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XXVII Domenica per Annum
Ariano: S. Cresima e conclusione della Visita Pastorale
6 ottobre 2002

1. "Canterò per il mio diletto il mio cantico di amore per la sua vigna". Al termine della Visita pastorale, il Signore vuole narrarci ancora una volta la storia del suo amore per l’uomo: un amore che inizia a svelarsi nella sua alleanza con Israele. "Il mio diletto possedeva una vigna sopra un fertile colle. Egli l’aveva vangata …": è così riassunta tutta la provvidenza divina a favore di Israele: scelto, piantato, collocato nella terra donatagli. E’ un rapporto durante il quale Israele è continuamente visitato attraverso i profeti. Anzi: in mezzo a questo popolo è costruita una "torre", cioè il Tempio, luogo della Presenza di Dio in mezzo al suo popolo. Nel cantico di amore che il profeta canta è narrato tutto: la elezione, la cura amorevole, la fedeltà incrollabile.

C’è un testo del Vangelo di Giovanni che ci aiuta a capire il significato ultimo di questa pagina profetica e che la Chiesa ci ha fatto proclamare prima del Vangelo. Gesù dice di se stesso: "Io sono la vite vera" [15,1]. Gesù dunque si identifica con Israele, perché è Lui l’eletto ed è in Lui e per mezzo di Lui che il Padre realizza pienamente, veramente la sua opera di salvezza. "E’ per lui che il popolo d’Israele è stato scelto; è per lui che è stato collocato in quella terra; è per lui che è stato visitato con tanta premura da Dio; è per lui che ha ricevuto quella parola, il popolo: la rivelazione del Dio vivente, la conoscenza del nome di Dio; è per lui, in ordine a lui, che è stato costruito il tempio per preparare e significare lui, tempio vero" []U. Neri, L’addio di Gesù ai discepoli: il discorso della grande consolazione, ed. San Lorenzo, Bologna 2001, pag. 114].

Sempre nello stesso discorso Gesù aggiunge: ""ogni tralcio in me, che non porta frutto lo toglie [2a], ed anche il profeta aveva detto: "Egli aspettò che producesse uva, ma essa fece uva selvatica". Oggetto dell’amore e della cura di Dio, chi è in Israele deve portare frutto: frutto di giustizia, di santità, di obbedienza, di fedeltà. E non di oppressione, di grida di angoscia, di corruzione. La cura amorevole di Dio aspetta la risposta della libertà umana.

2. Carissimi cresimandi, queste pagine sacre vi aiutano a capire profondamente il sacramento che state per ricevere.

Esso prima di tutto vi dimostra la cura amorevole che Dio ha per ciascuno di voi. Di ciascuno di voi è vero quanto avete appena sentito, quanto il profeta ha detto del popolo d’Israele. Siete stati eletti dal suo amore: vangati e sgombrati dai sassi, Dio ha piantato in voi i semi di ogni virtù. Quando? Al momento del Battesimo: siete stati inseriti in Cristo, per sempre.

Ora con la Cresima quest’opera viene confermata e perfezionata: Dio porta a termine questa mattina la sua opera in voi. Siete in Cristo!

Ed allora? "egli aspettò che producesse uva". Il Signore ora aspetta che produciate frutti di bene. Quali frutti di bene? La fedeltà ai suoi comandamenti, specialmente al comandamento dell’amore.

3. Carissimi fedeli, con questa celebrazione concludiamo la sacra Visita pastorale. La parola che il Signore oggi ci ha donato, è assai adeguata al momento.

Voi siete la "vigna del Signore": questa comunità di Ariano. Il Signore la coltiva, la semina e la irriga attraverso l’opera quotidiana del vostro parroco: in questa settimana lo ha fatto in modo speciale attraverso il Vescovo. Ora il Signore aspetta che produciamo frutti sempre più abbondanti di giustizia, di bene. Rimanete in Cristo e porterete molto frutto: rimanete in Cristo nella fedeltà alla catechesi che nutre la vostra fede, nella pratica devota dei sacramenti che accrescono la vostra vita cristiana, nell’esecuzione del precetto della carità. "E il Dio della pace sarà con voi".