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PRIMA DOMENICA DI QUARESIMA
Mesola – Monticelli
9 marzo 2003

1. "In quel tempo, lo Spirito sospinse Gesù nel deserto ed egli rimase quaranta giorni". Carissimi fedeli, all’inizio del nostro cammino quaresimale verso la Pasqua la Chiesa celebra il mistero della tentazione di Cristo nel deserto. Questo mistero; quanto accaduto in Cristo, durante queste settimane di quaresima deve accadere anche in noi. Che cosa è accaduto in Cristo nel deserto? Come avete notato il racconto di Marco è brevissimo, ma esso ha in sé uno splendore singolare: ogni particolare è importante.

Gesù passa questo tempo nel deserto. Il deserto è il luogo dell’incontro con Dio, perché è uno spazio di solitudine e di silenzio, dove la preghiera è facilitata. E’ qui dunque che Gesù, subito dopo la sua investitura messianica ricevuta nel battesimo, riceve dal Padre le indicazioni della sua missione e la forza per realizzarle; è qui che raccoglie le energie necessarie all’opera che l’attende.

Gesù in questo luogo prende le sue grandi decisioni: le decisioni riguardanti la sua missione redentiva. Durante i quarant’anni che Israele trascorse nel deserto, esso venne tentato e messo alla prova perché adorasse e seguisse solo il Signore. Anche Gesù fu sottoposto a tentazione. Marco non dice il contenuto di questa tentazione. In tal modo è come se l’evangelista dicesse che la libertà di Cristo viene posta contro il potere del male nel suo insieme; il potere che cerca di distogliere Cristo dall’umile obbedienza alla volontà del Padre. Gesù nel deserto prende con decisione la via progettata per Lui dal Padre: una via alla fine della quale si leva la Croce. Sono i quaranta giorni decisivi.

Nel deserto Gesù si trova con gli animali selvaggi. E’ un particolare importante. Il primo Adamo aveva sperimentato, come conseguenza della sua disobbedienza, la ribellione della natura; il secondo Adamo, come conseguenza della sua obbedienza, ristabilisce la pace e l’armonia con tutto il creato. Nell’obbedienza del Verbo incarnato, che inizia nel deserto e si compie sulla croce, è rinnovato il mondo, è posta la radice della nuova creazione.

Infine nel deserto gli Angeli servono Cristo. E’ questo un particolare assai commovente. Non esiste solo Satana che tenta di distoglierlo dall’obbedienza alla volontà del Padre. Esistono anche gli angeli che si pongono al servizio di Cristo: è il segno che il Padre, anche attraverso questo servitori, sarà sempre vicino al suo Figlio unigenito nell’opera della salvezza che sta iniziando.

Nel suo insieme, la pagina evangelica ci presenta il mistero della tentazione di Cristo come il momento in cui Questi, pur provando il peso della tentazione, nelle prove della vita è deciso a seguire la via del Padre, in intima unione con Lui.

2. Carissimi, vi dicevo che la Chiesa prega oggi perché quanto è narrato nella pagina evangelica si realizzi anche in noi. E’ questo il senso della Quaresima.

E’ il tempo in cui, dando più spazio al silenzio e alla preghiera, siamo invitati a prendere le decisioni più importanti della nostra vita: ritornare al Signore se viviamo nel peccato; confermare la nostra alleanza con Lui se già viviamo nella sua grazia. E’ questa l’unica vera radice e l’unico solido fondamento della piena riconciliazione degli uomini fra loro e con tutto il creato. L’uomo è diviso in se stesso, dagli altri uomini, dal creato quando e perché è diviso dal Signore.

Ma oggi per la vostra comunità è anche l’inizio della Visita pastorale: la coincidenza è significativa. Il Vescovo resta con voi durante questa settimana precisamente per aiutare tutti voi a ri-collocarvi più fermamente nella via del Signore, ad essere più fedeli alla sua volontà. Le vie del Signore - abbiamo detto nel Salmo responsoriale - sono verità e grazia.