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ASSUNZIONE AL CIELO DI MARIA
15 agosto 2000

1. "Fratelli, Cristo è risuscitato dai morti, primizia di coloro che sono morti". Celebrando l’Assunzione al Cielo di Maria, noi celebriamo lo splendore della risurrezione di Cristo: essa è la ragione e la causa dell’ingresso da parte di Maria nella perfetta comunione con Dio, col suo corpo e col suo spirito. "Poiché" ci ha appena detto l’Apostolo "se a causa di un uomo venne la morte, a causa di un uomo verrà anche la risurrezione dei morti". Cristo risorto cioè non è un’ eccezione alla nostra universale destinazione alla corruzione del sepolcro; non è un "caso a sé", ma ciò che è accaduto a Lui e in Lui, deve accadere anche in ciascuno di noi. E’ risorto, ci ha appena detto l’Apostolo, come "primizia". "L’immagine dei primi frutti del campo o dei primi nati del bestiame da offrire al tempio dice che si tratta non di un caso sporadico e unico: Cristo è stato risuscitato non come il solo, bensì come il primo di una serie di morti che risusciteranno. Non è un individuo a parte, ma il primo anello di una catena" [G.Barbaglio, La Teologia di Paolo, EDB, Bologna 1999, pag. 188].

Questa certezza di fede trova oggi la sua più sicura conferma. Che la morte si stata vinta dopo che aveva esercitato per secoli la sua azione nefasta; che Cristo risorto sia causa di vita, è dimostrato dal fatto che già ora una persona umana, nella sua intera umanità [corpo e anima], non ha subito la corruzione del sepolcro. E’ entrata corpo e anima nel possesso della vita stessa di Dio. La risurrezione-assunzione di Maria accade sul modello della risurrezione di Gesù: Ella è la gloria di Cristo. Cristo si glorifica in Lei, come il Padre si è glorificato in Lui. Tutta la gloria del corpo risorto di Cristo si riflette nel corpo di Maria. La tradizione cristiana paragona la bellezza di Maria alla bellezza della luna [pulchra ut luna]. L’immagine è profonda: come la luce della luna è una luce riflessa della luce del sole, così l’assunzione al cielo di Maria è la luce riflessa della risurrezione di Gesù.

2. "Il drago si pose davanti alla donna che stava per partorire, per divorare il bambino appena nato". Carissimi fratelli e sorelle, non vorrei che a causa del linguaggio in cui viene espresso, non cogliate il grande messaggio della prima lettura. Messaggio che illumina di una luce nuova il mistero che stiamo celebrando.

Di che cosa si parla? Di un grande conflitto che si configura come contrasto fra la "donna-sorgente della vita" ed il "serpente antico" cioè il Satana. La storia umana nella sua profondità è lo scontro fra la vita che il Signore Risorto ci dona e la morte che il Satana, omicida fin dall’inizio, ha introdotto nella storia per invidia. E’ uno scontro che avviene in due ambiti e che quindi ha due dimensioni. Avviene nel cuore di ciascuno di noi: è la dimensione soggettiva ed interiore dello scontro. Avviene nella cultura e nelle istituzioni: è la dimensione oggettiva ed esteriore dello scontro. I termini o poli contrapposti sono, da parte dell’uomo, la sua limitatezza e la sua peccaminosità, punti nevralgici della sua realtà psicologica ed etica che lo espongono alle seduzioni di Satana. Da parte di Dio, è il mistero del dono della Vita nuova fattaci nel Signore risorto, dono di cui Maria Assunta è "segno di consolazione e di sicura speranza".

Molte altre volte ho richiamato la vostra attenzione su questo contrasto fra la "cultura della vita" e la "cultura della morte": non intendo oggi fermarmi ulteriormente. Due sole osservazioni.

La prima. Il nodo centrale di questo scontro è costituito oggi dal tentativo di distogliere l’uomo dal suo destino eterno, di intorpidirlo nel suo desiderio di beatitudine, di degradarlo dalla sua regale condizione di cittadino dell’eternità dato in ostaggio al tempo. Ecco perché abbiamo pregato: "fa che viviamo in questo mondo costantemente rivolti ai beni eterni".

La seconda. La celebrazione del mistero dell’Assunta genera in ciascuno di noi la certezza che in Cristo la distruzione dell’uomo cui anche oggi assistiamo, è già stata vinta.

"Ora si è compiuta la salvezza, la forza e il regno del nostro Dio e la potenza del suo Cristo". In Maria assunta in Cielo si compie la potenza di Cristo. Per questo l’Assunta è "segno di consolazione e di sicura speranza".