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OMELIA BATTESIMO
7 gennaio 1996

1. “Lasciate che i bambini vengano a me e non glielo impedite”. Carissimi genitori, voi oggi avete obbedito a questo comandamento di Gesù: “lasciate che i bambini vengano a me e non glielo avete impedito. La ragione del comandamento di Gesù, di lasciare che i bambini vengano a Lui, è molto commovente: “perché a chi è come loro appartiene il Regno di Dio”. Cioè: il Regno di Dio appartiene al bambino, agli altri se diventano (o restano) come loro. Parole profonde e piene di misteri! Ed infatti, Gesù benedice questi bambini “prendendoli fra le braccia”.
Fratelli e sorelle: è ciò che ora sta accadendo a questi, ai vostri bambini. Essi saranno benedetti in Cristo Gesù. Ascoltate quanto ci rivela l’Apostolo Paolo: “Il Padre ci ha benedetti con ogni benedizione spirituale nei cieli in Cristo”. Stiamo celebrando la benedizione del Padre su questi bambini. Ogni benedizione: quali benedizioni? Essi sono stati scelti prima della creazione del mondo, perché fossero santi ed immacolati. Nessuno di loro è venuto al mondo per caso o per necessità: ciascuno di essi è stato personalmente pensato e voluto dal Padre, già prima della creazione del mondo. Prima di essere concepito sotto il cuore di una donna, ciascuno di loro è stato concepito nel cuore di Dio. Scelti in vista di che cosa? ad essere figli adottivi del Padre. Ecco la seconda grande benedizione con cui questi bambini saranno benedetti. Che mistero di incredibile grandezza! Oh sublime ed incomparabile dignità di questi piccoli! Fra pochi istanti, ciascuno di questi bambini saranno generati alla vita divina: saranno come dei, perché diventeranno realmente partecipi della vita divina. La loro persona possiede una tale dignità che l’intero universo vale meno di ciascuno di loro. Finirà tutto, anche ciò che di più grande l’uomo ha creato: finirà la cupola di S. Pietro. Finirà tutto. Ma nessuno di questi piccoli finirà: ciascuno di essi è eterno. Scelti prima della creazione del mondo, generati alla vita divina, fra pochi istanti saranno redenti nel sangue di Cristo, nel quale abbiamo la remissione dei peccati secondo la sua infinita misericordia.
Tutta la celebrazione che stiamo compiendo è la celebrazione della “benedizione” con cui il Padre benedice questi bambini, in Cristo Gesù.

2. “Lasciate che i bambini vengano a me e non glielo impedite”. Questo avvenimento di benedizione, di cui gode tutta la Chiesa in Ferrara, è stato possibile perché voi genitori non avete reso sterile il vostro amore coniugale. C’è un “impedimento”, infatti, tragico che l’uomo e la donna compiono nei confronti del Padre che è nei cieli. Essi impediscono, rendendo volontariamente infecondo il loro amore coniugale, a Dio di celebrare il suo amore creatore: impediscono a Dio creatore di creare nuove persone umane. Si impedisce così che Dio faccia “dono” all’umanità di nuove persone umane. Ogni bambino è un dono. Come potrebbe infatti chiamarsi questo essere fragile ed indifeso, in tutto dipendente dai suoi genitori e completamente affidato a loro? Il suo esserci stesso è già un dono: il primo, il più grande dono che esista. Chi non vede questo, è spiritualmente cieco, completamente.

Lasciamo che la gioia e la gratitudine occupi il nostro cuore, piccola e limitata eco della gioia che sta provando il Padre nel generare nuovi figli alla sua Chiesa.
Che Maria li copra sempre della sua protezione.