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ASCENSIONE DEL SIGNORE (A)
Conclusione V.P. a Lagosanto: 12 maggio 2002

1. "Detto questo, fu elevato in alto sotto i loro occhi e una nube lo sottrasse al loro sguardo". La parola di Dio narra con queste parole l’avvenimento che oggi celebriamo. "Fu elevato in alto": è l’avvenimento dell’elevazione o ascensione al cielo di Cristo nostro salvatore. A dire il vero, la nostra celebrazione oggi è una ripresa più consapevole della celebrazione pasquale, della celebrazione della Risurrezione del Signore. Noi oggi celebriamo il passaggio dell’umanità di Cristo crocefisso – del suo corpo e della sua anima – alla pienezza della gloria divina, allo splendore dello Spirito Santo. Questi, in diretta conseguenza, potrà ora essere donato a noi tutti. E’ la conclusione di tutta l’opera che Gesù ha compiuto per la nostra salvezza. Quando Egli si accompagnò ai due discepoli di Emmaus, aveva ribadito che "era necessario" [cioè: era questo il Disegno divino] che il Cristo soffrisse, ma poi "entrasse nella sua Gloria" [cfr. 24,26]: quella Gloria con cui sarebbe tornato alla fine dei tempi.

Noi oggi celebriamo questo ingresso di Cristo nella Gloria divina. Questo ingresso non è un lusso che Egli si permette: un fatto accessorio e secondario nella storia della nostra salvezza. Ne è una condizione necessaria. Come la sua crocifissione. Dalla Croce, dalla sua glorificazione nell’Ascensione come conseguenza della Risurrezione discende su di noi con immensa abbondanza lo Spirito Santo: ogni giorno, per sempre.

Ma la parola di Dio, che oggi la Chiesa ci fa meditare, sottolinea soprattutto due dimensioni del mistero dell’Ascensione di Gesù al cielo: una riguardante più direttamente la persona di Gesù, l’altra riguardante più direttamente la nostra persona.

La prima ci viene suggerita dalle seguenti parole di S. Paolo ascoltate nella seconda lettura: "lo fece sedere alla sua destra nei cieli, al di sopra di ogni principato e autorità, di ogni potenza e dominazione e di ogni altro nome che si possa nominare non solo nel secolo presente ma anche in quello futuro. Tutto infatti ha sottomesso ai suoi piedi". Cristo è costituito vero Signore di tutto ciò che esiste; non c’è più nulla che possa sfuggire al suo potere salvifico. La storia umana, che ai nostri occhi dalla corta veduta, sembra essere dominata dal caso o dall’arbitrio del più potente di turno, è in realtà pienamente diretta e governata dalla potenza di Cristo. Una potenza che non è commisurabile con quelle di questo mondo, essendo di natura diversa. Non lasciamoci mai prendere, carissimi fratelli e sorelle, dalla confusione o dall’indifferenza di fronte alla storia entro cui siamo immersi; dallo scoraggiamento o dalla paura. I fili, tutti i fili sono nelle mani di Cristo.

La seconda dimensione ci viene pure suggerita dalle seguenti parole di S. Paolo ascoltate nella seconda lettura: "Possa Egli davvero illuminare gli occhi della vostra mente per farvi comprendere a quale speranza vi ha chiamati". Il mistero che oggi celebriamo è luce che ci illumina sul nostro destino finale: ce ne svela l’intera verità. Noi non siamo destinati ad un nulla eterno, ma ad un "tesoro di gloria" in una vera vita eterna. Colla sua incarnazione il Figlio di Dio si è unito in un qualche modo con ciascuno di noi, così che ciò che è accaduto a Lui ed in Lui è destinato ad accadere anche a noi ed in noi. Nel Cristo oggi è glorificata quella stessa natura umana che aveva ascoltato la sua condanna a morte.

2. Carissimi fedeli, il Signore ha voluto che la conclusione della Sacra Visita pastorale coincidesse colla celebrazione del mistero dell’Ascensione. Coincidenza ricca di significato.

La vostra comunità, come ogni comunità cristiana, nasce dal mistero oggi celebrato. E’ perché Cristo è asceso al cielo; è perché è stato costituito Re e Signore di tutti; è perché ha illuminato gli occhi della vostra mente così da farvi comprendere a quale gloria siete destinati, che voi oggi siete qui; che voi esistete come Chiesa. A ciascuno di voi è data la forza dallo Spirito Santo perché siate testimoni di Cristo sempre e dovunque.

Continuate con fiducia il vostro cammino, poiché il Signore è asceso "per darvi la serena fiducia che dove è Lui, capo e primogenito, sarete anche voi sue membra, uniti nella stessa gloria" [cfr. Prefazio I dell’Ascensione]. Trasmettete questa speranza ai vostri bambini nella catechesi; celebratela con devozione nelle sante Liturgie; fatela sentire colla vostra carità ad ogni persona bisognosa.