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PRESENTAZIONE del SIGNORE
Giornata per la Vita Consacrata
2 febbraio 2004

1. La festa della Presentazione del Signore è in primo luogo festa delle luci: andiamo incontro al Signore con i segni luminosi benedetti.

Questa pia consuetudine ci ricorda in primo luogo che Gesù, la Parola nella carne come la luce nella cera, è la luce vera che illumina ogni persona umana. Simeone ha preso sulle sue braccia Cristo e ne è stato illuminato: accendiamo anche noi le nostre menti attingendo dalla Luce eterna Cristo, come ci dice il Salmo: "avvicinatevi a lui e sarete luminosi" [Salmo 33,6].

La luminosità della vostra persona, carissimi religiosi e religiose, è significata e realizzata dalla vostra consacrazione verginale. La verginità cristiana è la luminosità dello spirito che risplende attraverso il corpo. In che modo? Se meditiamo attentamente e devotamente sulla esperienza di Simeone, noi vediamo che venne illuminato nella sua mente; venne guidato nella sua azione; venne mosso dallo Spirito nella sua parola.

Venne illuminato nella sua mente dalla fede nel Cristo. Egli nel bambino nato e portato da Maria ha visto la salvezza delle genti e la gloria di Israele. Carissimi religiosi e religiose, la sorgente da cui deve continuamente scaturire la vostra donazione non può che essere la vostra fede in Cristo, la percezione intima del suo mistero. Non altro, anche fossero ideali giusti o valori indiscutibili.: il vostro ideale è uno solo, Cristo; i vostri valori sono tutti racchiusi in Cristo.

Simeone venne guidato nella sua azione: "uomo giusto e timorato di Dio" lo dice la Scrittura. Voi vivete la vostra consacrazione verginale in un mondo incapace di comprenderla. Non conformatevi alla sua mentalità, ma – come ci chiede l’apostolo Paolo – "trasformatevi rinnovando la vostra mente, per poter discernere la volontà di Dio, ciò che è buono, a Lui gradito e perfetto" [Rom. 12,2]. In questo modo voi risplenderete davanti agli uomini, perché vedendo le vostre opere buone glorifichino il Padre [cfr. Mt 5,16].

Simeone è mosso dallo Spirito Santo nella sua parola. Egli loda il Signore; Egli compie primo fra tutti gli uomini l’annuncio evangelico. La vostra consacrazione verginale è una lode perenne al Signore, ed è in ordine al servizio del Vangelo, nella forma propria al carisma dei vostri santi fondatori.

Avvicinatevi a Cristo, appartenete solo a Lui con cuore indiviso perché illumini la vostra fede, rischiari la vostra azione, infiammi la vostra preghiera, muova il vostro annuncio. Se accenderete la luce nella mente, nelle azioni, nella parola, non camminerete nelle tenebre ma avrete la luce della vita.

2. Se ora noi rivolgiamo lo sguardo al mistero che celebriamo, la preghiera della Chiesa appena recitata ce lo mostra nella sua luminosa sostanza: Cristo "presenta" se stesso al Padre perché anche noi, come Lui, in Lui e per mezzo di Lui siamo presentati, cioè offerti.

Grande mistero! Lo dico in rapporto a Cristo, e in rapporto a voi, persone consacrate.

In rapporto a Cristo. Viene anticipata l’offerta che Cristo farà di Se stesso sulla croce, perché l’uomo sia redento. In rapporto a voi. E’ posta oggi nel mondo la possibilità per l’uomo e per la donna di compiere un auto-espropriazione totale per la gloria di Dio nel servizio all’uomo. La consacrazione verginale è la partecipazione totale al dono che Cristo oggi fa di Se stesso, e alla sua mentalità, al suo cuore, al suo sguardo sull’uomo, generati da quel dono. E’ per questo che la verginità cristiana "è una modalità di vita che grida il nome di Cristo, che grida Cristo come unica ragione ed unica possibilità di pienezza della vita" [M.Camisasca, la sfida della paternità, San Paolo ed., 2003, pag. 75].

Ed allora in questa celebrazione, che ha anche il carattere del commiato da voi religiose e religiosi, vi faccio un augurio usando le parole di S.Ambrogio: "sia Cristo il vostro occhio, perché per mezzo di Lui possiate vedere il Padre; sia Lui la vostra voce, perché per mezzo di Lui possiate parlare al Padre; sia Lui la vostra destra, perché per mezzo di Lui possiate offrire al Padre" tutta la vostra persona [De Isaac et anima 8,75].