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TRIDUO PASQUALE: VEGLIA PASQUALE
Cattedrale 14 aprile 2001

"O notte beata, tu sola hai meritato di conoscere il tempo e l’ora in cui Cristo è risorto dagli inferi. Di questa notte è stato scritto: la notte splenderà come il giorno e sarà fonte di luce per la mia delizia".

Con questa esclamazione piena di stupore la Chiesa all’inizio di questa santa veglia ci ha indicato i due grandi avvenimento che la rendono unica: in essa Cristo è risorto da morte, in essa l’uomo è passato dalle tenebre alla luce. L’uno ha fatto accadere l’altro.

Abbiamo ascoltato tutta la narrazione della storia della nostra salvezza. Essa ha inizio coll’atto creativo di Dio: "Dio creò l’uomo a sua immagine; a immagine di Dio lo creò; maschio e femmina lo creò". In queste parole è già implicata tutta la storia: l’uomo chiamato ad essere "immagine di Dio"; l’uomo chiamato a vivere dentro al mondo in una relazione singolare con Dio.

Ma l’uomo rinnega colla sua libertà la sua originaria destinazione per costruirsi una vita fuori, contro la chiamata di Dio: la schiavitù del popolo ebraico in Egitto è l’immagine perfetta della condizione umana.

Pur avendo l’uomo infranto l’alleanza con Lui, Dio non lo ha abbandonato a se stesso: "come una donna abbandonata e con l’animo afflitto, il Signore ti ha richiamata. Viene forse ripudiata la donna sposata in gioventù? dice il tuo Dio. Per un breve istante ti ho abbandonata, ma ti riprenderò con immenso amore [cfr. IV lettura]". Dio è andato continuamente alla ricerca dell’uomo.

La prima offerta di salvezza è stato il dono della legge: ha istruito l’uomo indicandogli la vita della vita [cfr. VI lettura]. Ad Israele rivelando la via della sapienza attraverso i profeti; ad ogni uomo attraverso le indicazioni della propria coscienza morale.

Quest’offerta di salvezza si è rivelata "debole ed inutile" [cfr. Eb 7,18]: debole perché la legge di Dio è santa ma l’uomo è incapace di compierla; inutile perché il peccatore la ignora ed il giusto non ne ha bisogno. Ed allora il Signore fa la grande promessa: "Vi darò un cuore nuovo, metterò dentro di voi uno spirito nuovo; toglierò da voi il cuore di pietra e vi darà un cuore di carne. Porrò il mio spirito dentro di voi e vi farò vivere secondo i miei statuti e vi farò osservare e mettere in pratica le mie leggi" [cfr. VII lettura]. E’ la promessa che "ciò che è distrutto si ricostruisce, ciò che è invecchiato si rinnova, e tutto ritorna alla sua integrità" [Orazione dopo la VII lettura].

"O notte veramente gloriosa, che ricongiunge la terra al cielo e l’uomo al suo Creatore": la nuova creazione dell’uomo è accaduta in questa notte "per mezzo del Cristo, che è principio di tutte le cose" [ibid.]. Come tutto era stato creato in Lui e per mezzo di Lui, così tutto in questa notte viene ri-creato in Lui e per mezzo di Lui. E "se fu grande all’inizio la creazione del mondo, ben più grande, nella pienezza dei tempi, fu l’opera della nostra redenzione, nel sacrifico pasquale di Cristo Signore" [Orazione dopo la I lettura]. Ciò che infatti è accaduto questa notte in Cristo può accadere anche in ciascuno di noi attraverso i sacramenti pasquali della Confessione e dell’Eucarestia: "come Cristo fu risuscitato dai morti per mezzo della gloria del Padre, così anche noi possiamo camminare in una vita nuova" [Epistola].

La destra del Signore ha fatto veramente questa notte meraviglie: in Cristo e con Cristo ha introdotto ogni uomo nel possesso della vera vita.