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SOLENNITA’ DI PENTECOSTE
Comacchio 11 giugno 2000

1. "Ed essi furono tutti pieni di Spirito Santo". E’ una grande solennità che oggi celebriamo: essa porta a compimento la celebrazione della Pasqua. Il Signore risorto infatti realizza la sua opera nella storia degli uomini effondendo il suo Spirito.

La prima cosa che dobbiamo sottolineare nella celebrazione di questo mistero è il fatto che lo Spirito Santo non è stato donato solo agli uomini e donne che si trovano nel Cenacolo, ma è donato continuamente. L’atto della sua venuta è permanente: lo Spirito Santo dimora definitivamente nella Chiesa e si effonde nel cuore di ogni credente. Il nostro animo deve dunque aprirsi e dilatarsi in una continua invocazione perché Egli discenda in noi e riempia il nostro cuore, poiché nulla noi saremmo senza l’azione dello Spirito Santo. E’ per l’azione dello Spirito Santo che l’uomo trascende se stesso, e vive la vita stessa divina.

Per renderci conto di quello che è l’operazione dello Spirito di Dio nell’uomo e nella storia umana, dobbiamo rifarci a quella che è stata l’opera sua più grande: l’incarnazione del Verbo. Anche questa mattina, fra poco, nel Credo noi diremo: "e per opera dello Spirito Santo si è incarnato nel seno di Maria Vergine, e si è fatto uomo". Quest’azione dello Spirito Santo continua sempre in ognuno di noi: generare in noi la "forma" di Cristo; farci, plasmarci ad immagine di Cristo. Che cosa è tutta la storia del mondo? Quale contenuto ha? Per noi credenti uno solo: la storia non ha altro contenuto che la gestazione del Corpo di Cristo, che è la Chiesa. Una gestazione il cui seme è già posto la mattina di Pentecoste a Gerusalemme. Dentro alle contraddizioni, alle divisioni umane lo Spirito Santo genera la Città di Dio.

La pagina del Vangelo appena proclamato ci rivela come lo Spirito Santo introduce la Redenzione dentro al mondo e l’uomo dentro al mistero della Redenzione.

Egli lo fa in primo luogo come "Spirito di verità", in quanto ci guida alla verità tutta intera. La verità di cui parla il Vangelo è la Rivelazione che il Padre ci ha fatto in Gesù Cristo, la Rivelazione che è Gesù Cristo: la sua parola, la sua vita la sua morte e la sua risurrezione. E’ lo Spirito Santo che apre il cuore dell’uomo a quest’Evento,ad accogliere questa verità, ad assimilarla per vivere in essa e secondo essa. Carissimi fratelli e sorelle, il primo dono della redenzione di Cristo e di cui noi ci appropriamo per opera dello Spirito Santo è la verità. La persona umana ha in primo luogo bisogno di essa, poiché la radice di ogni nostro male è quello di allontanarci dalla verità contenuta nella Parola di Dio, che crea e governa il mondo. Non solo, ma il considerare impossibile il conoscere la verità o il negarne perfino l’esistenza riducendo tutto l’immenso questionare umano ad un gioco di opinioni, è ciò che perde l’uomo. Lo Spirito Santo rigenera l’uomo in Cristo perché guida l’uomo alla verità tutta intera che è Cristo medesimo.

Egli, ci dice ancora Gesù nel Vangelo, ci rigenera in Cristo, perché agisce sempre come "testimone di Cristo": "egli mi renderà testimonianza"; "(Egli) non parlerà da Sé, ma dirà tutto ciò che avrà udito". Il testimone è colui che in un processo è chiamato a deporre affinché si sappia come sono andate le cose e si ristabilisca la giustizia. La storia è un immane processo che si sta svolgendo, in primo luogo nel cuore dell’uomo, contro Cristo, contro la sua pretesa di essere l’unico Salvatore dell’uomo. E’ in questo processo che lo Spirito Santo dentro al cuore dell’uomo, nella coscienza morale dell’uomo testimonia a favore di Cristo. Come? Facendo intimamente capire che in Lui l’uomo trova la pienezza della vita vera, garantendo che Gesù è glorificato presso il Padre. Tutta l’attività dello Spirito è relativo al Cristo, poiché essa ha un solo scopo: l’adesione sempre più profonda dell’uomo a Cristo.

2. "Fratelli, camminate secondo lo Spirito e non sarete portati a soddisfare i desideri della carne". Le parole di S. Paolo descrivono un fatto che noi possiamo constatare in noi e fuori di noi. L’opera dello Spirito tesa ad introdurre ogni uomo e tutto l’uomo nel mistero di Cristo, incontra nella nostra realtà umana resistenza ed opposizione. Se in ciascuno di noi, a causa della nostra composizione di materia e spirito, esiste una certa tensione strutturale, essa però di fatto è conseguenza del peccato. Ma qui l’Apostolo tratta piuttosto di un modo di esercitare la propria libertà, del modo di essere liberi: o come sottomissione o come resistenza all’azione salvifica dello Spirito Santo. Sono due modi di configurare la propria esistenza: nella verità in cui lo Spirito Santo ci introduce o nella menzogna di chi vuole essere la misura ultima di se stesso.

Questa contrastante configurazione delle proprie esistenze non ha solo una dimensione interiore e soggettiva. Essa ha anche una dimensione esteriore e sociale, divenendo anche scontro di culture: fra una cultura della vita e della persona ed una cultura della morte e delle cose.

E’ dentro a questo scontro, personale e sociale, che accade oggi l’avvenimento della salvezza e si compie la promessa del Signore: "riceverete lo Spirito Santo". Questo dono viene fatto sempre e la Chiesa lo trasmette: lo Spirito Santo che dona la vita e "viene in aiuto alla nostra debolezza" (Rom 8,26).