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ORDINAZIONI PRESBITERALI E DIACONALI
Cattedrale 12 ottobre 2002

1. "Se dunque io, Maestro e Signore, ho lavato i vostri piedi, anche voi dovete lavarvi i piedi gli uni gli altri". Carissimi fratelli e sorelle, carissimi ordinandi, in questo momento così carico di mistero e di spirituale emozione è posta davanti agli occhi del nostro cuore l’immagine di Cristo che lava i piedi dei suoi discepoli.

Questo gesto è stato deciso da Gesù nella piena consapevolezza della sua dignità divina: "sapendo che il Padre gli aveva dato tutto nelle mani". E’ stato voluto da Gesù in un trasporto di amore che va fino al limite: "dopo aver amato i suoi che erano nel mondo, li amò sino alla fine". E’ stato realizzato con una profonda umiliazione della sua persona: "si alzò da tavola, depose le vesti e, preso un asciugatoio, se lo cinse attorno alla vita". Per lavare i piedi dovette inginocchiarsi davanti ad ogni discepolo: Dio inginocchiato davanti all’uomo!

Che questo comportamento di Cristo significasse qualcosa di unico nella storia umana, fu sicuramente sospettato dai discepoli. Ma venne esplicitamente rivelato da Cristo stesso a Pietro: "se non ti laverò, non avrai parte con me". La partecipazione alla stessa eredità di Cristo è condizionata dal lasciarsi "lavare i piedi" da Lui: dal consentire al suo gesto di amore e di umiliazione. E’ questo consenso che introduce l’uomo nella stessa eredità di Cristo.

L’evangelista colloca il racconto della lavanda dei piedi all’inizio della narrazione della passione di Cristo: Egli compie quel gesto "sapendo che era giunta la sua ora di passare da questo mondo al Padre". Il passaggio di Gesù da questo mondo al Padre, la sua Pasqua, è consistito concretamente nel dono che di sé stesso ha fatto sulla Croce per l’uomo; la sua Pasqua è consistita nel suo servizio redentivo, di cui la lavanda dei piedi era la prefigurazione profetica. "Li amò sino alla fine"; sulla Croce Cristo dirà: "tutto è compiuto". La fine, la perfezione suprema, il limite ultimo dell’amore è stato realizzato sulla croce: "e chinato il capo, spirò" [Gv 19,30]. Quanto la lavanda dei piedi aveva prefigurato simbolicamente, la morte sulla croce compie realmente: dal costato di Cristo esce un fiume d’acqua capace di lavare ogni uomo e tutto l’uomo, "non solo i piedi, ma anche le mani e il capo".

2. "Anche voi dovete lavarvi i piedi gli uni gli altri". Carissimi ordinandi, queste parole risuonano questa sera in modo unico nella vostra mente e nel vostro cuore. Esse vi rivelano l’opera che lo Spirito di Cristo sta per compiere in voi mediante l’imposizione delle mani del Vescovo.

Voi sarete capaci di rendere presente per l’uomo di oggi il servizio redentivo di Cristo. Sarete resi capaci di "lavare i piedi all’uomo", cioè di introdurre l’uomo ad "avere parte con Cristo". Attraverso la vostra persona ed il vostro ministero il dono che Cristo ha fatto di se stesso sulla Croce raggiunge anche oggi l’uomo, per reintegrarlo in tutto lo splendore della sua dignità. Diventerete da questa sera i testimoni di un Dio che ama tanto l’uomo da inginocchiarsi davanti a lui per lavargli i piedi: i testimoni dell’amore e dell’umiltà di Dio.

La vostra esistenza da questa sera viene collocata per sempre nel mistero della redenzione dell’uomo: dentro alla relazione sconvolgente tra l’amore di Gesù e il peccato del mondo, la relazione che ha aperto il costato di Cristo e che lega la storia di ogni uomo alla passione di Cristo. Questa relazione trafigge il vostro cuore questa sera, per sempre.

Carissimi Giampiero e Fabio, la promessa solenne e definitiva di custodire il vostro cuore indiviso nella verginità consacrata sia sempre fedelmente vissuta, per non essere che di Cristo e di ogni persona umana.

Carissimi Simone, Andrea, Paolo e Andrea quando fra pochi istanti celebrerete per la prima volta la divina Eucarestia, sarete definitivamente collocati dentro al destino di ogni uomo, perché renderete possibile ad ogni uomo di incontrarsi con Cristo che dona Se stesso sulla croce.

"Gli disse Simon Pietro: non mi laverai mai i piedi!". Troverete anche voi il rifiuto. Dite semplicemente e sempre: "se non ti lasci lavare da Cristo, se non ti lasci amare da Lui, non avrai parte con Lui". Annunciate sempre il puro Vangelo della misericordia: anche di fronte a qualsiasi rifiuto.

Carissimi, fra poco porrete le vostre mani nelle mani del Vescovo, promettendo "filiale rispetto e obbedienza". Questo gesto ci impegna entrambi: voi vi affidate al Vescovo ed il Vescovo si obbliga a custodire nella sue le vostre mani, divenendo in un qualche modo corresponsabile di quelle mani che sono state poste nelle sue. Chele nostre mani siano da questa sera sempre strette.

A Maria affido il vostro sacerdozio.