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IV DOMENICA per ANNUM (C)
Cattedrale di Ferrara
Ordinazione diaconi permanenti
1 febbraio 2004

1. La pagina evangelica è singolarmente eloquente per la celebrazione che stiamo vivendo. Essa narra per la prima volta quanto sarebbe accaduto numerose volte lungo i secoli: lo scandalo suscitato dalla predicazione del Vangelo.

Che cosa scandalizzò per la prima volta i compaesani di Gesù e lungo i secoli tanti altri? "non è il Figlio di Giuseppe?". Lo "scandalo" cristiano è questo: questi, Gesù di Nazareth, membro come ogni uomo di una famiglia, è il Figlio di Dio nel quale tutte le Scritture si adempiono.

Carissimi diaconi, il Signore donando alla vostra meditazione questa pagina evangelica, vuole liberarvi subito da un’illusione: il sacrificio – la "diaconia" – al Vangelo genera esattamente ciò che ha generato a Nazareth la prima volta che fu annunciato. C’è un solo modo per evitare questo: o non predicare il Vangelo o porlo alla misura di chi vi ascolterà, cioè: tradire il vostro servizio. Non preoccupatevi dunque degli… indici di "audience" che avrete. Non è la predicazione del Vangelo che ha bisogno del favore dell’uomo; è l’uomo che ha bisogno del favore, cioè della grazia del Vangelo. Anche se spesso non se ne rende conto.

2. "Tu, dunque, cingiti i fianchi… non spaventarti alla loro vista". Geremia era un uomo naturalmente timido, amante della pace, desideroso – oggi si direbbe – di dialogare con tutti. Egli si sente dire: "ed ecco oggi io faccio di te… come un muro di bronzo contro tutto il paese". Ma il profeta si sente dire: non spaventarti alla loro vista.

Anch’io ripeto a voi le stesse parole dette al profeta: non spaventatevi alla loro vista. Ci sono tante realtà la cui vista può spaventarci: la vista dei nostri limiti; la vista dell’indifferenza generale in cui viviamo. Ed altre ancora. Perché non dovete spaventarvi? Perché riceverete fra poco dall’alto la potenza dello Spirito Santo.

Se pertanto non spegnerete mai in voi la potenza dello Spirito ricevuta mediante l’imposizione delle mani; se sarete in intima comunione col Cristo nell’Eucaristia, alla quale da oggi servirete in modo speciale; se sarete fedeli al Vangelo da predicare; se sarà profonda ed affezionata la vostra unione colla Chiesa, allora le parole dette al profeta sono dette a ciascuno di voi: "non spaventatevi alla loro vista".

Carissimi diaconi, la magna charta della vostra vita è la pagina di S. Paolo appena ascoltata: la radice di tutto il vostro servizio è la carità. Siete per definizione le icone della carità. E lo Spirito Santo scende su di voi per donarvi la carità.