home
biogr.
english
español
français
한 국 어
1976/95
1996
1997
1998
1999
2000
2001
2002
2003
2004
2005
2006
2007
2008
2009
2010
2011
2012
2013
2014
2015
2016
2017


NATALE 2000
Messa del giorno
Cattedrale Ferrara

1. "Dio … ha parlato a noi per mezzo del Figlio …per mezzo del quale ha fatto anche il mondo". Carissimi fratelli e sorelle, l’autore della Lettera agli Ebrei, di cui avete ascoltato il brano iniziale nella seconda lettura, pone l’avvenimento che oggi noi celebriamo in rapporto con tutta la realtà che ci circonda. Quale è l’avvenimento che oggi celebriamo? Il Vangelo lo narra nel modo seguente: "E il Verbo di fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi". Questo fatto è la chiave di volta di tutta la realtà, e svela il significato ultimo della nostra vita.

Fermiamoci un momento a vedere "questo avvenimento che il Signore ci ha fatto conoscere": "il Verbo si è fatto carne e venne ad abitare fra noi". Dio non risponde alla nostra domanda di felicità, alla nostra attesa di giustizia, al nostro desiderio di amore, alla nostra invocazione di senso donandoci una dottrina che dobbiamo sforzarci di capire e di applicare alla nostra vita. Non risponde al nostro umano soffrire, esortandoci ad essere forti. Egli risponde facendosi, diventando uno di noi, come noi. Ecco il nucleo del cristianesimo, ciò che lo rende inconfondibilmente unico ed incomparabile con qualsiasi altra proposta: esso è Dio stesso nel Volto e nella carne umana di uno chiamato Gesù. Partendo dal ventre di una donna di nome Maria che lo concepì nella nostra natura umana, Dio si è innestato dentro alla nostra umanità: l’ha fatta definitivamente propria. "E noi vedemmo la sua gloria, gloria come di Unigenito dal Padre, pieno di grazia e di verità".

Questo fatto ha cambiato la nostra condizione umana, dal momento che "la grazia e la verità vennero per mezzo di Gesù Cristo". Ha cambiato la nostra condizione perché in Lui riceviamo il dono della verità: la verità sul Mistero di Dio e la verità sul mistero dell’uomo.

Sul Mistero di Dio: "Dio nessuno l’ha mai visto: proprio il Figlio Unigenito, che è nel seno del Padre, lui ce lo ha rivelato". Ci libera dalla più grave stoltezza che abbiamo commesso in questi ultimi secoli del millennio che si sta concludendo: togliere a Dio l’uomo e il mondo, sottrarre a Dio l’uomo e il mondo, pensando che solo in questo modo avremmo potuto entrare nel pieno possesso di noi stessi e del mondo. Ancora in queste settimane, nel testo per la "Carta dei diritti fondamentali" dell’Unione europea, non è stato iscritto neppure un riferimento a Dio fonte ultima della dignità umana. Il dono della verità su Dio che ci viene per mezzo del Verbo incarnato nostra all’uomo il vero volto di Dio: non un concorrente dell’uomo, non un estraneo all’uomo. E’ il Padre ricco di grazia e di misericordia, la cui gloria è che l’uomo viva. Il dono della verità su Dio smaschera la menzogna di cui è stato impastato l’occidente di questo ultimi secoli: la menzogna su Dio, invidioso dell’uomo; "proprio il Figlio Unigenito, che è nel seno del Padre, lui ce lo ha rivelato".

Ma il dono della Verità fattoci oggi dal Verbo incarnato riguarda ed illumina completamente il mistero dell’uomo: "a quanti… l’hanno accolto, ha dato potere di diventare figli di Dio". Ecco la vera condizione umana: quella di figli di Dio, partecipi della stessa vita di Dio ["da Dio sono stati generati"]. L’uomo, coperto dalle macerie di ideologie stolte, ed oggi sempre tentato di riempire il suo vuoto con l’inutile; l’uomo, che misura se stesso con criteri riduttivi e sproporzionati alla sua esperienza; l’uomo, che è sempre più tentato da un vacuo nomadismo spirituale senza meta definitiva; l’uomo, che mette a tacere spesso la sua passione per la verità poiché gli si dice che è una passione inutile: l’uomo, questo uomo, questa sera ascolta la verità su se stesso; Dio si è fatto uomo perché l’uomo divenisse dio. Viene a conoscere quale è la sua destinazione finale: la vita eterna. E solo se la misura della vita presente è l’eternità, la vita presente è veramente, smisuratamente grande.

2. Il percorso della divinizzazione dell’uomo, della partecipazione dell’uomo alla vita piena di Dio è stato tracciato oggi: è l’umanità stesso del Verbo che è venuto fra noi per essere la via percorrendo la quale giungiamo alla nostra meta, alla pienezza del nostro essere. Facendosi uomo, lavorando con mani d’uomo, pensando con mente umana, agendo con libertà umana, amando con cuore umano, Egli si è offerto come l’unica strada dell’umanizzazione dell’uomo.

Tutto ciò non deve essere inteso nel senso di un’imitazione di Cristo. Tentativo anacronistico e fallimentare. Significa assimilazione a Cristo per giungere a vivere nella nostra fragile carne umana la vita stessa di Dio: per giungere all’unione con Dio. Proporre all’uomo soluzioni al problema del senso della sua vita sotto il livello della sua divinizzazione è ingannarlo, poiché abbiamo un cuore capace di infinito. E la strada è Cristo incontrato nella sua Chiesa, nei suoi sacramenti.

E’ stato scritto: "Ciò che occorre è un uomo, non occorre saggezza, ciò che occorre è un uomo, in spirito e verità; non un paese, non le cose; ciò che occorre è un uomo, un passo sicuro, e tanto salda la mano che porge che tutti possano afferrarla e camminare liberi, e salvarsi" [C. Betocchi]. Questo uomo esiste: è Gesù il Cristo, il Verbo che "si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi".