? Quale cibo è veramente in grado di saziare l’uomo? È ora il suo corpo immolato e il suo sangue versato, vero sacramento pasquale che ci fa vivere concordi nel vincolo del suo amore.

Iniziamo dunque fratelli e sorelle, la celebrazione della S. Pasqua, adesso ancora nel sacramento, in attesa di celebrare in modo più perfetto e puro, nella verità, quando il Signore risorto ci introdurrà nella Pasqua eterna del suo Regno. L’ombra della Legge è diventata il sacramento della Chiesa: ci sostenga la speranza che il sacramento della Chiesa ci introduca nella verità della vita eterna.