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IMMACOLATA CONCEZIONE DELLA B.V. MARIA
Ferrara 8 dicembre 2000

1. "Dopo che Adamo ebbe mangiato dell’albero, il Signore Dio chiamò l’uomo e gli disse: "dove sei?". Carissimi fratelli e sorelle, come avete sentito, la prima parola che Dio rivolge all’uomo dopo il peccato è una domanda: dove sei? L’apostolo Paolo nella seconda lettura ci insegna che l’uomo è stato chiamato, pensato e voluto cioè, "prima della creazione del mondo", in Cristo. Confrontando quindi il racconto narrato nella prima lettura con l’insegnamento dell’apostolo, ci rendiamo conto che la domanda: "dove sei?" è rivolta a ciascuno di noi: a noi è chiesto con quella domanda di verificare se siamo in Cristo oppure se siamo fuori di Cristo. Che cosa significa "essere in Cristo/essere fuori di Cristo"? La seconda lettura ci guida alla risposta.

Ciascuno di noi è stato pensato e voluto, creato cioè, da Dio Padre perché divenissimo partecipi della sua stessa vita divina. Alle radici del nostro essere, nelle profondità della nostra esistenza ciascuno di noi è stato "benedetto con ogni benedizione spirituale in Cristo". Questo progetto divino sopra ciascuno di noi ha come suo punto di riferimento la persona di Gesù Cristo. In un duplice significato: sia perché siamo predestinati "ad essere figli adottivi" ad immagine dell’Unigenito Figlio del Padre sia perché è "per opera di Gesù Cristo" che questa nostra predestinazione si compie. E’ dunque Gesù Cristo la verità della nostra persona; è Gesù Cristo che ora ci rende partecipi della sua divina figliazione, in un rapporto con ciascuno di noi presente, attuale e reale. Essere in Cristo significa dunque realizzare pienamente la verità del nostro essere persone umane, nel raggio d’azione della potenza della sua grazia, che "ci tiene in suo potere" (cfr. 2Cor 5,14) e nella quale, con la fede e i sacramenti, noi siamo "radicati e fondati" (cfr. Ef 3,17).

Ma l’uomo, ciascuno di noi può collocarsi al di fuori di questo divino progetto e costruirsi autonomamente una propria verità ed interpretazione della propria vita: può falsificare la propria esistenza, vivendola non in Cristo. E’ il peccato. "Stando alla testimonianza dell’inizio" di cui ci parla la prima lettura "il peccato nella sua realtà originaria avviene nella volontà … dell’uomo, prima di tutto, come "disobbedienza", cioè come opposizione della volontà dell’uomo alla volontà di Dio ["hai forse mangiato dell’albero di cui ti avevo comandato di non mangiare?"]. Questa disobbedienza originaria presuppone il rifiuto o, almeno, l’allontanamento dalla verità contenuta nella Parola di Dio." [Giovanni Paolo II, Lett. Enc. Dominum et vivificantem 33,2;EE8/ ].

E la Parola di Dio è Gesù Cristo nel quale siamo stati scelti prima della creazione del mondo.

Dal confronto fra la prima lettura e la pagina evangelica si evidenziano nella loro radicale contrarietà le due possibili forme con cui possiamo plasmare la nostra esistenza: quella di Adamo-Eva, la forma della disobbedienza; quella di Maria, la forma dell’obbedienza. In Maria, contemplata oggi al momento in cui comincia ad esistere, al momento in cui è concepita nella santità priva della colpa originaria, noi vediamo realizzata perfettamente la chiamata della persona umana ad essere "in Cristo". Maria ed Adamo-Eva esprimono le due possibilità radicali che ciascuno porta nella sua libertà: realizzarsi nella dipendenza da un progetto che non siamo noi a pensare ["Eccomi, sono la serva del Signore, avvenga di me quello che hai detto"] oppure nella autonomia di chi vuole essere il padrone di se stesso.

2. Oggi è un momento di particolare gioia per questa Chiesa di Ferrara-Comacchio: l’AC celebra il suo Giubileo nel giorno in cui vuole festeggiare i cinquant’anni di Casa Bovelli. Questa Casa è stata un luogo assai importante nella storia di questa comunità.

La celebrazione giubilare e la luce splendente della parola di Dio definiscono chiaramente il significato ultimo dell’impegno apostolico degli associati. "Uomo, dove sei?": in Cristo o fuori di Cristo? nella verità o nella menzogna? nella sfera di azione della cultura della vita o della cultura della morte? A voi laici battezzati, soprattutto a voi associati nell’ACI, è chiesto di essere nel mondo per riportare il mondo in Cristo. Benché infatti l’ordine della creazione e l’ordine della salvezza "siano distinti, tuttavia sono così legati nell’unico disegno divino, che Dio stesso intende ricapitolare in Cristo tutto il mondo per formare una creazione nuova" [Decr. Apostolicam actuositatem 5].

In questa ricapitolazione i laici hanno una funzione loro propria; di questa ricapitolazione hanno una responsabilità peculiare. L’ordine della creazione è costituito dai beni della vita, del matrimonio e della famiglia; dalla cultura, dall’economia e dalle istituzioni della comunità politica: esso deve essere da voi trasformato secondo il disegno di Dio perché giunga al suo compimento.

Di questa presenza, della presenza di laici cristiani dentro a questa realtà, la nostra città, tutta la nostra comunità civile ha immenso bisogno.

Tota pulchra es, Maria – Tutta bella tu sei, o Maria!

La Chiesa vive oggi un momento di gioia intensa. Contemplando in te, o Maria, la potenza della grazia di Cristo e l’efficacia della sua morte redentiva, rinasce in ciascuno di noi la certezza di essere stati salvati. Nella tua persona noi oggi vediamo il progetto che Dio ha su ogni persona umana: in te vediamo pienamente espressa la verità dell’uomo.

Tota pulchra es, Maria – Tutta bella tu sei, o Maria!

In Te non esiste nessun contrasto fra il volere di Dio e la concreta e libera realizzazione della tua esistenza. Su di Te, Dio pronuncia un sì totale, così come tu lo dici a Lui: pienamente.

Prega per noi peccatori, adesso e nell’ora della morte!

Più forte oggi sale a Te la nostra preghiera poiché in noi non c’è questa perfetta coincidenza, poiché oggi in modo particolare, alla luce della tua piena umanità, fanno più piaga al nostro cuore tutte le negazioni teoriche e pratiche della verità dell’uomo e della sua dignità.

Più profonda è oggi la gratitudine verso chi questa verità testimonia e questa dignità difende, nella nostra città.

O Maria,
veglia su questa città
perché in essa non venga resa vana la Croce di Cristo
perché nessun uomo in essa smarrisca la via del bene:
perché in essa cresca la speranza. Amen.