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TERZA DOMENICA DI QUARESIMA
2 marzo 1997

 Fratelli, il nostro cammino quaresimale deve farsi spiritualmente più intenso, poiché le festività pasquali si sono fatte più vicine. Domenica scorsa, lo Spirito Santo ci ha rivelato che il nostro cammino quaresimale è un cammino di intima trasformazione, trasfigurazione in Cristo. Siamo chiamati ad essere figli nel Figlio: nella Pasqua saremo rigenerati ad una vita nuova.
 Esattamente nel mezzo del nostro cammino quaresimale la Chiesa ci fa ascoltare l’antica promulgazione dei dieci comandamenti, le dieci leggi fondamentali del Signore. Perché in piena quaresima ci viene fatto questo annuncio?
 Ho detto domenica scorsa che la quaresima è il tempo che ci viene donato per riscoprire la verità del nostro essere: fuori di essa viviamo nella vanità, cioè inutilmente. Ora la prima verità fondamentale è la seguente: “Io sono il Signore ... non avrai altri dei di fronte a me”. Cioè: tu non sei il Signore Iddio, neppure di te stesso. Tu sei una creatura che appartiene al Signore. La verità di questa radicale appartenenza contesta e respinge totalmente l’idea di una libertà umana che sia legge a se stessa, l’idea di una completa autonomia dell’uomo. E’ dentro questa relazione di appartenenza al Signore Iddio che emerge la realtà del comandamento di Dio. Esso è la guida di una libertà radicata nella verità. Non è un’arbitraria imposizione fatta da un padrone ad uno schiavo: il comandamento di Dio è la semplice esigenza della verità ad essere riconosciuta come tale. Per questo, il comandamento di Dio è sempre un dono per la crescita e la gioia dell’uomo. Solo una libertà ammalata, o meglio una libertà “sognata” può concepirsi in termini di pura autonomia. Dunque, fratelli e sorelle, il primo passo della nostra trasfigurazione in Cristo deve essere il riconoscimento pieno della sovranità di Dio sulla nostra persona. La conseguenza di questo riconoscimento è l’eliminazione dalla nostra vita di ogni idolo: “non avrai altri dei di fronte a me”. Quali sono i principali idoli davanti ai quali l’uomo oggi è così disponibile ad inginocchiarsi?
 Mi sembra che siano soprattutto tre: il denaro, il sesso, il prestigio sociale.
Il denaro: alle sue legge supposte si sacrifica tutto. Nella vita personale, il miraggio di un grande guadagno quante persone induce a tradire una ben più grande ricchezza umana, quella della propria coscienza morale! Nella vita internazionale, di fronte allo sperpero della ricchezza proprio dei popoli ricchi e alle migliaia di genti che muoiono di fame; di fronte alla sistematica distruzione di ingenti quantità di derrate alimentari; di fronte alla supposta necessità di privilegiare la “finanza” nei confronti del lavoro umano, si risponde cinicamente: “sono le leggi del mercato”. Al dio denaro si sacrifica tutto.
 Il sesso è il secondo idolo. Ormai completamente dissociato dall’amore coniugale e dal dono della vita, esso è venerato come una forza che non deve avere nessun limite, se non quello della salute fisica. E’ un idolo tremendo, il sesso! Poiché una sessualità svincolata da ogni legge morale è la distruzione della persona umana, riducendola ad essere un bene di consumo.
 Il prestigio sociale è l’altro grande idolo, costruito dai potenti mezzi della comunicazione sociale. Se l’idolo-denaro indurisce l’uomo, se l’idolo-sesso degrada la persona, l’idolo-prestigio sociale la svuota dal di dentro, facendole credere che l’essere di una persona è riducibile al suo apparire. Si è se si parla di noi e si vale dalla misura dei titoli dei giornali che parlano di noi.
 Fratelli e sorelle, ascoltiamo oggi la voce del Signore: “Io sono il Signore ... non avrai altri dei di fronte a me”.

 Il Vangelo oggi ci mostra come all’avvicinarsi della Pasqua, Gesù, entrando nella casa di Dio come Signore, manifesta l’amore geloso del Padre per la santità del suo tempio, luogo della sua Presenza. Egli è venuto per compiere quest’opera di purificazione, per distruggere ogni nostro idolo. Il tempio del Signore siamo ciascuno di noi: è la nostra persona. Cacciamo fuori ogni idolo: la santità si addice alla casa di Dio, che siamo noi.
 La ragione per cui ci è donato questo tempo di quaresima è che ciascuno di noi, per mezzo della rinuncia e della penitenza, distrugga in sé ogni idolo, in cui crede di avere la vita.