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PREGHIERA DI SALUTO A SANTA TERESA DEL B.G. E DEL VOLTO SANTO
Cattedrale di Ferrara
10 ottobre 1997

Teresa, piccola Teresa, qualche mese prima di morire, il 24 febbraio 1897, tu scrivesti una lettera singolare al Padre Belliere, tuo fratello spirituale e futuro missionario. In quella lettera chiedevi di fare per te una preghiera, una preghiera, scrivevi, che racchiudeva tutti i tuoi desideri. Ma la cosa più singolare era che tu gli chiedevi di continuare a fare questa preghiera anche dopo la tua morte. La preghiera è la seguente: “Padre misericordioso, nel nome del nostro dolce Gesù, della Vergine Maria e dei Santi, vi chiedo di infiammare questa mia sorella del vostro Spirito d’Amore e di accordarle la grazia di farvi molto amare”.
Teresa, piccola Teresa, benché la Chiesa ci dia ora la certezza di fede che Tu sei già nella vita eterna della Trinità Santa ed indivisibile, accogliamo il tuo invito e preghiamo per te. Perché lo Spirito d’Amore penetri sempre più nel tuo cuore e ti sia accordata la grazia di essere nel mondo fuoco che fa riscoprire all’uomo il Padre ricco di grazia e di misericordia. Nella stessa lettera al tuo fratello missionario, tu hai detto una cosa sconvolgente, paradossale: “confesso che, se in Cielo non potessi più lavorare per la sua gloria, preferirei l’esilio alla Patria”. Anche la tua Madre spirituale, la grande Teresa d’Avila, disse un giorno: “Che m’importa restare in purgatorio fino alla fine del mondo, se colle mie preghiere posso salvare anche una sola anima”. Ecco, alla fine, la tua missione sulla terra: svelare al cuore dell’uomo il vero volto del nostro destino, il vero volto di Dio, l’Amore che usa misericordia.
Teresa, piccola Teresa: a quale uomo tu chiedi al Padre di svelare il suo volto? Tu lo sai bene: per esperienza. Dopo la Pasqua del 1896 fino al momento della tua morte, tu hai vissuto un’esperienza terribile: ti sei assisa alla tavola di peccatori, come tu hai scritto. Cioè: il Signore ti ha condotta fuori dalla luminosa certezza di una fede fino ad allora calma e luminosa per introdurti dentro alla tragedia dell’uomo di oggi. Hai vissuto il “buio” completo della tentazione nichilista, l’agonia davanti all’enigma di un Mistero che cominciò ad essere anche per te indecifrabile. Hai scritto in quei mesi una cosa terribile: hai parlato della «notte del niente» in cui ti sembrava di crollare colla morte. Hai vissuto con noi e come noi: sei come uscita dal chiostro per venire ad abitare dentro alla nostra incertezza, dentro al nostro dubbio, dentro alla nostra miseria. Hai preso parte alle nostre sofferenze, al male che si commette nel mondo. Hai sentito nel tuo cuore la forza che ci sta distruggendo: il dubbio sulla bellezza e sulla bontà dell’essere. Ti sei assisa alla tavola dei peccatori. Al momento in cui Dio si è nascosto al tuo amore, tu hai capito che ci possono essere uomini e donne che non sono afferrati dal Dio che li ama perdutamente: uomini e donne che restano indifferenti .
Teresa, piccola Teresa. La mia preghiera si inscrive dentro al tuo desiderio di condurre questi uomini e queste donne alla scoperta del Dio che li ama. Prega per questa città che sembra come abitata da una misteriosa alleanza colla morte: ove gli sposi non hanno più la forza di donare la vita, ove tanti innocenti sono soppressi ancora nel seno materno, ove tanti giovani non trovano lavoro, ove domani i mercanti della disperazione cercheranno di ingannarli dicendo loro che è cosa leggera consumare la vita nell’evasione dalla vera libertà. Prega per questa città che sabato sera si è ancora commossa di fronte alla Croce di Cristo ed alla sua dolce Icona. Prega per questa città perché sia ad essa annunciato con grande forza il Vangelo della misericordia, nella prossima Grande Missione.
Teresa, piccola Teresa: tu ora hai visitato la nostra città, tu ora ci conosci. Portaci da ora in poi e per sempre nel tuo cuore, ora abitato dalla forza dell’Amore: porta nel tuo cuore per sempre la mia persona, i sacerdoti (oh come li amavi i sacerdoti! Come volevi essere per ciascuno di essi  madre e sorella!), i nostri seminaristi, chi come te si è consacrato alla verginità, gli sposi, i nostri giovani. Non dimenticare più Ferrara; non dimenticare più nessuno di noi: arrivederci in Paradiso!