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GIORNATA MISSIONARIA MONDIALE
Cattedrale di Ferrara 18 ottobre 1998

1. “(Dio) vuole che tutti gli uomini siano salvati e arrivino alla conoscenza della verità”. La celebrazione oggi della giornata mondiale missionaria trova la sua ragione ultima nella rivelazione della volontà di Dio di salvare tutti gli uomini. Egli non fa discriminazioni di persone, poiché come scrive ancora S. Paolo, davanti a Lui “non c’è più giudeo né greco; non c’è più schiavo né libero; non c’è più uomo né donna” (Gal 3,28). Ogni persona umana è infinitamente preziosa agli occhi di Dio, poiché l’uomo è l’unica creatura ad essere voluta per se stessa.
 Dio è fedele alla sua universale decisione salvifica; se qualcuno non fosse salvo, ciò sarebbe dovuto esclusivamente alla libertà dell’uomo, presa tremendamente sul serio dal Signore. Il Vangelo  narra la vicenda di un giovane che invitato da Gesù a seguirlo ha preferito declinare questo invito e voltare le spalle a Cristo. Rivolgendosi alla sua città, Gesù disse: “Gerusalemme, Gerusalemme … quante volte ho voluto raccogliere i tuoi figli … e voi non avete voluto” (Mt 23,37). «Ho voluto» e «voi non avete voluto»: ecco il mistero della proposta divina e della risposta umana.
 Ma la salvezza offerta ad ogni uomo si raggiunge attraverso la conoscenza della verità: “Dio vuole che tutti gli uomini … arrivino alla conoscenza della verità”. Essere salvati consiste per ciascuno di noi giungere alla conoscenza della verità, non nel senso di imparare una determinata dottrina da mettere in pratica, ma nel senso di scoprire dove si trova la salvezza ed accoglierla pienamente. Questa salvezza consiste nell’incontro con Gesù Cristo, poiché è “uno solo il mediatore fra Dio e gli uomini, l’uomo Cristo Gesù che ha dato se stesso in riscatto per tutti”. In Lui infatti noi possiamo incontrare Iddio, dal momento in cui Lui Dio si è fatto incontro a noi.
 Ecco come ha realizzato la sua volontà di salvare tutti gli uomini: “quando venne la pienezza del tempo, Dio inviò il suo Figlio” (Gal 4,4). Infatti Egli “non ha inviato il Figlio nel mondo per giudicare il monto, ma perché il mondo si salvi per mezzo di lui” (Gv 3,17). E se “tutti hanno peccato e sono privi della Gloria di Dio”, tuttavia “sono giustificati gratuitamente per la sua grazia, in virtù della redenzione realizzata da Gesù Cristo” (Rom 3,23).

2. “Voi siete testimoni di queste cose”. La missione della Chiesa nel mondo parte da questa investitura ufficiale ricevuta da Gesù risorto e si fonda su di essa. La Chiesa desume la sua ragione d’essere da queste parole: “voi siete testimoni”. E proprio da questa pagina del Vangelo risulta chiaramente quali sono le struttura portanti della missione della Chiesa.
 Il punto di riferimento continuo è la persona di Cristo e la sua opera: il missionario testimonia ciò che Cristo ha fatto e detto. Questa testimonianza, destinata come abbiamo detto ad ogni uomo, opera un cambiamento radicale nella loro storia: la conversione ed il perdono dei peccati. La forza di questa missione non deriva dai mezzi umani: “io manderò su di voi quello che il Padre mio ha promesso”.
 La volontà di Dio che tutti gli uomini siano salvi si compie in Cristo attraverso la missione, la testimonianza della Chiesa.

 “Ti raccomando dunque, prima di tutto, che si facciano domande, suppliche, preghiere e ringraziamenti per tutti gli uomini”: è questo l’invito dell’Apostolo. Alla volontà salvifica universale di Dio corrisponde la preghiera universale della Chiesa. Fatta con Cristo ed in Cristo unico mediatore fra Dio e l’uomo, la preghiera oggi della Chiesa è perché il Vangelo sia annunciato ad ogni popolo e il Nome del Signore sia glorificato dall’Oriente all’Occidente.