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ASSUNZIONE DELLA B.V. MARIA
Cattedrale 15 agosto 2001

1. "Come tutti muoiono in Adamo, così tutti riceveranno la vita in Cristo". Carissimi fratelli e sorelle, questa parole sciolgono l’enigma dell’esistenza umana: esistenza – per – la morte e destinata alla morte, oppure esistenza [= l’uomo] – per – la vita e destinata alla vita? Certamente, "l’istinto del cuore lo fa giudicare rettamente, quando aborrisce e respinge l’idea di una totale rovina e di un annientamento definitivo della sua persona" [Cost. past. Gaudium et Spes 18,1]. Tuttavia , è solo nella luce della risurrezione di Cristo che l’uomo raggiunge la certezza che "Dio … ha chiamato e chiama l’uomo ad aderire a Lui con tutto il suo essere, in una comunione perpetua con l’incorruttibile vita divina" [ibid.]. L’apostolo ci ha detto: "tutti riceveranno la vita in Cristo", dal momento che "Cristo è risuscitato dai morti, primizia di coloro che sono morti".

Primizia: primo di una serie, inizio di una grazia che verrà donata a chiunque crede.

Celebrando oggi l’assunzione della persona di Maria nella gloria eterna, in tutta la sua realtà, corpo e spirito, noi celebriamo la potenza della risurrezione di Cristo. Questi non ha voluto che fosse vittima della corruzione del sepolcro Colei che lo aveva generato, e pertanto terminato il corso della sua vita terrena, Maria è stata introdotta corpo e spirito nel possesso nell’eterna vita divina. In Lei la vittoria di Cristo sulla morte è già attestata in tutto il suo splendore. Esaltando oggi Maria, noi professiamo la nostra fede nella risurrezione di Cristo come causa esemplare della nostra vittoria sulla morte.

2. Meditando la prima lettura, veniamo istruiti dalla parola di Dio che la vittoria di Cristo sulla morte avviene dentro alla storia dove opera però anche la potenza della morte. Esiste uno scontro perenne con le forze del male, che continuano ad attraversare il mondo e a segnare il cuore degli uomini, facendo resistenza a Cristo: "in Lui era la Vita e la Vita era la luce degli uomini: la luce splende nelle tenebre, ma le tenebre non l’hanno accolta" [Gv 1,4-5].

La nostra storia, la storia di oggi si configura pertanto come lo scontro di due civiltà: la civiltà della vita, la civiltà della morte. "Il drago si pose davanti alla donna che stava per partorire, per divorare il bambino appena nato". Il Satana cerca di eliminare dalla storia umana e dalla vita di ogni uomo il riferimento a Cristo, autore della vita, per imporre il regno della morte.

Dove avviene questo scontro fra le due civiltà della morte e della vita? In primo luogo nella coscienza morale di ogni persona. "Io ti ho posto davanti la vita e la morte" dice il Signore a ciascuno di noi "la benedizione e la maledizione; scegli dunque la vita …amando il Signore tuo Dio, obbedendo alla sua voce e tenendoti unito a Lui" [Deut 30,19-20]. La costruzione dell’una o dell’altra civiltà trova la sua origine nei giudizi della nostra coscienza e della conseguente qualità morale delle nostre scelte. Ora non c’è dubbio che la coscienza di molti uomini sia oggi oscurata da una profonda crisi di verità da cui ha origine in primo luogo la civiltà della morte: riduzione della distinzione bene/male e utile/dannoso; negazione che esista un ordine morale obiettivo indipendente dalle nostre opinioni.

Ma lo scontro avviene anche a livello di istituzioni pubbliche. "Il drago vuol divorare "il bambino appena nato" (Ap 12,4) figura di Cristo che Maria genera nella "pienezza del tempo" (Gal 4,4) e che la Chiesa deve continuamente offrire agli uomini nelle diverse epoche della storia. Ma in qualche modo è anche figura di ogni uomo, di ogni bambino, specie di ogni creatura debole e minacciata, perché – come ricorda il Concilio – "con la sua incarnazione il figlio di Dio si è unito in certo modo a ogni uomo". Proprio nella "carne" di ogni uomo, Cristo continua a rivelarsi e ad entrare n comunione con noi, così che il rifiuto della vita dell’uomo, nelle sue diverse forme, è realmente rifiuto di Cristo". [Giovanni Paolo II, Lett. Enc. Evangelium vitae 104,3]. Il rifiuto della vita dell’uomo è oggi istituzionalizzato nella legge che legittima l’aborto, nella ricorrente richiesta di legittimare l’eutanasia, in un’organizzazione economica incapace di assicurare i due fondamentali diritti di ogni uomo anche povero, il diritto alla vita e alla salute.

Maria Assunta in cielo è "segno di consolazione e di sicura speranza" che le forze della morte sono già state sconfitte. E mentre noi siamo ancora immersi nel contrasto, poiché attraverso l’Eucarestia siamo già partecipi della vita di Cristo, siamo sicuri di giungere come Maria alla gloria della risurrezione.