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SOLENNITA’ DEL SACRO CUORE 1997 [SCHEMA OMELIA]
6 giugno 1997

“Chi ha visto ne dà testimonianza e la sua testimonianza è vera ed egli sa che dice il vero perché anche voi crediate”.
Raramente sono usate parole così gravi nei Vangeli, dopo il racconto di qualche episodio riguardante Gesù: trattasi dunque di un avvenimento di straordinaria importanza. Quale? “Venuti (i soldati) però da Gesù ... uscì sangue ed acqua”.
L’avvenimento dunque è duplice: l’apertura del fianco di Cristo crocefisso; l’uscita da questa apertura di sangue ed acqua. Grande è veramente il mistero racchiuso.
- La ferita inferta al costato è prima di tutto una porta aperta nella carne di Cristo, che ci consente di entrare in Lui. Entrando nel mistero di Cristo, noi come dice l’Apostolo, siamo in grado “di comprendere con tutti i santi quale sia l’ampiezza, la lunghezza ...”. L’apertura del suo fianco ci scopre definitivamente il suo cuore: i suoi pensieri. Attraverso il suo Profeta, il Signore ci aveva detto: “Io ho progetti di pace e non di sventura; voi mi invocherete e io vi esaudirò”. Ora è dato all’uomo di guardare dentro al cuore di Dio e vedere quanto sia vero ciò che dice nella prima lettura il Profeta: “Il mio cuore si commuove dentro di me; il mio intimo freme di compassione”. E’ il mistero della compassione di Dio!
- La ferita inferta al costato è anche fonte da cui sgorga acqua e sangue. Dal Cuore di Cristo viene effuso l’acqua che dona la vita ed il sangue che ci purifica. Nel deserto, il popolo ricevette l’acqua da una roccia che colpita, si aprì ed effuse un fiume d’acqua: nel pellegrinaggio della nostra vita la roccia che è Cristo si è aperta e da essa sgorga l’acqua che ci disseta. Gesù l’aveva promesso alla Samaritana. E’ l’acqua dello Spirito Santo. E al contempo esce anche sangue: cioè il sacramento dell’Eucarestia che ci consentirà di partecipare sempre all’amore del Crocefisso. Ascoltiamo quanto insegna S. Agostino:
“Nel costato di Cristo fu come aperta la porta della vita, donde fluirono i sacramenti della Chiesa ... Quel sangue è stato versato per la remissione dei peccati; quell’acqua tempera il calice della salvezza ed è insieme bevanda e lavacro... Il secondo Adamo, chinato il capo, si addormentò sulla croce, perché così, con il sangue e l’acqua che sgorgano dal suo fianco, fosse formata la sua sposa. O morte, per cui i morti riprendono vita! Che cosa c’è di più puro di questo sangue? Che cosa c’è di più salutare di questa ferita?” (In Iohannis Evangelium, 120,2).