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FESTA DEL BATTESIMO DEL SIGNORE
Cattedrale di Ferrara, 9 gennaio 2000

1. La S. Chiesa conclude oggi la celebrazione del Mistero natalizio celebrando il mistero del Battesimo del Signore. La narrazione che ne viene fatta dall’evangelista Marco è ridotta all’essenziale: "in quei giorni Gesù venne da Nazareth di Galilea e fu battezzato nel Giordano da Giovanni".

Conosciamo bene, anche da documenti extra-evangelici, questo rito di penitenza che Giovanni compiva su coloro che glielo chiedevano. Esso consisteva nell’ingresso del penitente dentro alle acque del fiume Giordano; Giovanni poi versava acqua sul capo del medesimo. Questi veniva così come immerso e sommerso. Gesù vive questo rito penitenziale: "fu battezzato nel Giordano da Giovanni".

Tuttavia tutta l’attenzione dell’evangelista è rivolta a ciò che accade in conseguenza del battesimo di Gesù: i cieli si aprono; discende lo Spirito Santo; si fa sentire una voce dal cielo. Ed è su questo triplice avvenimento che dobbiamo anche noi fermare la nostra attenzione.

Notiamo subito un particolare del testo evangelico: tutto questo [apertura dei cieli, discesa dello Spirito Santo, locuzione divina] accade, "uscendo dall’acqua". L’espressione per noi descrive un puro fatto. Ma nel linguaggio e nella fede biblica, dentro la quale noi dobbiamo sforzarci di penetrare sempre più profondamente, "uscire dalle acque" richiamava l’esperienza fondamentale del popolo di Dio. Fu quando esso "uscì dalle acque" del Mar Rosso, che divenne un popolo libero: a questa esperienza Israele farà sempre riferimento, soprattutto nei momenti più tragici della sua storia. In uno di questi, il profeta Isaia dice: "Dov’è Colui che fece uscire dall’acqua il pastore del suo gregge? Dov’è Colui che gli pose nell’intimo il suo Santo Spirito?" il fatto di Gesù che esce, dopo il battesimo, dalle acque del fiume, è la perfetta realizzazione di quanto era stato prefigurato nella storia di Israele. Egli ci conduce fuori dalla nostra schiavitù; egli ci dona la vera libertà. Celebrando il mistero del battesimo del Signore, noi celebriamo così l’intero mistero della nostra salvezza al suo inizio, nel suo principio. L’apertura dei cieli che accompagna l’uscita di Gesù dalle acque indica precisamente questo. Narra la S. Scrittura che subito dopo il peccato, "il Signore Iddio lo scacciò dal giardino di Eden … e pose ad oriente del giardino di Eden i cherubini e la fiamma della spada folgorane, per custodire la via all’albero della vita" (Gen. 3,23-24). Attraverso questo linguaggio figurato, la Rivelazione ci insegna che col peccato l’uomo si interdice l’accesso alla vita vera, si pone in una condizione di mortalità non solo fisica; rompe l’Alleanza colla Sapienza e l’Amore divino. L’apertura del cielo che avviene nel momento in cui Gesù "esce dall’acqua", indica che Egli ci ha riaperto la via verso la vera vita: colla sua morte ci ha reso eterni. L’uomo accede in Lui all’albero della vita.

Il "segno" che davvero colla presenza di Cristo in mezzo a noi, che – più precisamente - "uscendo dall’acqua", ha mutato la nostra condizione, è che lo Spirito scende su di Lui come colomba.

Nel linguaggio biblico e nella fede cristiana è il dono che Dio fa all’uomo del suo stesso Spirito a costituire il nucleo essenziale della salvezza dell’uomo. Lo Spirito viene ad abitare nella santa umanità del Signore e da essa viene effuso su tutti coloro che credono in Lui. In Cristo dunque è compiuta tutta l’opera redentiva dell’uomo, che il Padre aveva da sempre progettata.

Ancora all’inizio dell’Anno giubilare, oggi contempliamo come nel suo "seme" tutta l’economia della nostra salvezza.

2. Vorrei concludere, attirando la vostra attenzione su quanto ci ha detto il profeta nella prima lettera. Egli ci ha fatto una domanda sconcertante: "perché spendete denaro per ciò che non è pane, il vostro patrimonio per ciò che non sazia?". Le parole profetiche sono sempre suggestive! Il nostro patrimonio è ciò che ci costituisce come persone; è la nostra umanità: energia di amore, di conoscenza; è la nostra libertà. Tutto questo noi spendiamo "per ciò che non sazia"! L’uomo dilapida se stesso.

"O voi tutti assetati, venite all’acqua". Venite all’acqua del Giordano, andate incontro a Cristo che "esce dall’acqua": incontrandolo, vedrete i cieli aprirsi sulla vostra vita e lo Spirito Santo discendere nella vostra persona. Egli vi introdurrà nella verità tutt’intera: "conoscerete la Verità e la Verità vi farà liberi".