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DOMENICA DECIMA PER ANNUM (B - 1997)
8 giugno 1997

 Fratelli e sorelle, da questa domenica riprendiamo la lettura del Vangelo secondo Marco, che ci accompagnerà durante questo anno nella celebrazione festiva dell’Eucarestia. Leggendo questo S. Vangelo, ascoltando e meditando, pregando e come ruminandolo nel nostro cuore, noi avremo una intelligenza molto più profonda del mistero di Cristo e nello stesso tempo capiremo chi è il vero discepolo di Gesù. In sostanza, la narrazione di S. Marco intende rispondere a queste due domande: chi è Gesù? Come si diventa suoi discepoli. E’ stato chiamato “il manuale dell’apprendista discepolo”.
 Tenendo conto di questo, la pagina che oggi viene proclamata si illumina di luce singolare. Quali sono i “personaggi” che entrano oggi nella narrazione, attorno al centro della pagina, che è Gesù che sta parlando?
 Sono gli scribi che erano discesi da Gerusalemme; sono i suoi parenti; sono infine una folla seduta attorno a Lui. Ora vediamo chi è Gesù per ciascuno di loro. “Gli scribi ... dei demoni”. “Gli scribi non possono negare la realtà: Gesù scaccia i demoni ... Invece di accettare il dono con umiltà, preferiscono metterlo in questione. Fanno uso della loro scienza per imbrogliare se stessi, del prestigio che essa conferisce per difendersi ed attaccare” (S. Fausti). In questo modo, essi cadono nell’unico peccato imperdonabile: chiudere gli occhi di fronte alla luce, non riconoscere in Cristo il dono della salvezza, ritenendosi semplicemente non bisognosi di salvezza.
Poi ci sono i suoi parenti. Questi che cosa fanno e che cosa dicono? “Uscirono per andare a prenderlo - lo mandarono a chiamare”. Cioè: vogliono che Gesù rientri in famiglia; ritorni ad essere quell’uomo “normale” che era stato fino a quel momento. Non vanno da Gesù per stare con Lui; al contrario, chiedono che Gesù venga da loro e stia con loro. E’ il movimento esattamente inverso a quello che fa il vero discepolo del Signore. Ed infatti che cosa dicono? “E’ fuori di sé”. Cioè: vive in un modo ed insegna cose che sono talmente contrari al nostro comune modo di pensare e di vivere che deve essere considerato un pazzo. E’ l’altra grande tentazione che può impedirci di divenire discepoli: il nostro c.d. buon senso, il ritenere che essere intelligenti significhi essere furbi, che essere sapienti significhi cercare non il bene, ma il proprio utile e vantaggio.
 Poi infine ci sono i discepoli. Esso sono “seduti attorno al Signore”. E’ una immagine stupenda! L’essere attorno ad una persona significa profonda armonia e pace, create da quel centro attorno a cui si trovano. E che cosa fanno? ascoltano. Ascoltare significa lasciarsi impregnare dalla sua Parola; lasciarsi trasformare da Lui per vivere come Lui. Ed allora succede una cosa stupenda; fra Gesù ed il discepolo si costruisce un vincolo, una comunicazione di vita tale per cui nasce una nuova famiglia. Tu diventi fratello, sorella, madre di Gesù.
 Ecco, fratelli e sorelle: Gesù è al centro. Attorno a Lui ci sono gli scribi, cioè coloro che non sono suoi discepoli perché “spiegano” la sua opera non come dono di salvezza. Ci sono i suoi parenti, cioè coloro che non sono suoi discepoli perché ritengono ciò che fa e dice una vera pazzia. Ci sono i suoi discepoli: sono tali perché si pongono attorno a lui e lo ascoltano, semplicemente ed umilmente. E tu con chi ti trovi? E’ la domanda radicale che pone questa pagina.